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Burgzorg saluta lo Spezia, l'Heracles lo ha riscattato

Finita l'avventura italiana dell'attaccante di Amsterdam, scontratosi contro la barriera linguistica e il difficile avvio di campionato. Torna in Olanda da cui era stato prelevato un anno fa.

l'annuncio ufficiale
Burgzorg saluta lo Spezia, l'Heracles lo ha riscattato

La Spezia - Gli sono bastati due mesi di allenamenti e cinque partite di campionato per convincere l'Heracles a riscattarlo. L'attaccante olandese Delano Burgzorg lascia lo Spezia Calcio dopo una sola stagione, peraltro giocata a metà nella Eredivisie da cui proveniva. Il club di Almelo ha comunicato di aver esercitato il diritto di riscatto del cartellino del 21enne di Amsterdam, ereditando i 3 anni di accordo che rimanevano con Via Melara e aggiungendo un'opzione per un ulteriore anno. Una decisione che non era scontata, perché passa attraverso un esborso economico che nell'epoca posta pandemia non è facile per nessuna società europea.
Già a maggio il club aveva annunciato lo svincolo di un buon numero di giocatori, escludendo però dalla lista Burgzorg. Lo stop anticipato al campionato ha poi determinato mancati introiti e di conseguenza molte rinunce sul mercato. Ma questo non ha impedito all'Heracles di puntare invece su Burgzorg. "Ha avuto poche occasioni per giocare, ma ha comunque mostrato quello che sa fare - il commento del direttore tecnico Tim Gilissen riportato dal sito ufficiale -. Siamo convinti che Delano sarà per noi un giocatore prezioso negli anni a venire".

Contento di continuare in patria lo stesso atleta. "Qua mi sono da subito sentito a casa - ha detto -. Da ora in poi possono concentrarmi completamente sull'Heracles. Farò di tutto per dare il mio contributo alla causa". Continua così la carriera di un ragazzo arrivato al calcio professionistico partendo dal basso. Si presentò da perfetto sconosciuto ad un provino del De Graafschap nel 2015, pagando di tasca propria 65 euro per poter palleggiare sul campo insieme a tanti ragazzi che come lui sognavano stadi pieni. Alcuni addetti ai lavori lo notarono subito, gli fecero fare altre tre sgambate sotto gli occhi di altrettanti tecnici delle giovanili e poi fu inserito nell'under 19. A seguire l'arrivo in prima squadra, l'esordio tra i grandi, i gol in campionato e l'Italia.
Qui la storia è cambiata. Rispetto ad altri ragazzi arrivati da fuori, per lui la barriera linguistica si è presto dimostrato un ostacolo difficile da superare. Molto buono l'esordio in Coppa Italia contro la Pro Patria (un gol ed un assist), poi a settembre un trittico di partite che doveva lanciarlo e che invece si rivelò un naufragio. Titolare contro Perugia, Ascoli e Trapani senza mai incidere, in tre delle partite più amare di tutta la stagione. Contro i siciliani addirittura sostituito a fine primo tempo e poi scomparso in panchina per due mesi senza neanche un minuto di gioco. Fino alla partita contro l'Entella del boxing day, ancora una sostituzione prima dell'ora di gioco. Ma a quel punto c'era già voglia di lasciare.

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