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Ultimo aggiornamento: Martedì 06 Dicembre - ore 15.00

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Budan, il doppio ex: "Politica dei giovani iniziata da tempo"

Da giocatore rosanero a diesse a tempo degli aquilotti alla prima esperienza: "Potevo andare ad Ascoli ma ho preferito la consulenza. A Spezia problematiche da subito ma la politica dei giovani iniziò con noi. Errori? Come tutti, è esperienza".

Budan, il doppio ex: `Politica dei giovani iniziata da tempo`
La Spezia - Da Bergamo, il suo centro del mondo, a Palermo passando per la Croazia. Igor Budan è uno che ha girato parecchio quando giocava e continua a farlo ora che ha appeso le scarpette al chiodo, ma il calcio è sempre lì a fare da sfondo prima ancora che da professione.
Un Budan che continua a lavorare sebbene attualmente non sia dirigente di club: “Sono molto contento – confessa l'ex diesse aquilotto – perchè sto lavorando come intermediario e consulente in operazioni di mercato, soprattutto riguardanti la serie A e l'estero. Un lavoro gratificante che mi permette di sfruttare le conoscenze che mi sono creato negli anni, già quando giocavo, e di guadagnare bene. Ma la cosa più importante è che oltre a ciò riesco ad avere più tempo libero e a godermi di più la famiglia rispetto ai tre anni precedenti. Ho avuto un'offerta importante da Ascoli, ma dopo aver ponderato tutto, anche il fatto che avrei dovuto spostare la famiglia, ho preferito rifiutare e continuare in quello che sto facendo. Non escludo, comunque, che un domani possa rientrare come dirigente in qualche club”.


Mercoledì si affrontano in Coppa Italia due squadre che hanno fatto parte del tuo passato: il Palermo e lo Spezia.

“A Palermo ho disputato stagioni importanti da giocatore e quando non avevo ancora smesso Zamparini mi ha proposto di iniziare una carriera dietro la scrivania. Mi ritengo fortunato nel calcio perchè ho potuto subito iniziare a lavorare come dirigente non appena finita la carriera da giocatore. Con Zamparini ho sempre avuto un gran rapporto: ultimamente gli avevo dato una mano per risolvere la questione Jajalo tra Rijeka e Palermo, organizzando l'incontro tra lui e Damir Miskovic”.

Palermo in una situazione di classifica difficilissima, non il massimo per De Zerbi. Cosa rappresenta questa gara per le due squadre?
“Si tratta di un'opportunità sia per la squadra di B, come lo Spezia, che cerca l'impresa sia per quella di A, magari in difficoltà come il Palermo, che può cercare di tornare al successo, cosa che non fa mai male. Resta da vedere quale sarà la scelta dei rosanero: schiereranno i titolari o chi gioca meno? In generale non hanno una rosa molto ricca ma a volte chi gioca meno trova stimoli particolari e fa meglio di chi è solitamente titolare. Inoltre è un momento strano, con il presidente che parla con altri allenatori ma poi conferma De Zerbi. Lo Spezia può fare la sorpresa ma non deve pensare che sia più facile rispetto all'anno scorso quando eliminò la Roma. Ogni gara è diversa ed ha una propria storia”.

Il lavoro porta Budan spesso all'estero, anche in Croazia dove il Rijeka sta comandando in campionato.
“Sono davanti e possono anche arrivare in fondo. Penso che se la Dinamo non si rinforza sarà difficile che vadano a prenderli. Comunque sarà molto importante lo scontro diretto del 3 Dicembre. Attualmente il Rijeka ha 6 punti di vantaggio e se dopo quel match l'avrà mantenuto credo che possano fare qualcosa di storico. Hanno cambiato un po' la politica abbassando i costi, riducendo il numero di giocatori a libro paga da oltre 60 a circa la metà e realizzando delle plusvalenze importanti”.

Un po' quello che ha cercato di fare lo Spezia.
“Sì credo che sia un processo che era già iniziato con noi. Quest'anno vedo che valorizzano molti giovani e questo è un bene ma vedo anche che ci sono 6-7 giocatori che c'erano già con noi e vuol dire che qualcosa di buono è stato fatto”.

Cosa resta di quell'addio?
“Era nell'aria, già da Luglio c'erano delle problematiche ma io ho sempre cercato di lavorare al meglio e oggi, in ogni caso, è una soddisfazione aver portato gente come capitan Terzi o altri che poi sono tornati successivamente come Datkovic. Sicuramente abbiamo commesso anche qualche errore, come ne erano stati fatti anche prima ma anche successivamente. E' normale quando si lavora ma da professionista devi mettere in conto che alla fine possa terminare un rapporto con un club. Sei un dipendente e lo devi accettare ma è stata una grande esperienza, che ha arricchito il mio bagaglio e che rifarei”.

Un'avventura che ha portato anche alla separazione col tecnico Nenad Bjelica, oggi in Polonia.
“Siamo rimasti in ottimi rapporti. Sono andato da lui recentemente: devo dire che al Lech Poznan si sta trovando benissimo ottenendo ottimi risultati. E' subentrato con la squadra al quindicesimo posto e adesso sono quinti a pochi punti dalla seconda piazza. Certo, non hai la visibilità che potevi avere in Italia, ma il Lech è un grande club con organizzazione e strutture di prim'ordine”.

Da Bergamo gode di una prospettiva privilegiata per godersi il 'miracolo Atalanta', lui che dei nerazzurri è amatissimo ex.
“Abito ad un minuto dallo stadio, sento bene persino i boati. Ho visto la squadra contro il Palermo e l'Inter mentre sabato sarò presente a Torino per Juve-Atalanta e dopo la partita andrò a cena col mio amico Pjanic. Che dire, è una bellissima storia se pensiamo che dopo un inizio negativo Gasperini era addirittura in discussione e adesso sta compiendo qualcosa di incredibile. E' bello vivere la città, l'atmosfera, anche perchè il rapporto tra Bergamo e la Dea è qualcosa di veramente speciale”.
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