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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Dicembre - ore 11.28

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"Sappiamo cosa vogliamo, tutti si sentano importanti"

Il tecnico Fabio Gallo torna in città dopo pochi giorni di mare. "I giovani? Scelti con cura. Pontremoli grande occasione per convincere la società per chi arriva dalla Lega Pro. Ereditare la difesa dell'anno scorso sarebbe un vantaggio".

`Sappiamo cosa vogliamo, tutti si sentano importanti`

La Spezia - "Come mi sento? Consapevole, del compito che mi è stato affidato". Qualche giorno di relax nella Liguria di Ponente intervallato da qualche riunione alla Spezia con la dirigenza e il diesse Andrissi. Fabio Gallo ha passato così gli ultimi giorni prima di tornare in città per la sua terza vita con la maglia bianca. Giocatore negli anni Novanta, tecnico della Primavera di recente, ora guida della prima squadra. Un crescendo che sfocia nella serie B 2017/18, ma partirà da un ritiro sotto casa che vuole essere da subito un tassello importante per imbastire una stagione che è nuova sotto molti aspetti.
Si pronuncia la parola "salvezza" dopo tanti anni in cui giocare per la serie A è stato l'obiettivo minimo. Si torna a lavorare con i settori giovanili dei grandi club, senza peraltro trascurare di portare avanti i prospetti nati in casa. Si vara la politica dei contratti brevi e senza follie. Insomma, di ingredienti per essere curiosi su quello che sarà ce ne sono già parecchi così. E per chi dovrà costruire una stagione su queste basi, non può che suonare come una sfida. "Da subito stiamo lavorando con delle idee, anche sul mercato. E' chiaro che non è facile poterle attuare subito, ogni giorno sarà importante".

Soleri e Calabresi sono i primi innesti ufficiali. Sono solo due degli under che potrebbero avere un ruolo importante nella prossima stagione.
“Devono sentirsi importanti da subito, non farlo sarebbe un grosso errore. Sono stati scelti con accuratezza tra tante opzioni per le loro capacità e quando sei scelto è perché c'è la volontà di avere frutti da queste scelte. Sin dal primo giorno di ritiro tutti sono in lizza per guadaganrsi uno spazio importante nello Spezia. Non guardo alla carta d'identità, non l'ho fatto a Como e non lo farò ora".

La prima eredità che si trova a poter gestire è la difesa meno battuta della scorsa stagione che potrebbe essere riconfermata in blocco.
“Vediamo quello che succederà con i giocatori che avrò a disposizione. Terzi, Ceccaroni e speriamo Valentini, poi Calabresi che ha fatto bene a Brescia. Eventualmente dovesse arrivare anche Giani ci sarebbero tanti giocatori che possono giocare assieme. Poi ogni allenatore vuole cose diverse, anche a parità di modulo. Con Di Carlo probabilmente si guardava di più a certi aspetti, con me si guarderà ad altri quindi non è detto che ereditare la miglior difesa del campionato sia in automatico la garanzia che sarà la migliore anche in futuro. Chiaro che partire con un blocco di giocatori che ha fatto bene e che si conosce è un vantaggio da sfruttare".

A centrocampo c'è grande abbondanza. Ricordando la Primavera e poi vedendo il Como, si direbbe che le mezzali abbiano un peso importante nell'economia del suo gioco.
"Le mezzali che mi piacciono devono avere gamba, attaccare lo spazio senza aspettare la palla e avere possibilmente senso del gol. Con me i centrocampisti hanno sempre fatto tanti gol e credo che una squadra non possa basarsi esclusivamente sui gol degli attaccanti. Da Maggiore a Vignali, da Acampora e Sciaudone, so di avere giocatori validi".

Vignali ha fatto l'esterno negli ultimi mesi, un po' per necessità e un po' per virtù, ma con lei ha sempre giocato centrale nelle giovanili.
"Sono stato proprio io a spostarlo mezzala in Primavera dalla fascia. Ha qualità fisiche per fare entrambi i ruoli e potrebbe sempre essere un'alternativa per un eventuale quinto. Ma nella mia testa è un po' tirato per quel ruolo. Certo, più posizioni riesci a interpretare e più possibilità hai di giocare".

Oltretutto potrebbe arrivare anche Matteo Pessina dall'Atalanta in quella posizione. Lo ha sentito in questi giorni?
"Non l'ho chiamato, per scelta. Finché non sarà un giocatore dello Spezia, al massimo potrei chiamarlo per fargli gli auguri e un saluto. Un mancino a destra? Sì, a Como giocavo così e con un destro a sinistra. Mi piaceva come idea perché sia Pessina che Di Quinzio potevano rientrare per calciare o per mettere la palla verso la porta. D'altra parte anche Maggiore giocava a sinistra quando faceva la mezzala con me. E' un'idea che si può portare avanti. Ma un conto è vedere i giocatori in video, un contro è allenarli. Prima voglio capire chi ho di fronte".

Pontremoli servirà a questo, ma anche a sfoltire una rosa che oggi è davvero ampia.
"Sicuramente siamo in tanti e tutti dovranno fare in modo di convincere, non solo me ma la società tutta, a puntare su di loro. Questo vale anche per quei ragazzi che vengono da un'esperienza in Lega Pro e oggi hanno una possibilità incredibile di mettersi in mostra. In questo senso mi aspetto che arrivino in ritiro in buone condizioni fisiche, un professionista deve essere sempre pronto".

Allo Spezia della scorsa stagione mancavano i gol. Oltre Granoche, la scelta di puntare su Francesco Forte va nel segno della ricerca proprio della lucidità sotto porta. E' vero che l'anno scorso con la Lucchese la colpì particolarmente?
"Fece una buonissima partita, ma in generale fece un girone d'andata importantissimo. E' un giocatore che ha qualità indubbie, tra cui il senso del gol, e una struttura fisica non comune che lo rende molto bravo di testa. Secondo me lui e Granoche possono coesistere, perché quelli bravi possono giocare con tutti".

Tra i tanti giovani che ha allevato e che ritrova in prima squadra c'è David Okereke. Per lui l'inserimento è stato meno indolore rispetto ad altri suoi coetanei.
"David è un ragazzo che ha bisogno di sentirsi importante, starà a me fare in modo che faccia vedere in prima squadra quelle cose buone che ha già mostrato in primavera".

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