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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 15.53

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ALLA PARI CON LA CAPOLISTA. NON CON L'ARBITRO

Come dominare per lunghi tratti la corazzata Frosinone e andare sotto nel momento migliore: De Col e compagni le tentano tutte per rimediare e il rigore di Gilardino evita una sconfitta che sapeva di beffa.Pacche sulle spalle ma la classifica piange.

MALE MARINELLI, CONTESTATI DIVERSI EPISODI
ALLA PARI CON LA CAPOLISTA. NON CON L'ARBITRO

La Spezia - SPEZIA-FROSINONE 1-1
Marcatore: 10'st Ciofani D.; 33'st rig. Alberto Gilardino

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro (1'st Saloni); De Col, Capelli, Giani, Lopez; Vignali, Bolzoni (28'st Ammari), Pessina; Mastinu; Gilardino, Marilungo (12'st Granoche). A disp. Desjardins, Ceccaroni, Forte, Augello, Okereke, Maggiore, Benedetti, Masi, Giuliani, Ammari. All. Fabio Gallo.

FROSINONE (3-4-2-1)
Bardi; Brighenti, Terranova, Krajnc, M. Ciofani, Maiello, Besea, Beghetto; Ciano (20'st Crivello), Dionisi (37'st Citro), D. Ciofani. A disp. Zappino, Vigorito, Cococcia, Russo, Volpe, Errico, Gori, Mastrantonio. All. Moreno Longo.

Arbitro: Marinelli di Tivoli
Collaboratori: Giuseppe Opromolla di Salerno e Edoardo Raspollini di Livorno
Il Ufficiale: Antonio Giua di Olbia
Ammonito: De Col, Beghetto, Vignali, Terranova, Mastinu
Espulso: all'88' Roberto Chiappara
Recupero: 1'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
20.04 - Sia dunque questa la notte di Alberto Gilardino: più che un auspicio, una vera e propria esortazione. O imperativo, dipende dai punti di vista. Quello di Fabio Gallo, che perde durante le fasi del riscaldamento capitan Terzi che ha subito un risentimento al polpaccio (dentro al suo posto c'è Capelli), è quello di un tecnico che vorrebbe regalarsi una serata speciale, di quelle che aiutano a crederci un po' di più e non farsi impressionare da una classifica così corta e precaria. In tribuna ci sono, fra gli altri, anche Andrea Mandorlini, Alessandro Andreini, Cristiano Scazzola, Rino Lavezzini, il ds Capozucca e tanti ex aquilotti: giubbotti e cappelli per tutti, sembra l'anticipo di una serata invernale.

20.18 - Qualche vuoto in più in tutti i settori, in curva ospiti soltanto una trentina di tifosi ciociari (ben ordinati dietro lo striscione "Frusinati") ma non è che in Ferrovia si stia stretti: il clima di sicuro fa la sua parte. Lo Spezia oggi ha 14 punti, il Frosinone ne ha 23 ed è la capolista della cadetteria: dalla sua, la squadra di Gallo ha un'imbattibilità interna che dura ormai da cinque partite (l'ultimo ko col Carpi) mentre il Frosinone non perde dall'8 ottobre scorso: 1-2 esterno contro il Novara. Poi due successi e tre pari. "Qualsiasi cosa succeda... anche la cosa più nera. La mia fede è bianconera", è lo striscione che campeggia al centro della curva di casa.

