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Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre - ore 11.25

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LA A E' UN'ALTRA COSA MA LO SPEZIA HA VOGLIA DI IMPARARE | Foto

Trafitto subito da una giocata di Djuricic, lo Spezia reagisce con il primo storico sigillo di Galabinov e gioca a testa alta per un'ora. Poi i neroverdi decidono di cambiare marcia e la chiudono in 2 minuti. E' un debutto amaro ma non da buttare.

il var ferma tre volte i neroverdi
LA A E' UN'ALTRA COSA MA LO SPEZIA HA VOGLIA DI IMPARARE

La Spezia - SPEZIA-SASSUOLO 1-4
Marcatore: 12'pt Djuricic, 30'pt Galabinov; 18'st rig. Berardi, 20'st Defrel, 31'st Caputo

SPEZIA (4-3-3)
Zoet; Sala (32'st Ferrer), Dell’Orco (41'st Chabot), Erlic, Ramos; Bartolomei (25'st Deiola), M. Ricci, Pobega (25'st Mora); Agudelo (25'st Farias), Galabinov, Gyasi. A disp. Krapikas, De Andrade, Agoume, Bastoni, Verde, Vignali, Piccoli. All. Vincenzo Italiano

SASSUOLO (4-2-3-1)
Consigli; Toljan, Chiriches (32'st Ayhan), G. Ferrari, Kyriakopoulos (1'st Muldur); Locatelli, Obiang (1'st Bourabia); D. Berardi (41'st F. Ricci), Djuricic, Defrel (25'st Traore); Caputo. A disp. Pegolo, Turati, Peluso, Haraslim, Ghion, Scamacca. All. Roberto De Zerbi.

Arbitro: Ghersini (Genova)
Assistenti: Del Giovane (Albano Laziale) e Davide Miele (Torino)
Ammoniti: Sala, Djuricic

PRE-PARTITA
11.45 - Lontano dal proprio tempio, senza il pubblico che ti attendersti di fronte alla storia e, per giunta, all'ora di pranzo. Non poteva che essere un inedito assoluto la prima storica gara di serie A a girone unico per lo Spezia Calcio che inizia la sua difficilissima quanto elettrizzante avventura nella massima categoria nazionale senza un degno compagno di viaggio. Mai al debutto le gloriose maglie bianche avevano dovuto abbandonare l'amato stadio "Picco", in servizio da ben 100 anni: il football moderno impone spazi, organizzazione logistica e accoglienza che l'attuale impianto di Viale Fieschi non può certo garantire. Da qui la migrazione obbligata al "Manuzzi", stadio di Cesena che ospiterà le partite dei bianchi almeno fino a quando il "Picco" non sarà pronto: e a vederlo nelle prime immagini che vi proponiamo, opportunamente griffato Spezia Calcio, il bellissimo impianto marchiato Orogel fa invidia ai tifosi che, se fosse possibile, sarebbero pronto a staccare quegli spalti per portarli in Viale Fieschi. Ma tant'è...

11.53 - Contro il Sassuolo di De Zerbi, una delle squadre più competitive e compatte della massima serie: anche per Vincenzo Italiano è la prima volta da allenatore su una panchina di serie A dopo un entusiasmante inizio di carriera. Ed è già un undici d'emergenza: con il mercato in alto mare e diversi forfait per infortuni e squalifiche, i bianchi, fedeli al 4-3-3, scenderanno in campo con tante novità: dal portiere olandese Zoet a Sala e Dell'Orco, subito nella formazione d'inizio con il secondo che agirà da centrale in coppia con Erlici. A centrocampo subito in campo, a pochi giorni dalla firma, il milanista a Pobega nello stesso reparto con i "vecchi" Ricci e Bartolomei, mentre Agudelo e Gyasi supporteranno Galabinov. Il Sassuolo ne cambia due rispetto alla squadra che ha pareggiato 1-1 con il Cagliari: Defrel al posto di Haraslin nei tre dietro a Caputo e Kyriakopoulos al posto dell'acciaccato Rogério sulla fascia sinistra. Confermato il resto dell'undici. In tribuna centrale l'ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi, Vincenzo Italiano sceglie giacca e cravatta per la sua prima, le squadre scendono in campo con l'inno di Borghetti come colonna sonora, malgrado il Golfo dei Poeti sia a 300 chilometri...

