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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Novembre - ore 22.45

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A PADOVA VINCE LA VOGLIA DI NON PERDERE

Sul campo della neopromossa uno Spezia particolarmente rimaneggiato non va oltre il pari. Una sola vera occasione sprecata da Bastoni, davvero troppo poco. Spezia agganciato ai playoff e per la prima volta la difesa non subisce reti.

primo pareggio alla nona giornata
A PADOVA VINCE LA VOGLIA DI NON PERDERE

La Spezia - PADOVA-SPEZIA 0-0

PADOVA (3-5-2)
Merelli; Ravanelli, Capelli, Trevisan; Zambataro, Cappelletti, Serena (39'st Broh), Pulzetti (12'st Capello), Contessa; Guidone (24'st Cisco), Bonazzoli. A disposizione: Perisan, Ceccaroni, Pinzi, Mazzocco, Marcandella, Belingheri, Vogliacco, Salviato, Clemenza. All. Bisoli

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; De Col, Terzi, Capradossi, Augello; Bartolomei, Maggiore, Crimi (39'st Mora); Bastoni (15'st Vignali), Gyasi, Pierini. A disposizione: Manfredini, Barone, Crivello, Giani, Ricci, Galabinov, Gudjhonsen, De Francesco, Acampora, Bachini. All, Marino.

Arbitro: Piscopo di Imperia
Assistenti: Cangiano di Napoli e Capone di Palermo
Quarto Uomo: D'Ascanio di Ancona
Ammoniti: De Col, Cappelletti, Gyasi, Trevisan, Ravanelli
Recupero: 1'(pt), 3'(st)

PRE-PARTITA
14.33 - Il focoso Pierpaolo Bisoli lo ha detto in tutte le lingue: comunque vada non è questa l'ultima spiaggia e visto che siamo soltanto all'inizio ci sentiamo di dargli ragione. Lo Spezia fa visita ad un Padova, formazione neopromossa con un lungo elenco di ex, freschi e datati: da Matteo Mandorlini e Nicola Madonna (entrambi però fermati da infortuni) al capitano Nico Pulzetti, passando per i difensori Capelli e Ceccaroni, i biancoscudati presentano tante facce conosciute. E' un Padova che deve vincere e che arriva alla sfida dopo l'amara sconfitta di Crotone. Guardando a martedì sera e al derby di sabato prossimo col Cittadella, per Bisoli è una settimana cruciale. C'è anche Riccardo Serena, figlio del mister del Triplete che è stato anche allenatore del Padova. In attacco, Capello riposa e in coppia con Bonazzoli, torna finalmente Guidone, motivatissimo nel voler finalmente dare il suo contributo. L'estroso Clemenza partirà dalla panchina.

14.40 - Le vere novità sono però di casa Spezia. Il 4-3-3 non si tocca ma fra assenze e turn-over, Marino sorprende un po' tutti: sceglie il giovane italo-ugandese Capradossi, da poco finalmente a disposizione, affiancare capitan Terzi nel cuore della difesa, tocca a Maggiore la cabina di regia che era stata per molti sabati di Ricci, mentre davanti sarà Gyasi al centro dell'attaccon con Pierini e Bastoni sugli esterni. Quella dello spezzino è la vera nota inattesa della giornata: per lui dopo una vita di attesa, esordio con la maglia della sua città. E' una squadra che si presenta comunque in evidenti condizioni di emergenza: senza Bidaoui, Okereke, Erlic e Mastinu, Marino la imposta così e spera di sorprendere la difesa di casa con la velocità e la potenza degli esterni.

14.50 - Freddo umido all'Euganeo per chi non ha voluto mancare alla partita: i tifosi dello Spezia hanno lasciato la loro città in allerta ma non hanno certo trovato il Messico in quel di Padova. Condizioni atmosferiche essenzialmente invernali, buon pubblico sugli spalti e un ricordo gioioso oltre lo 0-0 del 1° maggio 2006 che valse la promozione in serie B dopo 55 anni. L'ultima vittoria dello Spezia a Padova il 30 marzo 2003 grazie alla doppietta di Giovanni Pisano. Poi solo pari e tante, troppe, sconfitte fra terza serie e cadetteria. Nel 2013-14 finì 1-0 grazie a Pasquato, l'ultimo incrocio in terra veneta fra le due squadre. Spezia in completo total black, Padova nella consueta divisa completamente bianca con dettagli rossi.

