Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 28 Novembre - ore 22.00

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Bonacina porta il seme di Zingonia: "La Spezia vive della passione di Bergamo"

Ex capitano della Dea, ha allevato decine di campioni da Gabbiadini a Barrow. Ora guida la Primavera aquilotta: "Il segreto dell'Atalanta è la continuità. Non si chiede di vincere, ma di portare ragazzi in prima squadra".

bandiera nerazzurra
Bonacina porta il seme di Zingonia: "La Spezia vive della passione di Bergamo"

La Spezia - Un seme di Zingonia da far attecchire a Melara. Se c'è qualcuno che può piantarlo è lui. Anche perché negli anni ha contribuito come pochi a fare del settore giovanile atalantino un punto di riferimento a livello nazionale e non solo. E prima, dell'Atalanta è stato capitano e giocatore simbolo per tanti anni. Valter Bonacina da Cenate di Sotto, ai piedi dei primi monti, più di trecento presenze in nerazzurro e centinaia di panchine con la primavera orobica. L'uomo scelto da Giovanni Invernizzi per gestire l'ultimo miglio del Ferdeghini-Intels, quello che è lo sbocco che accompagna in prima squadra.
Nella settimana di Spezia-Atalanta è uno dei più ricercati, il più immediato dei testimoni. Una figura che testimonia le ambizioni aquilotte di cominciare a partire da questa stagione a fare un lavoro dalle fondamenta. Lui ha allenato Zaza, Gabbiadini, Baselli, Zappacosta, Conti, Gagliardini, Caldara, Bastoni, Capone e Barrow tra gli altri. Qualche ragazzo di talento lo ha visto passare insomma...

Come sta andando il suo ambientamento alla Spezia e allo Spezia?
“Come si può immaginare, il contesto della pandemia crea diverse difficoltà. Nonostante tutto devo dire che abbiamo già fatto un po' di lavoro in questi due mesi. Ci siamo allenati abbastanza ma abbiamo giocato poco a causa dell'interruzione del campionato. Già potersi trovare al campo è una fortuna. I ragazzi vengono da un periodo molto tribolato e si sente. Al momento non si può programmare, quindi andiamo avanti giorno per giorno sperando di poter continuare gli allenamenti. Pensate solo alla Toscana che è diventata zona rossa: abbiamo quattro ragazzi che non possono più venire alla Spezia per questo".

L'Atalanta e Bergamo, c'è qualcosa di speciale in questo connubio tra città e club, spesso ammirato anche dagli avversari?
“Di certo i bergamaschi sono attaccati alla propria squadra in modo viscerale. Negli anni ad alimentare questo spirito hanno contribuito alcuni risultati eclatanti. Penso il particolare al periodo degli anni Novanta, quando giocavo io, con le partecipazioni alle coppe europee. E poi il periodo odierno con la Champions League. La gente si riconosce nella squadra, nella società e nell'allenatore. Credo che sia questo il motivo principale di tanta unità d'intenti. Ma il legame con la propria squadraè un patrimonio di tante città italiane. Io ho giocato nella Roma e ho visto lo stesso amore viscerale. E nonostante gli stadi chiusi, la stessa cosa la sto vedendo alla Spezia. Magari i bergamaschi hanno un carattere chiuso, quindi vederli aprirsi con il calcio fa più effetto".

La presidenza Percassi è un modello invidiato e imitato. Un modello che ha un aspetto fondamentale nelle plusvalenze costruite a partire dal settore giovanile, di cui lei è stato per anni uno degli elementi decisivi tenendo la panchina della primavera. Ci si sono pagati anche pagati lo stadio con i proventi del calciomercato. Si parte da lì per spiegare l'Atalanta?
“Credo che sia proprio questa la chiave, il punto che ogni società secondo me dovrebbe curare. Cercare, perché non è semplice, di creare un settore giovanile di grande livello sapendo che è un'operazione per cui servono anni. All'Atalanta tutto ciò è iniziato con l'arrivo del responsabile Favini, che ha potuto lavorare per tanti anni, programmando e dando una linea di lavoro, un'identità. Dalla prima gestione di Percassi, passando per l'epoca Ruggeri e di nuovo con i Percassi, questo discorso non si è mai interrotto. Una continuità che ha portato in alto".

