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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 17.15

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CABASSI SHOCK, COME BUTTARE VIA UNA PARTITA VINTA

Involuzione tecnica contro l'ultima della classe: eppure gli aquilotti erano riusciti a ribaltarla dopo l'iniziale svantaggio. Nei sette minuti finali il Carpi prima pareggia e poi la vince con un gran gol.

SCONFITTA AMARISSIMA
CABASSI SHOCK, COME BUTTARE VIA UNA PARTITA VINTA

La Spezia - CARPI-SPEZIA 3-2
Marcatori: 29'pt Mustacchio, 4'st Gyasi, 26'st Okereke, 39'st Marsura, 46'st Couilbaly

CARPI (4-4-2)
Piscitelli; Pachonik, Kresic, Poli, Vitale (20'st Jelenic); Coulibaly, Pasciuti, Piscitella (29'st Arrighini); Rolando, Cissè, Mustacchio (22'st Marsura). A disp. Serraiocco, Marcjanik, Pezzi, Buongiorno, Concas, Vano, Saric, Crociata, Di Noia. All. Fabrizio Castori.

SPEZIA (4-3-3): Lamanna; Vignali, Terzi, Ligi, Augello; Mora, Ricci, Crimi (47'st Pierini); Gyasi, Galabinov (21'st Okereke), Bidaoui (36'st Bartolomei). A disp. Manfredini, Barone, Brero, Crivello, Mastinu, De Francesco, Maggiore, Erlic, Acampora. All. Pasquale Marino.

Arbitro: Aureliano di Bologna
Assistenti: Fiore di Barletta e Pagnotta di Nocera Inferiore,
Quarto ufficiale: Arace di Lugo di Romagna
Ammoniti: Jelenic, Gyasi, Terzi, Arrighini
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
14.23 - Al cospetto di un Carpi che vive un momento profondamente delicato, per tentare di riprendere subito la marcia interrotta contro l'Hellas. Lo Spezia di Marino cerca punti nella vicina emilia per non perdere il contatto con la quota playoff e dare il la allo sprint verso la primavera e il finale di stagione. Contro un Carpi che sceglierà il solito 4-4-2 ma che non è meno obbligato a cercare i tre punti visto che la truppa di Castori è reduce da due sconfitte di fila tra cui spicca lo 0-1 interno contro il Perugia dell’ultimo turno. Lo Spezia, invece, parte dalla dote di punti quasi doppi rispetto all'avversario (34 contro 18) ma arriva dalla sconfitta in casa contro il Verona. Spezia in completo nero, Carpi in maglia bianca con inserti rossi. Si gioca sotto un bel sole.

PRIMO TEMPO
Che sia un mero incidente di percorso e che il fattore entusiasmo non sia scalfito da una sconfitta interna. Riprendere a correre e tentare di costruire da subito una nuova striscia di risultati utili, che siano volano per una primavera all'altezza della posta in palio. Contro un Carpi che sarà anche ultimo in classifica ma rimane avversario tosto nel rettangolo del "Cabassi", si spera soprattutto nei gol di Andrej Galabinov, che vuole prendersi la scena proprio nel momento in cui inizia a vedersi all'orizzonte il vero obiettivo. L'inizio della gara è frizzante ed equilibrato: il Carpi ha un uomo in più in mediana e il giropalla funziona decisamente bene visto che i terzini accompagnano l'azione e al cross si arriva bene. Brividi subito per gli aquilotti quando dopo 2' Mustacchio calcia di volo un diagonale alla Totò Di Natale che prende la via del secondo palo ma esce di un metro e mezzo alla destra di Lamanna. La sfuriata del Carpi non si placa, anzi: tra il 5' e il 6' gli emiliani prima mettono paura sulla serpentina di Piscitella che salta Vignali e mette al centro dove ci vogliono i tempi perfetti di Mora per evitare la facile battuta sottomisura. Sul corner seguente eccezionale Lamanna, che con un guizzo blinda la porta spezzina sul colpo di testa ravvicinato di Mustacchio. Paradossalmente nasce da qui la prima palla gol dello Spezia con Bidaoui che attrae su di sè gli avversari per poi scaricare per la conclusione a giro di Galabinov dal limite dell'area che termina a lato di un soffio. Lo Spezia allenta la tensione e al 10' ci riprova: Galabinov riceve ai venti metri, guarda la posizione del portiere e, praticamente da fermo, fa partire un sinistro che, deviato da un difensore locale, sbatte contro la base del palo alla sinistra di Piscitelli.

Lo Spezia schiacchia il Carpi, manca solo il gol. E Mustacchio fa l'1-0.
Alla lunga lo Spezia esce dal guscio ed inizia a schiacciare l'avversario: Castori chiede ai suoi di pressare i portatori di palla fin dalla trequarti per non regalare aria alle idee di Ricci. Vignali su Piscitella, Pachonik su Bidoaui, bei duelli sulle fasce dove il polacco da una parte e il jolly made in La Spezia dall'altra, mettono la museruola ai rispettivi duellanti, giocatori tecnici e capaci di fare la giocata. Il belga-marocchino è sempre nel vivo del gioco: le sue immancabili finte non trovano la rifinitura che servirebbe per passare in vantaggio. Davvero molto bene Vignali anche quando c'è da suggerire, come quando premia il movimento senza palla di Galabinov, murato dalla difesa. Il gol aquilotto sembra nell'aria ma non arriva: al 24' Gyasi la mette dentro chiudendo una bell'azione corale ma Piscitelli in uscita manda fuori causa gli attaccanti. Un minuto più tardi ancora Spezia: sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra, sul colpo di testa di Galabinov, Mora si trova sulla traiettoria ma Piscitelli non si fa fregare e coi pugni allontana. Il forcing sembra finalmente produrre quel gol meritato che lo Spezia cerca da almeno una decina di minuti: la rete di Gyasi, che sigla un bel diagonale, viene annullata, cosa che non accade dall'altra parte quando Mustacchio, arrivato di gran carriera dalle retrovie, spinge dentro un pallone d'oro scodellato da Piscitella che era riuscito a superare un Vignali non abbastanza reattivo.