PRIMO TEMPO
Chi aveva battezzato come "morbido e possibile" l'inizio di questa annata ancora una volta ha confuso i nomi con il merito, come se fossimo ancora in serie C. Il debutto contro il Sassuolo probabilmente è invece il peggiore che poteva capitare, visto che di fronte al nuovo Spezia in cantiere di Vincenzo Italiano arriva ha una delle squadre che giocano meglio al calcio, con meccanismi di gioco oliati negli anni e giocatori che sono ossatura robusta della rosa di Roberto De Zerbi. Il 4-3-3 di Vincenzo Italiano, un credo che lo ha accompagnato per tutta la scorsa stagione, al cospetto del 4-2-3-1 dei neroverdi e subito una gara che si mostra interessante e godibile davanti agli occhi di un romagnolo doc come l'ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi, da Fusignano. Lo Spezia parte aggressivo, Galabinov si mette a disposizione della causa, Agudelo è imprevedibile e nel primo affondo del match cerca il contatto in area di rigore ma Locatelli è esemplare nel suo intervento. Non ci vorrà molto per assistere alla prima conclusione dei bianchi in serie A: viene da colpo di testa piuttosto telefonato da parte di Gyasi che Consigli non ha timori ad afferrare. Intensità massima, fase difensiva accorta con un 4-3-3 che si trasforma in 4-5-1 per non lasciare modo all'avversario di orchestra il gioco che sa fare meglio: palla che scorre, gioco di prima e transizione con il maggior numero di uomini.

Djuricic si beve Sala e fa l'1-0. Dal raddoppio di Caputo annullato dal Var alla zuccata vincente di Galabinov: 1-1.
Lo 0-0 salta prestissimo, purtroppo. Corre il 12' e il Sassuolo si trova a condurre al "Manuzzi" grazie ad una giocata personale di Djuricic che salta netto con un tunnel secco ad un Sala malamente impostato per poi piazzare la palla nell'angolo più lontano, senza possibilità per Zoet di arrivarci. Lo Spezia si squote subito con l'interessante Agudelo (sarà protagonista di un buon primo tempo) che recupera una palla in una selva di uomini e cerca il mancino a girare che però finisce lontano dallo specchio difeso da Consigli. Al 20' il Sassuolo trova pure il raddoppio, praticamente al secondo tiro in porta della gara: dopo tanta serie B, Ciccio Caputo è ormai bomber di razza, sfrutta un rimpallo fortuito in area di rigore per battere Zoet con un rasoterra imparabile ma sarà il Var a dire se l'azione sia viziata o meno da offside. La tecnologia, dopo 5' abbondanti di replay ed evidenti dubbi, viene in aiuto ad Italiano e valuta la realizzazione come irregolare: si riparte dunque dallo 0-1, ci sarà da recuperare parecchio, ma uno 0-2 sarebbe stato davvero troppo per i bianchi. Il calcio e le sue variabili, non a caso è lo sport più seguito al mondo e chi è più forte non è matematico che esulti. E così da un 0-2 che tramortirebbe chiunque con il malinconico preludio di una goleada che ci si risparmierebbe volentieri alla prima in serie A, lo Spezia nel giro di qualche minuto prende campo e va a pareggiare con coraggio e in bello stile: Bartolomei agisce sulla destra, invita al palleggio i compagni per trovare spazi in una zona di traffico: Matteo Ricci nell'insolita posizione di ala destra, trova la profondità e una marcatura piuttosto blanda, per scodellare al centro un pallone perfetto su cui si fionda un Galabinov decisamente in solitudine: la giocata sembra quello che permise al bulgaro di bucare il Chievo nella semifinale di ritorno degli ultimi vittoriosi playoff, che fu l'attacco di un capitolo da happy ending ancora negli occhi dei tifosi: niente da fare per Consigli, è il primo indimenticabile gol in serie A per lo Spezia e porta la firma del gigante di Sofia.

Sassuolo re del possesso, fa il doppio dei passaggi dei bianchi. Ma lo Spezia è degno della categoria.
Una rete che rende i minuti successivi meno spumeggianti, con le due squadre che cercano equilibrio fra i reparti sapendo che c'è una vita da giocare: Djuricic scappa via ancora una volta a Sala, il giocatore più in difficoltà in maglia Spezia contro l'uomo finora più pericoloso di un Sassuolo che con il 57% del possesso palla dimostra di essere squadra veramente competitiva, una di quelle che stanno nella cosiddetta parte sinistra della classifica. Il primo tempo, con un extratime di 6', finisce con un Sassuolo che vuole segnare a tutti i costi prima del riposo. Ci va vicinissimo Locatelli con una punizione tecnicamente ineccepibile che, deviata in barriera da Gyasi, non scende abbastanza per centrare l'incrocio. A ben guardare senza il tocco dell'italo-ghanese la traiettoria sarebbe stata perfetta e invece si stampa sulla traversale. Al 50', ultima giocata degna di cronaca, altro sinistro a giro di Agudelo con palla che termina di poco sul fondo: ma per personalità piace questo giovane ragazzo, che deve soltanto migliorare la mira ma si è reso utilissimo anche per un paio di rientri determinanti che danno il senso di essere entrato subito nel progetto. Lo Spezia era partito forte ed entusiasta poi ha subito uno schiaffo improvviso ma che ti dice cos'è la serie A: il Sassuolo ha segnato con un Djuricic super che ha messo alle corde Sala, corroborando un ovvio predominio territoriale all'interno di un primo tempo magari non funambolico ma molto concreto.

