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Addio a Duvina, bomber dello Spezia di Menicagli

Attaccante dell'epoca dei vari Sonetti, Castellazzi e Rossinelli, si è spento a 79 anni. I figli: "Viveva per il calcio". Capitan Motto: "Veloce e furbo, in un attimo decideva una partita".

Addio a Duvina, bomber dello Spezia di Menicagli

La Spezia - L'ultima volta che entrò sul terreno del "Picco" era il 16 luglio del 2014, per il settantesimo della vittoria del campionato del 1944. In mezzo a tanti protagonisti di epoche più recenti c'era anche Alberto Duvina, un rapace d'area di rigore che cinquant'anni prima aveva fatto sognare la città insieme a un manipolo di buoni calciatori. Ha vissuto nell'epoca pre-ultras, prima del tifo organizzato, sennò sarebbe stato un idolo ancora oggi. Temperamento forte e grande confidenza con il gol, fu uno dei grandi protagonisti dell'epoca Menicagli tra il 1966 e il 1969. Si è spento oggi a 79 anni dopo una lunga malattia. "Viveva per il calcio, questa era la sua vita - ricordano i figli Andrea e Luca Duvina - Negli ultimi anni in particolare voleva lavorare solo con i bambini, introdurli proprio al calcio. Ci siamo accorti che stava male quando ha smesso di parlare di pallone". La Migliarinese, lo Spezia e il Canaletto le ultime società per cui ha lavorato.

Torinese classe 1938, parte dall'Ivrea ai piedi delle Alpi, due anni a Savona e poi lo Spezia con cui giocò tre stagioni. Segnò 22 reti, gli capitò anche di finire fuori rosa a causa del suo carattere riportano le cronache di allora. Ma anche grazie ai suoi gol i bianchi sfiorarono la serie B per due stagioni consecutive. C'erano elementi del calibro di Sonetti, Rossinelli e Castellazzi tra gli altri. "Era un giocatore veloce, furbo, imprendibile dentro l'area i rigore. Ha fatto dei gol incredibili con lo Spezia. Era capace di sparire dal campo per decine di minuti, poi gli arrivava il pallone giusto e lo trasformava in oro", lo ricorda Osvaldo Motto che fu suo compagno nelle ultime due stagioni. "Una volta, mi pare a Siena, comunque era una partita molto dura e con il pubblico a due passi, eravamo dentro l'area di rigore a difenderci e lui era solo a metà campo. Sembrava assente, poi gli arrivò un lancio lungo e partì da solo segnando un grande gol. Un lampo nel buio, lui era così", rammenta il capitano storico degli aquilotti.
Non ha voluto esequie pubbliche. La sua salma sarà esposta nella camera mortuaria di Sarzana fino alle 15 di giovedì. Poi sarà traslato al cimitero dei Boschetti per la cremazione. "Speriamo che lo Spezia Calcio lo ricordi, ci avrebbe tenuto sicuramente".

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