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Arrivano gli emissari della serie A al Picco

Per una radiografia dello stadio che dovrebbe ospitare lo Spezia dall’inverno, ma preoccupa il ritardo con lo studio di fattibilità ed i conseguenti lavori. E poi la domanda di sempre: chi paga?

prossima settimana
Arrivano gli emissari della serie A al Picco

La Spezia - Lo Spezia calcio ha rischiato di non poter partecipare alla prossima serie A. Solo negli ultimissimi giorni precedenti la finale di ritorno dei play-off, poi vinti contro il Frosinone, il club ha trovato nello stadio di Cesena una soluzione fondamentale per poter compilare le pratiche di iscrizione. L’ultimo, importantissimo, gesto da dirigente di Guido Angelozzi che ha mosso le leve della personale amicizia con Rino Foschi per riuscire ad ottenere di poter giocare in Romagna.A conferma di come l’ormai ex direttore tecnico sia rimasto operativo e legato al progetto fino all’ultimo momento prima del confronto con la proprietà che ne ha sancito l’addio, peraltro ancora da formalizzare.
La Spezia città si presenta all’appuntamento più importante della propria storia sportiva avendo accumulato un gap nell’infrastruttura più importante che presto sarà quantificato dagli emissari della lega di serie A. Nei prossimi giorni della settimana entrante infatti da Roma arriveranno i tecnici della federazione per un sopralluogo allo stadio Alberto Picco. Compileranno una lista di lavori da fare per poter chiedere quella deroga che l’amministrazione comunale, dichiarazioni alla mano, pensava di poter ottenere sin dalla prima giornata del prossimo campionato. Situazione questa che, in mancanza di un campo alternativo trovato poi a Cesena, avrebbe esposto lo Spezia Calcio all’atroce beffa di essere respinto alle porte del paradiso.
Il Picco poteva, e forse doveva, essere cantiere già il giorno dopo la promozione. Bisognerà invece aspettare di avere in mano lo studio di fattibilità di Dontstop Architettura per stilare un programma, che certamente inizierà dal potenziamento dell’illuminazione. Anche la stessa scelta degli architetti milanesi, su suggerimento di Mauro Ferrara che poche ore dopo lasciava il Ferdeghini e La Spezia, non era attesa. Il club bianco aveva avviato un dialogo con Gino Zavanella, autorità mondiale in campo degli impianti sportivi, almeno dal 2014. L’architetto era peraltro già stato al Picco per un sopralluogo su invito dell’allora dg Umberto Martino e paid già carte e idee di base su come adeguare il centenario stadio cittadino.
Insomma, per adesso l’azione sembra ispirata dalla fretta più che dalla necessaria coordinazione tra Comune della Spezia e società. Ma tra pochi giorni, il responso di chi dovrà un giorno dire sì all’utilizzo del Picco rischia di diventare un franco bagno di realtà. Accompagnato dalla domanda di sempre: chi paga? Per adesso sembra essere il club a doversi accollare le prime fatture.

Andrea Bonatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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