PRIMO TEMPO.
Ci sono serate in cui ti si chiede di più. Ti si chiede di essere un gigante anziché solo grande, di mostrare tutto il buono finora intravisto con forza, personalità, collettivo. Ti si chiede di lasciarsi alle spalle i vizi e le mancanze croniche di una squadra che, numeri alla mano, ha un punto in più delle ultime. C'è da vincere anche contro la capolista Frosinone, maggior indiziata alla promozione con uno stadio nuovo di zecca, bramoso di trovare la serie A il più presto che si può. Ma appunto lo Spezia ha la necessità di fare una grande serata e l'inizio degli aquilotti per la verità risulta tutt'altro che timido quello dello Spezia con un Gilardino al centro dell'attacco, subito abile nel terzo tempo col quale spizza una palla per la profondità di Marilungo con conclusione finale di Vignali ad un metro e mezzo dal palo più lontano della porta difesa da Bardi. Lo Spezia se la gioca, il Frosinone prova a far valere la maggior esperienza a centrocampo ma è gara vera, di buon ritmo e con i suoi colpi e le relative polemicucce, come quella che all'8' fa prendere una bordata di fischi all'ex livornese Dionisi. Un minuto prima ci aveva pensato Marilungo ad infiammare il "Picco": ottimo il suo destro tagliato verso il centro per la torsione di Gilardino. La palla sarebbe ben indirizzata ma anche troppo morbida per impensierire il portiere dei gialloblu. Non si può dire lo stesso quando all'11' l'ex campione del mondo si avventa su una palla vagante e con il collo destro alza troppo la mira. Ancor più ghiotta la chance che si costruisce in velocità Marilungo un minuto dopo: sull'uscita di Bardi prova a prenderlo controtempo con una puntata ma è sfavorito dal rimpallo. C'è un'inerzia buona, che arriva ad essere predominio territoriale: ed è aquilotto. Ma attenzione.

Il Frosinone rimette la testa avanti dopo un quarto d'ora a tinte aquilotte.
Attenzione perché come ti concedi una sbavatura, il Frosinone ti punisce e Capelli al minuto 15 è costretto a tirar giù Dionisi, che lo aveva puntato, volando verso la porta. Il destro a girare del fantasista si spegne a fil di palo con una barriera che si divarica in modo decisamente troppo disinvolto. Brighenti è l'uomo chiamato a braccare Gilardino ma di testa il bomber di Biella non ha praticamente rivali e spizza praticamente tutte le palle che gli arrivano nel suo circondario. Dalla parte opposta invece la capocciata di Ciofani è lenta e non fa male a Di Gennaro ma facendo praticamente nulla il Frosinone dimostra di poter andare in porta con tre passaggi. La manovra dello Spezia è, al contrario, molto più faticosa, singhiozzante, seppur come sempre generosa: Longo ha costruito una marcatura che viene da lontano su Mastinu, l'uomo dell'ultimo passaggio. A conti fatti, ci fosse un po' più di qualità d'impostazione, non ci sarebbero problemi nemmeno con il Frosinone perché gli attaccanti hanno valori e si vede se coinvolti.

Lo Spezia domina e l'incrocio respinge il sogno del Gila.
A salire in cattedra è Pessina, per due volte in pochi secondi arcigno conquistatore di palloni ma anche origine di buone ripartenze: al 25' dopo un grosso lavoro, si regala un'inarrestabile percussione con la quale arriva sino in fondo per poi calcia con forza al centro, sperando invano che qualcuno in mischia trovi quel benedetto guizzo. Il "Picco" si spazientisce di fronte ad alcune cadute "scientifiche" dei laziali che sentono le difficoltà di una serata in cui Matteo Ciofani manca così platealmente una palla da far scoppiare a ridere l'intero stadio. Momenti convulsi, partita mai noiosa, dove mancano le giocate. Almeno fino a quando d'improvviso Ciano, minuto 28, s'inventa una girata dal limite che sfiora il montante con Di Gennaro allibito. Al 32' ci va davvero vicino al vantaggio lo Spezia con l'uomo più atteso della serata: Mastinu intuisce il movimento sul primo palo, e gli serve un pallone che il Gila accarezza quel tanto che basta da cambiarne la traiettoria, trovando però soltanto l'incrocio.

Rigore reclamato, poi Brighenti asfalta Gilardino. Ma l'arbitro non vede nulla.
Onesto dire che lo Spezia di questa sera ai punti meriterebbe un gol, perché oltre al possesso, ci sono ben altre testimonianze tangibili di un dominio vero, che coinvolge tutto lo stadio, che non abbassa più i decibel. Al 34' proteste vibranti in area ospite dove Vignali viene tirato giù da Besea, prima con una spallata da tergo poi una botta al piede che sembra davvero troppo per lasciar correre. L'arbitro di Tivoli però dice che non c'è niente da fischiare nè da lamentarsi. E, decisamente più grave, non s'avvede di un pestone sul ginocchio di Brighenti su Gilardino, una manciata di secondi più tardi: un intervento da cartellino rosso, senza se e senza ma. Marinelli però è troppo lontano per vedere tutto questo e in B non c'è Var a registrare proprio niente. Nemmeno la paurosa "ciccata" di Bolzoni al 43' che apre ad un contropiede fortunatamente mal gestito dai giocatori di Longo.