Reazione flebile, le gambe non girano.
Lo Spezia sente il colpo e non riesce a trasformare la rabbia in reazione, mentre il Carpi, ringalluzzito dal gol, rischia addirittura di raddoppiare:al 34' il tiro-cross di Mustacchio colpisce la base del palo alla sinistra di Lamanna. Tre minuti dopo aquilotti prossimi al gol del pari: al termine di un'azione insistita però Augello non dosa bene la forza del cross che attraversa tutta l'area per morire nel nulla. Sembra di essere tornati alle prestazioni abuliche d'inizio stagione e anche Marino in panchina scrolla la testa in più occasione: fosse per lui uscirebbe mezza squadra. A risvegliare lo Spezia ci penserà Bidaoui che insiste a puntare chi gli capita davanti e con il destro a rientrare trova il corpo di un difensore che aveva schermato Piscitelli. Al riposo si va sull'1-0 Carpi dopo la conclusione con il mancino di Vignali che non fa piangere Piscitelli, sicuro nella presa prima del duplice fischio.

SECONDO TEMPO.
Le pile saranno esauste? Un po' Marino lo teme e anche le attenzioni dichiarate in settimana sono sembrati moniti motivazionali verso i suoi giocatori. Il tecnico di Marsala attende ad operare cambi, sperando che i suoi trovino subito le motivazioni per arpionare la gara nei primi minuti della ripresa. Lo Spezia in effetti si rende subito pericoloso, ma se la prima conclusione di Galabinov incoccia il posteriore di un difensore, nei secondi immediatamente successivi il cross di Augello non ha la forza giusta. Il punto del pari non tarderà: a Gyasi bastano 4' e una palla ricevuta da Augello, in una delle rare sortite offensive dell'ex Giana Erminio: l'ex scuola Toro batte nel duello fisico il suo marcatore Poli e si guadagna la solitudine davanti a Piscitelli che fredda con un diagonale a fil di palo, sotto il settore ospiti che finalmente può gioire. L'1-1 non amareggia il Carpi che profonde lo sforzo di tornare ad attaccare coralmente: cross e controcross che capitan Terzi e l'ex Ligi, ottima gara per lui, fanno propri. Uno Spezia che al 13' si stropiccia gli occhi quando Galabinov scomoda il colpo di tacco al volo per risolvere un pallone arrivato da corner: la direzione c'è, la forza non è sufficiente a sorprendere Piscitelli, coperto dal muro difensivo eretto dai suoi compagni ma presente con istinto e senso di posizione su quella traiettoria.

Galabinov getta alle ortiche una palla d'oro. Okereke entra e la ribalta!.
Il Carpi guarda la sua brutta classifica e non può pensare solo a difendersi: gli spazi che Poli e compagni concederanno possono essere trasformabili in occasioni e lo Spezia non deve smettere di crederci. Così Bidaoui punta l'uomo ogni volta che può e quando al 17' entra in area dalla sinistra ritarda quell'attimo di troppo a servire Gyasi, permettendo alla difesa di tornare e frapporsi. Solo velocizzando le scelte si può superare un Carpi comunque non trascendentale e, attenzione bene, il fattore lucidità può diventare determinante negli ultimi 20' di una partita senza grandi guizzi tecnici ma anche senza pause. L'ultima palla della sua partita Galabinov la gioca, male, prima di abbandonare il campo: in un favorevolissimo 3 vs 3, la sua preferenza di scarico per Gyasi è probabilmente quella meno adeguata e la sostituzione seguente con Okereke servirà soprattutto a sfruttare la velocità in quegli spazi che si apriranno nel finale. All'attaccante di Lagos bastano 300'' per finire sotto il settore ospiti e liberare la gioia, inseguito da tutti i compagni: un gol da attaccante vero visto che David arpiona una palla servitagli da Vignali nel cuore dell'area, per liberare un destro micidale che si insacca imparabilmente.

Lo Spezia sbaglia le ripartenze, Marsura lo punisce, Coulibaly lo uccide.
Non è un pomeriggio da caviale e champagne ma vincere sarebbe sempre la medicina migliore, specie se vieni da un ko interno e se tra quattro giorni arriva il Livorno: anche per questo Marino risparmia il finale a Galabinov e Bidaoui, fondamentale gestire le energie visti gli impegni ravvicinati. Ma lo Spezia non è cinico e questo tante volte lo paghi. Il Carpi, sotto di un gol, non ha motivi per non giocarsi tutte le carte rimaste sul tavolo e al 39' conquista il pari: Marsura è bravo a difendere un pallone in area di rigore e di potenza uccella Lamanna. Un 2-2 che in tutta onestà, fotografa abbastanza fedelmente il match ma lo Spezia avrebbe subito l'occasione per rimettere il muso avanti: il tiro di Crimi trova però la deviazione in angolo. I cinque minuti di extratime spengono lo Spezia e fanno esplodere il piccolo Cabassi: nel primo minuto di recupero Coulibaly suggella la sua prestazione sparando un proiettile terra-aria che si insacca alla sinistra di un Lamanna inutilmente proteso in volo.

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