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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 13.07

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"Scelsi lo Spezia per fare calcio vero, qua è lo stesso"

Mimmo Di Carlo alla prima in casa con il suo Novara trova il suo passato recente. "Terzi e compagni difesa da serie A, ma noi abbiamo qualità. Antenne alzate, ma vedo segnali positivi. Comandiamo il gioco, non ci regaleranno nulla".

MIMMO PARLA DA NOVARA
"Scelsi lo Spezia per fare calcio vero, qua è lo stesso"

La Spezia - Ha iniziato con il botto con la vittoria per 1-3 a Cittadella, ora Mimmo Di Carlo prova a trascinare dalla sua parte i tifosi del Novara con la prima partita in casa. C'è il suo passato recente, quello Spezia condotto per due stagioni consecutive ai play-off, davanti a cui provare a fare bella figura. "Voglio pensare solo a una cosa: siamo in casa nostra, comandiamo noi, facciamo la partita e costruiamo il nostro destino. Gli altri non ti regalano niente", dice il tecnico in conferenza stampa.
Audacia, intensità, equilibrio, concretezza, determinazione: i comandamenti di Di Carlo sono qualcosa che in riva al Golfo dei Poeti si conosce bene. L'anno scorso proprio contro le squadre più chiuse - come lo Spezia di Gallo si presenta di solito in trasferta - erano arrivate le maggiori sofferenze. "Allora useremo un gioco più ampio per aggirarli. Se invece ci sarà pressione alta, scavalcheremo il centrocampo con il gioco corto. Dobbiamo essere bravi a cambiar pelle, ma sono sicuro che domani in casa i tifosi vedranno una squadra che ha voglia di vincere. Corsa e intensità non devono mai mancare”.

Conosce bene i suoi prossimi avversari ovviamente. "Domani affrontiamo uno Spezia di valore, che è arrivato ai play-off nelle ultime stagioni e quindi ha una certa mentalità. Giocano insieme da sette mesi con lo stesso allenatore, noi da dieci giorni. La difesa dello Spezia la conosco, da Terzi in giù. Noi l'anno scorso abbiamo chiuso con la miglior difesa del campionato, quelli che sono arrivati sono Lopez e Giani che sono andati in A. Hanno nel dna di fare bene la fase difensiva: dovremo avere pazienza, equilibrio, aprire il giorno, non portar palla, venire dentro. Avere attaccanti dello spessore dei nostri mi fa stare tranquillo, a patto che ci sia sempre intensità", dice.
Nel suo anno e mezzo a Follo cambiò diverse volte il modulo per cercare i gol. "Ma serve sempre equilibrio. Lo Spezia oggi fa un 4-3-1-2 molto pratico, con una difesa di categoria superiore e poi i vari Granoche, Marilungo, Mora... devi sempre tenere le antenne alzate perché hanno la giocata per farti male in qualsiasi momento. Mastinu? Viene dalla gavetta, e quelli che vengono dalla gavetta... Noi possiamo fare la differenza con la qualità dei nostri giocatori. Vedo segnali positivi da tutti, posso scegliere dal mazzo di una squadra che corre e lotta".

Arrivò in aquilotto per puntare ai play-off e ci riuscì un passo alla volta. A Novara si attendono lo stesso percorso. "Scelsi di andare in B allo Spezia perché volevo tornare in serie A e lì sapevo che c'era la possibilità di arrivarci. Eravamo quintultimi in classifica, ma con un lavoro lungo siamo arrivati alle semifinali play-off. E oltretutto, con il Var, la partita contro il Trapani poteva andare diversamente. Nella sosta ci siamo conosciuti meglio, ho capito pregi e difetti e come gestire certi momenti. Oggi è lo stesso: pensiamo a raggiungere la salvezza, a creare un clima giusto con i tifosi e la città. Ma sono qua perché credo che ci sia una squadra di valore. Qua si può fare calcio vero, è già stato fatto in passato e penso di poterlo riproporre".

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