SECONDO TEMPO.
La novità della seconda frazione è Tomas Saloni, terzo portiere, stasera secondo, che prenderà il posto di Raffaele Di Gennaro, fermato da un problema muscolare: dopo il primo rilancio ad inizio gara, aveva smesso di calciare lontano, lasciando l'incombenza ai centrali difensivi. Ma è un restart ancora totalmente nel segno dei bianchi, motivati da un "Picco" che capisce quanto può essere importante farsi sentire in certi momenti: Pessina mena, Mastinu inventa, Bolzoni taglia e cuce. Marilungo brama il gol che faccia cadere la capolista mentre Gilardino al 4' cade in area, dopo l'ennesimo contatto con Brighenti: niente da fare, Marinelli non ci sente. E non ci sentirà tutte le volte che lo Spezia reclama un cartellino giallo per questo o quell'intervento. Chiaro che in queste condizioni psicologicamente la gara può finire dalla parte opposta e quando Bardi toglie dal sacco una perfetta volè di Giani su punizione perfettamente calciata nel mucchio, pensi che anche questa sarà un'altra notte stregata.

Beffa Frosinone: Ciofani gela il Picco.
I copioni del calcio, per chi ne ha visto tanto, si somigliano tutti ed è al 10' che si scrive il capitolo della solita immancabile beffa: per uno come Daniele Ciofani è fin troppo facile con un calcio di rigore in movimento bucare Saloni su una palla sporca, nata da una giocata del fratello, dimenticato da Lopez. Tocca a Granoche, per Marilungo, affiancare Gilardino e già al 14' il Diablo avrebbe sul destro la palla del pari, servito da una splendida imbeccata di Vignali: murato. Adesso lo Spezia attacca con tutti gli effettivi, il Frosinone pensa soltanto a perdere tempo e Longo rinuncia a Ciano per inserire Crivello, passando ad una mediana con ben cinque giocatori sulla stessa linea. Passata la paura il Frosinone si concede una pausa dal forcing, con un giropalla che imbriglia la voglia degli spezzini: esordio per Ammari, in luogo di Bolzoni e uno Spezia che finirà col 4-4-2. Mai morti, nemmeno troppo stanchi, a ben guardare.

La pareggia il Gila su rigore. Decisivo l'ingresso di Ammari.
E finalmente quella voglia di non arrendersi di fronte ad un arbitro che le sbaglia praticamente tutte, viene premiata. Su un attacco tambureggiante, l'ennesimo, Ammari è bravo sull'out destro a tenere viva la palla e riportarla nel vivo dell'area con appoggio su Pessina che prova a piazzarla con il destro, trovando le braccia di Maiello. E' rigore sacrosanto, Marinelli non guarda nemmeno il dischetto, ha un vero e proprio tentennamento poi si guarda intorno ed è come aver uno stadio sulla schiena: cambia direzione repentinamente e mira il dischetto. Sul destro di Gilardino c'è la tensione di un'intera città sportiva, il tiro è angolato ma Bardi intuisce: non abbastanza perché la palla in qualche modo entra. Esultanza vera per tutti, anche per Gilardino che si regala il 'violino' dei bei tempi. Volano spintoni e relativi cartellini, Marinelli non ha nemmeno la personalità per gestire i convulsi momenti di un finale di partita apertissimo e fischia a caso. I numeri di Ammari e un extratime non adatto ai cuori fragili perché il triangolo dell'ultimo arrivato con Gilardino non si chiude per questioni di centimetri: sarebbe probabilmente stato il colpo della vittoria. L'ultimo sussulto è un contatto in area che coinvolge Vignali, strattonato e sbilanciato su una palla aerea ma anche in questo caso Marinelli non si impressiona. Finirà 1-1, ma quanto rammarico.

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