SECONDO TEMPO
Più qualità in mezzo al campo per Roberto De Zerbi che si ripresenta con il turco Muldur al posto di Kyriakopoulos mentre Obiang esce di scena per il marocchino con cittadinanza francese Bourabia mentre Italiano non muove nulla. Ci mette fisico e mestiere Erlic per fermare il funambolico Djuricic, autentica spina nel fianco ma il Sassuolo arriva da tutte le parti e l'errore di farsi schiacciare può diventare fatale contro un avversario che ama offendere con tanti giocatori. Lo Spezia ha assoluto bisogno di alzare il baricentro e dare supporto a Galabinov, un po' troppo solo a guerreggiare in mezzo al caos mentre il Sassuolo non protesta nemmeno per un tocco di mano di Sala, con braccio troppo attaccato al corpo per chiedere la massima punizione. In contropiede si può pungere, quello che non riesce a Gyasi perché non aiutato a dovere dai centrocampisti, preoccupati di non prendere imbucate dai proverbiali tagli di De Zerbi. La qualità del Sassuolo la vedi in ogni giocata: una rete di passaggi velocissima che sposta la sfera da sinistra a destra con conclusione di Defrel non all'altezza di tutto il resto. Il fatto è che gli emiliani hanno alzato il ritmo e hanno spostato la loro filosofia d'attacco dalle corsi esterne al centro: all'11' su una tipica azione dezerbiana Caputo scappa via ad Erlic sul filo del fuorigioco per poi usare lo scavetto e battere Zoet: ma è ancora il sistema Var ad annullare la gioia dell'ex attaccante dell'Empoli, partito con la spalla al di là dell'ultimo difensore, qualcosa che poteva vedere soltanto l'occhio tecnologico.

Sassuolo devastante, in due minuti fa 3-1, il Var dice ancora no a Caputo e Galabinov prende la traversa.
Una grande idea di Bartolomei che riceve da Galabinov al limite dell'area e vorrebbe riconsegnargliela con un colpo sotto che l'ultimo difensore del Sassuolo intuisce, altrimenti il bulgaro sarebbe andato in porta, Ma non c'è il tempo per recriminare perché dalla parte opposta Zoet travolge Caputo nel cuore dell'area nel tentativo di togliergli la sfera prima della battuta a rete: il rigore non sembra discutibile. Berardi attende il movimento dell'ex portiere del Psv e con un pallonetto la mette in porta. Il Sassuolo deborda subito e 120'' dopo è di nuovo ad esultare al termine di un contropiede fumambolico con il recupero prezioso di Berardi che porta Caputo a servire al centro Defrel, bravo a tenere il piede caldo e a battere Zoet. Il rischio goleada che paventavamo nella prima frazione diventa realtà al 24' quando Caputo fa poker in scioltezza: l'attaccante della Nazionale sfugge a Dell'Orco e batte Zoet sul primo palo ma ancora una volta il Var dice che il suo avvio d'azione è viziato dalla posizione di partenza. Farias, Mora e Deiola in campo, Italiano prova a scuotere i suoi e lo Spezia potrebbe addirittura riaprirla ma stavolta è la traversa a dire no a Galabinov che era riuscito ad arrivare su una palla a spioventa messa in mezzo da Gyasi, nel frattempo passato a destra con l'ingresso dell'ex cagliaritano Farias.

Caputo fa poker e stavolta il Var non può nulla. Traversa di Galabinov e buone cose dai neo-entrati.
Soltanta rimandata di alcuni minuti la gioia di Ciccio Caputo che al 31' può finalmente esultare siglando il poker con un tiro senza guardare che finisce sotto la traversa: perfetta la torre di Bourabia, altrettanto la conclusione al volo della punta con la difesa dello Spezia troppo ferma. Un poker che è spartiacque della gara, il Sassuolo prende fiato e controlla, potrebbe segnare ancora se Zoet non facesse buona guardia su una punizione provocata dal retropassaggio di Dell'Orco che il portiere si ritrova inevitabilmente fra le mani. I bianchi provano a salire di tono e chiudere con dignità, anche perchè qualche pertugio c'è: si deve impegnare davvero Consigli per mandare in angolo il siluro di prima intenzione di un Mora entrato molto bene. C'è Chabot nel finale per assaggiare il campo anche a risultato ormai acquisito, mentre Gyasi spara altissimo su una corta respinta di Consigli, dopo una bella giocata di Farias che aveva calciato con il destro al termine di una bell'azione, partita da un lancio da 40 metri di Deiola. Lo stesso Deiola ci proverà personalmente dai venticinque metri senza angolare sufficientemente proprio quando si entra nel periodo di recupero. Debutto amaro d'accordo, ma lo Spezia ha perso contro una grande squadra che punta all'Europa League. Ci sono tre giorni per digerire i quattro gol e andare al "Friuli" anche se a Italiano servirebbe poter lavorare a Follo con più calma, ma è una stagione così, prendere o lasciare. Ancora una volta inizia male il cammino di una debuttante in serie A ma lo Spezia è un cantiere aperto e non tutto è da buttare dal pomeriggio. Ci vorranno tempo e pazienza, un po' di fortuna e un finale di mercato necessariamente significativo. Ma al "Manuzzi" sono solo applausi per i bianchi, non può essere questo il tempo dei processi, anzi.

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