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Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Dicembre - ore 17.02

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BASTA UN LAMPO E CASTALDO SALVA IL PARTENIO

L'Avellino vince grazie ad un guizzo dell'eterno capitano: è il gol della quasi-salvezza per gli irpini contro uno Spezia che non demerita ma punge poco. Buon esordio da titolare per Corbo.

SEGNA SEMPRE LUI
BASTA UN LAMPO E CASTALDO SALVA IL PARTENIO

La Spezia - AVELLINO-SPEZIA 1-0
Marcatori: 30'st Castaldo

AVELLINO (4-3-3)
Radu; Ngawa (8'st Ardemagni), Kresic (38'st Morero), Migliorini, Falasco; Gavazzi, Di Tacchio, Wilmots; Molina, Castaldo, Bidaoui (19'st D'Angelo). A disp. Casadei, Lezzerini, Moretti, Vajushi, Asencio, Morosini. All. Claudio Foscarini.

SPEZIA (3-5-2)
Manfredini; Corbo (23'st Capelli), Terzi, Giani; De Col, De Francesco, Juande, Pessina (14'st Mora), Lopez; Gilardino (21'st Granoche), Marilungo. A disp. Di Gennaro, Ceccaroni, Bolzoni, Forte, Augello, Awua, Maggiore, Masi, Mulattieri. All. Fabio Gallo.

Arbitro: Livio Marinelli di Tivoli
Assistenti: Valerio Vecchi di Lamezia Terme e Vito Mastrodonato di Molfetta
Quarto uomo: Fabio Natilla di Molfetta
Ammoniti: Pessina, Castaldo, Ardemagni
Recupero: 0'(pt), 6'(st)

PRE-PARTITA.
20.14 - Mancava lui, il capitano della Primavera e della Nazionale under 18. Dopo gli esordi di Mulattieri (in gol) e Awua (in gol), tocca al ragazzo che il Bayern Monaco voleva fare suo un mese fa, prima di sentirsi dire che, anche per una questione di riconoscenza, lui avrebbe firmato con lo Spezia il primo contratto da professionista, il club che ha creduto in lui e che gli ha dato la possibilità di diventare uno dei migliori giovani del panorama nazionale.
Gabriele Corbo è la grande novità di formazione di Fabio Gallo, che getta nella mischia il difensore in una serata in cui lo Spezia affronta la voglia dell’Avellino di salvarsi davanti a uno stadio infuocato, completamente esaurito in ogni ordine di posto.

20.22 - Per l’occasione Gallo torna alla difesa a tre, con De Francesco che va a fare la mezzala e in avanti la coppia Gilardino-Marilungo, che ha segnato quattro reti da sola nell’ultimo impegno contro la Pro Vercelli. Lo Spezia troverà uno stadio da finalissima e cercherà di non farsi schiacciare dalle motivazioni di un avversario che non può proprio sbagliare la partita: solo panchina per i due ex Ardemagni e Moretti. L'esperto Livio Marinelli di Tivoli è l'arbitro designato per la penultima fatica del campionato. Temperatura intorno ai 15°, nuvole in Irpinia ma senza parvenze di pioggia.

PRIMO TEMPO.
I primi 90 minuti dei 180 che separano lo Spezia dal sipario stagionale portano la gallica truppa in quel di Avellino contro un avversario alla ricerca disperata di punti che tengano gli irpini padroni del proprio destino, possibilmente fuori dallo spauracchio dei playout. Deve vincere la squadra di Foscarini, lo deve fare perché a dispetto dell'ultima, che li vedrà impegnati a Terni contro una squadra che sarà già retrocessa in serie C: ma l'ultimo match, si sa, difficilmente sposta la storia, a meno di scontri diretti od incrociati perchè la componente motivazionale diventa un macigno. Non c'è insomma una classifica da conservare nè da conquistare per la squadra di Fabio Gallo che spera di poter finire bene e guadagnarsi la riconferma alla guida tecnica della squadra per il secondo anno consecutivo: le grandi manovre sono già partite ma di sicuro non si muoverà foglia fino al termine del campionato. Al "Partenio" la tensione si taglia con il coltello: la voglia matta di incanalare la pratica sui giusti binari sembra un po' bloccare le gambe dei padroni di casa, mentre lo Spezia cerca soprattutto di coinvolgere tutti i giocatori nel giropalla, senza naturalmente forzare chissà cosa.

Equilibrio ed emozioni col contagocce.
La prima "virtuale" palla gol, stringi stringi, è proprio dello Spezia: corre il 9' quando Giardino innesca di prima innesca De Francesco, che dalla destra mette una palla interessante al centro, ma né il '10' aquilotto né Pessina riescono ad arrivarci per una deviazione che difficilmente Radu avrebbe potuto intercettare. Al piccolo trotto, i bianchi preferiscono la corsia destra mentre Corbo fa sentire subito i tacchetti a Bidaoui. giusto per sconfessare le emozioni del noviziato. Inossidabile Castaldo: a 36 anni è alla sua sesta stagione con la maglia dell'Avellino e prova a dare una mano da capitano ai suoi per centrare una salvezza sofferta. Con oltre cinquecento presenze fra i prof, lui a svariare su tutto il fronte dell'attacco, tentando di dare forza ai suoi compagni anche perché psicologicamente lo Spezia muove in panciolle, consapevole che un qualsiasi risultato, a meno di una goleada, non cambia la sostanza della stagione.