PRIMO TEMPO.
Campaccio l'Euganeo, figuriamoci se in assetto di calcistica antisommossa. La crisi di risultati dei padroni di casa d'altro canto estremizza uno dei tanti momenti che la B impone a tutte le squadre. Il Padova di Pierpaolo Bisoli da neopromosso ha subito il classico contraccolpo psicologico delle matricole: dopo una buona partenza, sono arrivate le prime sconfitte, accompagnate da infortuni ed incertezze che hanno minato la tranquillità dell'ambiente patavino. Al cospetto di una squadra desiderosa di ritrovare la vittoria ed immergersi così in una settimana di partite importanti, lo Spezia cerca continuità in trasferta dopo il 3-1 di Livorno: il fatto emozionale conterà molto, soprattutto se la partita dovesse sbloccarsi subito, da una parte o dall'altra. Si parte con lo Spezia meno "speculativo" delle altre prove in esterna: Maggiore impone un giropalla ben ritmato, tentando di esaltare il gioco sulle fasce dove De Col e Augello non si fanno pregare. Bisoli urla dal principio, Pulzetti si accoda: coach e capitano se la prendono molto coi suoi, rei di agire dieci metri più indietro e di lasciare così allo Spezia l'iniziativa a difesa schierata. Poco servito Pierini, decisamente più nel cuore della manovra l'esordiente Bastoni che non sembra dover temere le proverbiali gambe tremolanti di chi sente comprensibilmente la partita. Il Padova al 12' costruisce la prima gol del match: sulla sinistra Contessa riesce per la prima volta ad arrivare sul fondo da dove scodella un cross al centro sul quale Bonazzoli, piuttosto solo, arriva molto male, alzando la mira anzichè schiacciare di testa in porta.

Spezia scolastico e sotto-ritmo, il Padova è poca cosa.
Se lo Spezia rallenta, tutto diventa più prevedibile: anche Marino, che se la prende con Bartolomei per una palla regalata al contropiede di Bonazzoli, inizia a scaldare la voce e a chiedere ai suoi di non essere scolastici perché il Padova va attaccato con un gioco corale ma di prima. E infatti non è casuale che qualcosa lo combini Pierini quando finalmente riesce al 20' a prendere velocità e a puntare l'uomo: progressione da sinistra, palla spostata sul piede destro e diagonale a girare che esce meno di un metro alla destra del palo. I padroni di casa spingono specialmente sulla destra dove Contessa ingaggia un duello continuo con De Col: una serie di corner ravvicinati tutti conquistati dalla stessa parte, diagnostica un predominio territoriale che passa di diritto ai biancorossi pur in un contesto tattico ancora equilibratissimo. Al 31' la girata di Serena che si avvita bene su sè stesso malgrado la marcatura stretta di Bartolomei non sorprende Lamanna ma la pericolosità dello Spezia è davvero limitata: Bastoni non trova il passo per riuscire a fare quello che il ruolo gli impone, Gyasi non ha la struttura per fare la prima punta. Se ne risente, non poco.

Bisoli ordina il pressing, lo Spezia davanti non è pervenuto.
Bisoli telecomanda la sua squadra sull'altrui possesso: non appena i portatori di palla in nero alzano la testa, il tecnico ordina il pressing collettivo con almeno tre giocatori per volta. E' una scelta che mangia energie ma è indubbio che lo Spezia vive minuti complicati. Nei dribbling di Pierini, ottimo quando ha campo per esplodere il suo potenziale, si intravedono le speranze di portare i primi pericoli di un primo tempo dove lo Spezia si è visto davvero poco dalla cintola in su. Il Padova sembra addirittura aver meno qualità del Livorno, ecco perché si pretende di più, magari sfruttando gli inserimenti di Crimi e Bartolomei, due centrocampisti che hanno dimestichezza con il gol. Difficile sfondare anche perché non c'è un Galabinov a menare e saltare, nè un Okereke che con la sua velocità ha creato quelle condizioni di imprevedibilità, fin qui mancate davanti ad un Padova che si difende con cinque uomini di ruolo.