Tanti calciatori lanciati, ma anche un bel numero di trofei giovanili in bacheca
"Sì, ma a Zingonia si lavora senza giudicare dai risultati. L'obiettivo numero uno è stato sempre quello di formare dei ragazzi per la prima squadra. Un punto fermo, il vero pallino della società. E a mio parere il salto di qualità nasce proprio da lì. E' un percorso obbligato, neanche i grandi club possono permettersi di investire ogni anno. Autofinanziarsi è l'unico modo".

Lo Spezia ha conquistato la serie A, e tuttora ha in rosa, quattro ragazzi cresciuti nelle giovanili.
"Per una società deve essere grande motivo di orgoglio. E questo dimostra che il fatto che lo Spezia sia arrivato a giocare in serie A non è un caso. Evidentemente è stato fatto un ottimo lavoro negli anni precedenti. E' una macchina che, una volta messa in moto e alimentata con costanza, può portare in prima squadra uno o due ragazzi nuovi all'anno".

Ma qual è il segreto di Zingonia, se un segreto esiste? Basta solo investire nel settore giovanile per averne un ritorno?
“Di sicuro c'è la componente degli investimenti. Ma poi c'è la cultura del lavoro e c'è l'attaccamento alla maglia. AI ragazzi viene fatto capire che essere lì è una fortuna e che per meritarla bisogna dedicarsi anima e corpo. A Bergamo si è sempre cercato di puntare su questi princìpi. Arrivare a certi livelli è difficile e la partecipazione deve essere totale". La selezione si fa già da bambini, creando gruppi a livello Esordienti che in sei o sette anni di percorso arrivano in Primavera. Arrivano a 17 o 18 anni con una struttura di valori importanti. La fortuna poi è avere dirigenti capaci di dare questa mentalità e allenatori che condividono questa impostazione”.

Gian Piero Gasperini è il nuovo Mondonico? Voi che eravate la squadra della Coppa delle Coppe vi rivedete in quella attuale della Champions League?
“Sicuramente. Fa enormente piacere, ti ritrovi a vivere sensazioni che hai provato vent'anni fa. Non sono cose di tutti i giorni. Nella vita di un tifoso ci sono magari una o due generazioni che possono dire di aver visto da vicino certi momenti storici. A me ritornano in mente le esperienze vissute allora. Per la verità, l'Atalanta di oggi sta facendo anche più di quanto facemmo noi: la Champions League è la Champions League. Oggi sfidano Liverpool e Ajax, che noi vedevamo di un altro pianeta. Si giocava per la salvezza e ora giocano per le prime posizioni. L'entusiasmo che si è crea attorno ad un ambiente del genere è fuori dal comune”.

Bergamo è diventata la città martire della prima ondata della pandemia Covid. Quanto il calcio ha permesso di superare la tragedia, di dare una speranza nei momenti più bui secondo lei?
“Tanto, ne sono sicuro. E' un fattore che ha permesso di riconoscersi ed aggrapparsi a qualcosa che, pure nel dramma, stava funzionando. E' stato un messaggi di fiducia in una situazione in cui era difficile vedere qualcosa di positivo. Il calcio, lo sport in generale, ha la capacità di trasmettere una scintilla che scalda l'animo. Il calcio è questo: credere in un obiettivo anche se sembra irrealizzabile".

Una provinciale come l'Atalanta non si vedeva da tanti anni, ma anche una neopromossa debuttante come lo Spezia non è passata inosservata in questo inizio di campionato.
"Davvero la dirigenza e mister Italiano sono riusciti in pochissimo tempo, dopo la cavalcata dell'anno scorso, ad adattarsi alla serie A. Davvero raro per una neopromossa. Sappiamo tutti quant'è dura questa categoria e che sarà lunga, però è davvero una partenza alla grande. Non parlo solo dei risultati, soprattutto delle prestazioni. Sono quelle che in ogni caso ti danno fiducia. Per ora lo Spezia ha dimostrato di poterci davvero stare in categoria".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News