Castaldo predica nel deserto, Avellino senza idee.
Al di là dei desideri, impera la noia, la manovra dell'Avellino è difficoltosa e le proteste di Gavazzi, in uno spunto sul breve, per una trattenuta di Giani sono giuste a metà: ha ragione a protestare perché il fallo è sacrosanto ma non può chiedere penalty perché il contatto avviene completamente fuori dall'area di rigore. L'occasione arriva anche per l'Avellino: Castaldo prepara il tiro, Gavazzi difende la palla e calcia in porta, disturbato però dalla marcatura: per Manfredini non ci sono pensieri. Uno Spezia che chiuderà il primo tempo impostando un pressing "discreto" che basta ed avanza a fermare un Avellino che, a dispetto del tridente, non va oltre il lancio a scavalcare per il povero e solitario Castaldo. Scintille Ngawa-Pessina in un clima di assoluta correttezza ma è chiaro che col passare dei minuti l'Avellino sente la pressione incombere e nel finale è Molina a tentar fortuna sulla destra, con Giani a chiudere senza sbavature.

SECONDO TEMPO.
Da una partita bloccata e senza spunti ad un inizio di secondo tempo decisamente più movimentato anche se.. nulla di particolare. Ma almeno si vede qualcosa di più concreto, in primis per merito dell'Avellino che dopo 3' dal ritorno in campo costruisce la prima vera occasione del match: Di Tacchio scarica un destro potente dai venticinque metri, Manfredini respinge corto, sui piedi di Bidaoui che avrebbe in canna il colpo dell'1-0 ma l'impatto sul pallone è pessimo e lo Spezia ringrazia. Un gol mancato che accende gli uomini di Foscarini, più convinti di potercela fare e a tratti arrembanti sulle fasce mentre gli ospiti, seguiti da una ventina di eroici tifosi, si fanno vedere con un tiro svirgolato di Juande al termine di un lungo fraseggio. L'ex allenatore del Cittadella non è sufficientemente soddisfatto, la pericolosità dei suoi è molto relativa e non aspetta più di tanto per operare un cambio abbastanza scontato: la carta dell'ex Ardemagni, alla caccia del settimo gol stagionale, per giocare con due attaccanti di ruolo e creare traffico sulle giocate aeree, arriva al minuto 8.

Pessina impegna Radu prima di salutare.
L'Avellino si affida ai suoi attaccanti ma è lo Spezia, sotto sotto, a costruire le cose migliori: ci vuole ad esempio un ottimo Radu al 14' a volare centralmente per alzare in calcio d'angolo la capocciata di Pessina che poco dopo lascia il campo a Mora. Dalla parte opposta invece i tifosi di casa si disperano perché Ardemagni non riesce ad arpionare una bella sponda di Castaldo nel classico scambio fra punte d'area di rigore. Nel giro delle sostituzioni Granoche prende il posto di un Gilardino in ombra e a metà secondo tempo inizia a farsi sentire pure la fatica: quella di Corbo che si gode un esordio da titolare senza sbavature, che infatti darà spazio a Capelli per gli ultimi venti minuti di partita. Il pubblico è spazientito ma non molla, la B si gioca fino all'ultimo respiro e l'Avellino non è nuovo alle imprese dell'ultimo momento. La curva con orgoglio prova a scuotere la squadra ma onestamente anche nel secondo tempo le differenze non si sono praticamente viste e a ben guardare le chance più nitide sono state proprio degli ospiti.

Castaldo ci crede e la fortuna lo premia.
Ma si sa com'è il calcio, com'è soprattutto quando si è alla fine di una stagione e nemmeno questa volta il copione racconta meraviglie. Quando corre il 31' e da una potenziale azione da gol di De Francesco, arriva il punto della vita per l'Avellino: chi se non il bomber dei lupi degli anni '10 poteva segnarlo? Il Partenio deve ringraziare ancora una volta Gigi Castaldo che riesce a ribadire in rete una palla vagante respinta in un primo momento da Gianni sulla conclusione di Ardemagni. Mancherebbe un'eternità alla fine ma 3' dopo Castaldo torna ad esultare dopo aver ribadito in gol una respinta maldestra di Manfredini ma il guardalinee non perde la concentrazione e annulla tutto: la palla, prima di arrivare al capitano, era uscita sul fondo e a nulla serve il faccia a faccia fra Capelli e Castaldo nel cuore dell'area spezzina. Sul gong e i successivi sei minuti di recupero l'esperienza dei giocatori campani fa girare le lancette dell'orologio più velocemente

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