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Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Gennaio - ore 22.10

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"Sono qui per divertirmi, imparare e salvarmi"

Umiltà e determinazione nelle prime parole di Riccardo Saponara da giocatore dello Spezia. "Con Italiano subito condivisione dei princìpi, come mi era successo con Sarri e Giampaolo. Sto bene, mi manca solo il ritmo partita".

grandi aspettative
"Sono qui per divertirmi, imparare e salvarmi"

La Spezia - "E' stato un impatto positivo. La squadra è giovane, conoscevo già molti dei ragazzi e questo mi aiuta ad integrarmi nello spogliatoio. La partita di Napoli poi è una spinta ad entrare in armonia con i ragazzi, visto il risultato positivo e la festa". Quel pallone spazzato a centro area, approfittando dell'indecisione di Llorente e Petagna, è il biglietto da visita di Riccardo Saponara. Lui che arriva per portare la giocata decisiva, si presenta invece con un pragmatico recupero nella propria area di rigore. Bel modo per rompere il ghiaccio. "Ho trovato una squadra con grande entusiasmo, coraggiosa, che si è presentata al Maradona in maniera impavida nonostante lo svantaggio - dice il fantasista -. L'idea è quella di attaccare sempre alti gli avversari, coprire lo spazio in avanti senza timore di lasciare campo alle spalle. Una caratteristiche che proviene dalla mentalità del mister e che secondo me è una delle armi migliori di questo gruppo".
Italiano ha giocato anch'egli un ruolo in questa operazione, oltre ovviamente al direttore Meluso che ne è l'ispiratore. Con il tecnico si erano già parlati in estate, quando c'era stato il primo abboccamento. "Mi aveva esposto i suoi principi, che personalmente condivido. Una cosa che mi era già successo con Sarri e Giampaolo per esempio. So che quando hai un gruppo giovane trovi disponibilità a lavorare sui concetti di un tecnico. E infatti è quello che vedo qui. Io sono venuto per portare la mia esperienza di serie A ad un gruppo con una media d'età bassa. Cercherò di dare il mio contributo per la salvezza".

Parole di umiltà e aspettative alte. Lo Spezia le ripone in lui, per curriculum il più titolato della rosa e uno dei più titolati della storia aquilotta. Ma le aspettative sono anche del 29enne, ormai stabilmente in serie A da anni ma orfano di un ruolo da protagonista se si eccettuano i mesi di Lecce. "Io ho voglia di giocare a calcio, di divertirmi e imparare nuove cose. So che con un allenatore giovane questo si può fare. Porto le mie qualità calcistiche e umane per raggiungere obiettivi collettivi". E' già pronto a scendere in campo. "Sì, mi sento bene. A Firenze, nonostante le sole due presenze, mi sono allenato con continuità. Mi manca il ritmo partita, ma credo di poterlo trovare già nelle prossime uscite".
Un numero 10 puro, che ha imparato a giocare però in diversi ruoli. "Nasco trequartista, ma negli ultimi anni mi sono inserito in contesti in cui non c'era questa figura. Ho dovuto adattarmi e questo mi ha permesse di ampliare il mio bagaglio tecnico. Oggi mi vedo un po' mezzala e un po' mezza punta. Dipende dal mister, io ho una mentalità che non mi costringe in un solo ruolo. In un contesto organizzato ci si riesce ad esprimere sempre".

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