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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Gennaio - ore 12.12

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Ammari conferma: “La Curva Ferrovia sembra un po’ il Velodrome”

Il fantasista è nato a Marsiglia ed è cresciuto nell’OM. “La prima volta che venni con il Latina lo dissi ai miei compagni. Grazie al club della fiducia, andiamo a vincere a Brescia”.

Ammari conferma: “La Curva Ferrovia sembra un po’ il Velodrome”

La Spezia - “Avremmo meritato di più. Io sono entrato a un quarto d’ora dalla fine per dare una mano, ogni palla che ho toccato ho provato a farne qualcosa di positivo. La prestazione della squadra è stata ottima”. Najib Ammari è già il penultimo acquisto in casa Spezia. Fantasia e rapidità per l’attacco di Gallo, arriva in un momento in cui i bianchi sembrano definitivamente poter iniziare a macinare punti in campionato.

Sperava che lo Spezia l’avrebbe tesserata quando ha iniziato ad allenarsi a Follo?
“Il imo primo obiettivo. Era di trovare una forma ottimale e legare con il gruppo. Ho avuto tante belle sensazioni, mi hanno trattato come se fossi uno di loro dal primo minuto. Con il tempo è venuto naturalmente questo passaggio”

Che ne pensa del calcio italiano, lei che ha giocato anche in Francia e in Bulgaria.
“Il calcio italiano è molto più difficile, diamo più attenzione ai piccoli dettagli a partire dalle punizioni per arrivare alla tattica. Da quando sono qui sono molto cresciuto come giocatore e come persona. In Bulgaria è diverso: si gioca con le proprie qualità senza molti tatticismi e senza discorso di squadra”.

La chiamata dello Spezia è arrivato al momento giusto oppure si sentiva pronto anche prima?
“Il mister e la società mi hanno portato a essere al massimo della forma e nel rapport con i compagni. Sono arrivato a ottobre ed è stato meglio così.

Che impressione le ha fatto il Picco?
“Alla grande, un grande stadio. Il vero dodicesimo uomo in campo”

Lei è marsigliese, è vero che la Curva Ferrovia ricorda quello del Velodrome?
“E’ verissimo. La prima volta che ho visto il Picco, con il Latina due anni, fa avevo detto che assomigliava proprio al Velodrome ai miei compagni”.

C’è un carattere marisigliese che promette di mettere in campo?
“Il carattere marsigliese esiste, nel senso di non mollare mai e di dare tutto per la squadra. Siamo una città di mare, proprio come la Spezia, e non è tanto lontana da qui. Si assomigliano abbastanza a quanto ho capito”.

Trovarsi senza contratto a soli 25 anni è stato duro per lei?
“Mi ha dato ancora più forza, non mi ero mai trovato in un situazione così. Mi ha fatto capire ciò che mi mancava per andare ancora più in alto in carriera. Oggi mi sento più forte di un anno fa”.

In quale ruolo si sente di esprimersi meglio?
“Dipende da tante cose, sono a disposizione del mister. Gallo mi ha chiesto di essere libero e di giocare come so fare, aiutando i compagni. Quando sei libero di partire dalla parte di campo che preferisci è un vantaggio, ma io ho fatto di tutto nella mia vita: mezzala, esterno, trequartista... dovunque posso dare una mano alla squadra mi fa piacere stare. A me piace fare dribbling e avere spazio, mi piace giocare a uno o due tocchi con i compagni, queste sono le cose che mi piacciono fare”.

Sabato a Brescia una sfinda importante
“Penso che dobbiamo provare a vincere sempre, giocando partita dopo partita vedendo a gennaio dove saremo. Adesso è davvero troppo presto per guardare la classifica, abbiamo le qualità per fare qualcosa di importante. Dobbiamo andare a vincere perché i tempi sono maturi, non ci siamo riusciti a Empoli ma farlo a Brescia sarebbe davvero ottimo”.

Che cosa significa giocare al fianco di uno come Gilardino?
“E’ un grandissimo giocatore, quand l’ho visto ho capito perché ha fatto quella carriera ed è stato campionato del mondo”.

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