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Angelozzi avverte: "La differenza la farà la testa"

L'entusiasmo e le insidie del ritorno in campo dopo tre mesi. "La società ha pagato gli stipendi, i ragazzi sono rimasti in città vogliosi di ripartire. Penso ci debba essere soddisfazione reciproca. Siamo pronti a metterci il cuore fino alla fine".

la saggezza del direttore
Angelozzi avverte: "La differenza la farà la testa"

La Spezia - Ricucire i due lembi di questo anomalo campionato è un'operazione per la testa, prima ancora che per i piedi. Ne è convinto il direttore tecnico Guido Angelozzi, che segue ogni allenamento dello Spezia suo e di Vincenzo Italiano a Follo ma avverte che non basteranno i muscoli per rimettersi a correre. Tre mesi di stop sono un fardello da metabolizzare anche per un gruppo che non ha mai dato segno di aver mollato. "Come club ci abbiamo sempre creduto perché era giusto si riprendesse e il campionato potesse svilupparsi sul campo - spiega il dirigente -. E devo dire che i ragazzi hanno condiviso questo atteggiamento, infatti nessuno è andato a casa. Tutti hanno aspettato e vissuto quei due difficili mesi con speranza. Il 20 giugno inizierà questo mini torneo".
Tre scontri play-off contro Empoli, Chievo e Frosinone più il match di campanile contro il Pisa. In due settimane lo Spezia si gioca tanto. “Tutte le squadre oggi sono sulla stessa barca, tutte dovranno subito affrontare impegni ravvicinati - analizza Angelozzi -. Ci dobbiamo fare trovare pronti. In questa ultima parte di stagione, chi dimostrerà di avere la testa pronta si toglierà molte soddisfazioni. Non si possono fare amichevoli, la prima partita vera varrà già tre punti. Ti puoi allenare bene, ma poi influirà soprattutto la capacità di calarsi di nuovo nella parte".

Certo aver iniziato con gli allenamenti individuali ormai da un mese rimane un vantaggio. "Non so se gli altri hanno fatto meno di noi - dice -. Di certo qui i ragazzi hanno avuto la possibilità di allenarsi sul campo appena è arrivato il via libera. Ovviamente da soli o in gruppi distanziati, ma quantomeno hanno potuto lasciare il lungomare o le strade di collina per correre. Con sacrificio anche da parte loro, perché non si potevano usare gli spogliatoi e i servizi. Però hanno voluto dimostrare di essere dei seri professionisti, legati alla causa. E d'altra parte la società ha pagato gli stipendi di marzo ed aprile senza battere ciglio, tra pochi giorni salderà maggio. La soddisfazione penso debba essere reciproca: della proprietà e del gruppo".
Credere in un obiettivo storico non è impossibile. "Questa squadra ha dimostrato, dopo le prime sette partite, di poter battere chiunque. Da allora abbiamo perso solo a Pisa, Benevento e Castellammare e credo che solo quest'ultima fosse una sconfitta meritata. La città ci viene dietro, vediamo se possiamo regalarle un sogno. Ci metteremo tutto il cuore. Lo stadio vuoto? E' dura per i ragazzi, si perde l'atmosfera. Bisogna adattarsi subito anche a questo. Ma sarebbe stato peggio non giocare affatto”.

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