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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 23.23

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"Ventura mi portò al Picco con Spalletti e Guerra"

Andrea "Paperino" Stabile arrivò dall'Entella nel 1986 e sfiorò la B tre anni dopo. "Non ci volevano far partire, poi la situazione si sbloccò. Contro il Palermo ho visto una piazza da serie A, a cui rimango legatissimo".

"Ventura mi portò al Picco con Spalletti e Guerra"

La Spezia - Nella stagione 86/87 infatti, ben quattro giocatori si trasferirono dall'Entella al Golfo dei Poeti: erano Luciano Spalletti, Marco Guerra, Stefano Di Fraia e Andrea Stabile. Per tutti "Paperino", giocò per quattro stagioni alla Spezia da mediano ma alla città è da allora rimasto legato in maniera indissolubile. Non più di due settimane fa sorreggeva la mega coreografia della Curva Ferrovia contro il Palermo, con la sciarpa al collo, fianco a fianco degli amici dell'Orgoglio Spezzino. Il match di domani sera è stato un ottimo pretesto per farci una chiaccherata.

Andrea “Paperino” Stabile, come nasce questo soprannome?
"Mi chiamano così proprio dalla mia prima stagione in maglia bianca. Sinceramente non ho mai capito esattamente il motivo che spinse i miei compagni a nominarmi così. Le ipotesi sono due: la prima riguarda il mio carattere, sempre disponibile e generoso verso tutti; l'altra, forse più probabile, riguardante il fatto che avessi una corsa un po' buffa, simile a quella... sì, diciamo di una papera! Ma alla fine questo soprannome non mi ha mai infastidito, anzi, ci sono particolarmente affezionato. Prima sono Paperino, poi Andrea".

Il maxi-trasferimento da Chiavari alla Spezia di quell'anno portò almeno tre protagonisti tuttora ricordati dal popolo aquilotto. Ci può raccontare come avvenne?
"Non fu un trasferimento facile. Diciamo che prima del nostro arrivo ci anticiparono mister Ventura e il diesse Cinquini, anche loro giunti da Chiavari, che fin da subito mostrarono interesse nei nostri confronti. Chiaramente l'Entella si palesò contraria a vedersi partire ben quattro giocatori importanti in un colpo solo, ma la nostra voglia di salire di categoria, aggiunta ai buoni rapporti che correvano con la società, sbloccarono la trattativa. L'impatto non fu felicissimo, visto che lo Spezia veniva dal fallimento e ci furono problemi economici nel far ripartire la società, ma successivamente devo dire che furono anni molto belli. In particolare la stagione 88/89, dove arrivammo terzi in campionato, sfiorando una promozione che non arrivò, complice la sconfitta di Lucca nell'ultima giornata. Spezia era ed è una piazza da serie A, un calore ed un tifo unico, sono ancora legato a molti tifosi, per rendere l'idea, solo qualche settimana fa ero in Curva Ferrovia a vedere Spezia-Palermo".

Come crede che andrà a finire il derby del Bracco di domani e come vede la stagione dello Spezia fino ad ora?
"Sulla carta, la partita vede nettamente favoriti gli aquilotti. L'Entella viene da un periodo sfortunato e ricco di infortuni. Lo Spezia invece sta dimostrando di poter raggiungere risultati migliori da quelli che erano stati fissati ad inizio anno. I nuovi acquisti, Palladino in primis, in serie B possono fare la differenza. Ma il calcio è un gioco strano, dove non esiste niente di certo. Mi dicono che in quel di Chiavari, in campionato, lo Spezia non abbia mai vinto, il che rende più imprevedibile l'esito del match. La ritengo comunque favorita. Nonostante i miei impegni calcistici mi tolgano parecchio tempo, seguo sempre le aquile. Carpi a parte, l'ho sempre vista solida. Come ho detto prima, col Palermo ero in curva, e devo dire che lo Spezia mi ha piacevolmente colpito, ritengo abbia tutte le carte in regola per poter raggiungere i play-off, quantomeno, me lo auguro fortemente".

Si occupa ancora di calcio?
"Attualmente sono tornato a vivere nella mia cara Genova, dove alleno gli esordienti del Campomorone. A dire la verità ho continuato a giocare fino a pochissimo tempo fa in un campionato a indici della UISP, ma alcuni acciacchi fisici mi hanno costretto a fermarmi. Sa, 56 anni incominciano a sentirsi, ma non sono così sicuro di aver appeso definitivamente le scarpette al chiodo (ride, ndr)!".

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