SECONDO TEMPO.
La voglia di vincere deciderà il risultato. Sembra una frase fatta ma è proprio quello che viene in mente sulla fotografia dei primi 45': se è vero che Terzi e compagni hanno sofferto pochissimo, è anche vero che il gap tecnico fra le due squadre, impone di provarci. Marino conferma la fiducia agli undici dell'inizio e al 3' lo Spezia entra per la prima volta in area veneta: Bastoni con un colpo di tacco prova a servire Gyasi, ma Capelli tocca sul limite, probabilmente con un braccio, allontanando il pericolo. E' solo il preludio alla prima vera e grande chance per gli ospiti che al 6' affondano sulla sinistra con Gyasi, bravo a destreggiarsi e a servire con un cross soffice, perfetto per la testa di Bastoni: segnando avrebbe reso memorabile il suo esordio, invece finisce per schiacciare troppo sotto ed il rimbalzo fa schizzare la sfera sopra la traversa. Quella di Crimi è una prestazione in crescita: minuto dopo minuto l'ex Entella sale in cattedra e dà una grande mano nella delicata gestione delle due fasi. Bisoli vuole vincere, Marino segue le mosse: il primo rinuncia a Pulzetti e inserisce Capello, subito al tiro alla prima palla utile, per un Padova che passa alle tre punte, rischiando qualcosa. Il secondo potenzia la mediana inserendo Vignali per l'esordiente Bastoni: cambi logici perché tutti vorrebbero vincerla ma soprattutto non perderla.

Lo Spezia reclama un rigore ma è Cisco a sfiorare un gol da paura.
Le punizioni di Bartolomei possono far saltare il banco: sia che calci direttamente, sia piazzandola al centro per cercare la spizzata vincente, le sue parabole non sono mai banali. E fra il 22' e il 24' i tifosi ospiti si disperano due volte; prima perché sulla punizione del centrocampista garfagnino, nessuno riesce a piazzare la zampata, poi perché l'arbitro non sanziona la cintura in piena area di Zambataro su Crimi, pronto ad inzuccare un cross del solito De Col. Di sicuro dall'inizio delle ostilità il Padova sembra aver perso campo, lasciando l'iniziativa allo Spezia che infatti al 26' getta nella mischia Galabinov per cercare di vincerla. Ti aspetti la giocata del bulgato ma di straordinario al 28' c'è la giocata di Capello, qualcosa di cui essere orgogliosi: la sua rovesciata sbalordisce tutti, un movimento improvviso e perfetto, con la biglia che si stampa sul palo. Lamanna, che sbaglia un interminabile serie di rinvii, l'aveva probabilmente battezzata fuori e invece deve solo ringraziare il legno.

Squadre esauste, finale senza botti.
Chi ne avrà di più potrà tentare di non accontentarsi. Lo Spezia, per come sta in campo, non disdegnerebbe un pari, anche perché sarebbe il primo del campionato ma il Padova non era un avversario così insormontabile e se si deve fare una critica alla prestazione della squadra di Mariino è la mancanza di quella cattiveria agonistica che ti fa andare in porta: troppo poco quello che si è visto nel pomeriggio dell'Euganeo. Alto il mancino di Capello, il gol lo avrebbe meritato prima, subito dopo l'ingresso di Mora che regala ai suoi cingoli freschi nel finale, apertissimo ma anche condizionato dalla stanchezza. E mentre Bisoli si concede gli ultimi vocalizzi prima del fischio finale, Mora non arriva per un soffio sul lob di Bartolomei, che voleva premiare l'inserimento, mentre un cross di De Col si appoggia sulla trasversale dopo che la traiettoria era uscita dal campo. Game over, senza sorprese: uno 0-0 piuttosto deludente ma specchio della gara. Quanto meno per la prima volta in campionato la difesa non subisce reti.

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