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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 22.49

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“Uno Spezia che abbia una sua identità e che faccia divertire tutti” | Foto

Il marsalese Pasquale Marino si presenta alla stampa: “Voglio entusiasmo e una squadra che non giochi sugli avversari. Qui un pubblico da sud Italia”. Angelozzi: “La mia prima scelta, contattato ancora prima di firmare”.

la presentazione del tecnico
“Uno Spezia che abbia una sua identità e che faccia divertire tutti”

La Spezia - Un anno di contratto, senza ancora sapere se il suo staff potrà seguirlo e un “sì” che era arrivato già prima che Guido Angelozzi avesse firmato per lo Spezia. Nasce così la storia spezzina di Pasquale Marino, presentato oggi in anticipo di qualche giorno sui piani iniziali per cogliere la presenza della dirigenza in toto. “Il mio pensiero è andato subito su di lui ancora prima di parlare con Gabriele Volpi”, spiega il direttore generale. “Gli ho fatto una telefonata, da amico e da mister, dicendogli che forse sarei andato a lavorare allo Spezia e lui mi ha detto che sarebbe stato disponibile a parlare di questa opportunità. Non si è fatto pregare insomma: martedì è venuto qui, ha visto l’ambiente e ha firmato senza battere ciglio”.

Il legame tra Angelozzi e Marino diventa quindi la prima garanzia del progetto appena varato, con Doronzo e le altre figure dirigenziali che ne saranno il cemento. Un discorso che è impostato oltre l’anno di accordo. “Il mister ha firmato per un anno, e questo fa capire l’entusiasmo che ha - continua Angelozzi - Ha accettato la nostra filosofia. Al momento c’è un piccolo problemino con lo staff che vorrebbe con sé e che è tuttora tesserato con il Brescia, ma questo non gli ha impedito di legarsi a noi. Se non dovessero riuscire a liberarsi abbiamo pronto un piano B per quanto riguarda i collaboratori. Non ne ha fatto una questione né di durata né economica. Mi ha dimostrato di voler venire allo Spezia dal primo momento”.

“Alla presentazione siamo sempre i migliori, poi arrivano le partite...”, scaccia subito con una battuta la tensione il nuovo tecnico aquilotto. L’idea è chiara: conquistare prima di tutto la piazza, solo dopo conquistare la classifica. “Partiamo dal fare contenta la gente che va allo stadio, dal farla divertire. Sappiamo che il primo anno dobbiamo porre le basi per un progetto triennale senza assilli. C’è voglia di crescere e di creare una struttura importante. Una squadra che sia in casa che fuori deve avere una propria identità, non giocare sugli avversari. Per arrivare a fare dei risultati serve il gioco, penseremo innanzitutto a quello”.

Marino ha allevato tanti giovani tecnici di oggi, De Zerbi tra questi. Un professore del calcio, arrivato a un passo dall’entrare nel giro dei grandi club una decina di anni fa. “Abbiamo instaurato allora un rapporto con ragazzi giovani, ci sentiamo spesso. Pagano, Sottil, D’Agostino, Caserta... ci sono alcuni che sono venuti a vedere i miei allenamenti. Sono stati miei giocatori e magari si sono divertiti, inizialmente cercano di portare avanti un tipo di idea. Poi ognuno ci mette del suo. Gli allenatori devono poter valorizzare l’organico che hanno a disposizione. Non mi fossilizzo sui numeri. Mi piace il 4-3-3, ma per esempio a Frosinone non potevo farlo perché Dionisi e Ciofani hanno sempre giocato molto vicini. In questo saremo elastici”.

Le strutture hanno colpito. “Ho fatto un giro del centro sportivo, ho visto i ragazzini allenarsi. Gli allenatori sognano di avere questi spazi a disposizione, è la prima cosa per poter lavorare bene. Il fatto che io sia venuto con tanto entusiasmo nasce dall’organizzazione che ho visto qui alla Spezia. Poi ci sono i risultati, ma l’approccio è stato molto positivo”.
Prima degli aspetti tecnici, sono quindi i tifosi i più citati. “C’è un pubblico passionale che si avvicina molto a quello meridionale. La curva si fa sentire, dobbiamo cercare di portare la gente dalla nostra parte per avere a nostra volta gli stimoli giusti. Per uscire dal campo con la coscienza a posto l’unico modo dare tutto. A me il compito di mettere i giocatori nella condizione di esprimersi al meglio”.

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