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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 22.35

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"Ricalibrare la mutualità, rivedere il paracadute e portare il Var in serie B"

Il presidente della Lega B, Mauro Balata, ospite dello Spezia per la Viareggio Cup. "Regole più stringenti sui giovani. I diritti tv? Ci aspettiamo un netto miglioramento del dato economico".

"Ricalibrare la mutualità, rivedere il paracadute e portare il Var in serie B"

La Spezia - La serie B povera ma bella non piace molto a Mauro Balata. Il presidente della Lega B è stato ospite d’onore del centro sportivo “Ferdeghini” - Intels training center questo pomeriggio per assistere all’ottavo della Viareggio Cup tra Spezia e Genoa. Ha affrontato sugli spalti la gelida tramontana che spazza il Golfo dei Poeti al fianco dell’amministratore delegato aquilotto Luigi Micheli, del presidente Stefano Chisoli e del consigliere Arnaldo Faita. Poi si è concesso ai cronisti.

La Viareggio Cup e la serie B parlano la stessa lingua: quella dei giovani.
“La nostra lega ha come missione quella di far crescere i giovani, di farli giocare e di metterli di fronte a un trampolino importante verso i massimi traguardi. Abbiamo percentuali molto alte di under 23 schierati ogni giornata ed è sempre un piacere vivere un torneo di questo tipo con tante nostre società che onorano la competizione”.

La lista B aperta agli under 23 vi ha soddisfatto? Ci saranno novità in futuro?
“Vogliamo proseguire su questa linea già tracciata, siamo cercando di capire se introdurre regole ancora più stringenti in merito. Vogliamo i nostri ragazzi si propongano al calcio maggiore e sempre di più anche alle rappresentative nazionali. Tutti i commentatori ci dicono che la crisi del calcio italiano è anche di natura tecnica. E allora dobbiamo cercare di far giocare più talenti possibili”.

Le seconde squadre dei grandi club in serie B, lei cosa ne pensa?
“Prima di esprimere delle opinioni amo approfondire le cose. Sto cercando di capire in che modo poter sviluppare questo progetto, credo che al momento sia prevista soprattutto una collocazione in serie C. Ma non ho pregiudizi, esprimerò un’opinione più compiuta più avanti quando i termini saranno più chiari”.

Qual è lo stato di salute della serie B?
“Dal punto di vista del prodotto calcistico abbiamo un campionato avvincente, che piace al pubblico e che è in netta crescita anche sotto l’aspetto dell’audience televisivo. Dobbiamo fare ancora tante cose e affrontare il primo problema: la sostenibiltà finanziaria, su cui stiamo facendo una serie di riflessioni”.

Gli stadi sono una nota dolente in tutto il panorama calcistico italiano salvo pochi casi.
“L’impiantistica è la sfida del futuro. Dobbiamo avere stadi più accoglienti e che riescano ad esprimere meglio il nostro calcio dal punto di vista dell’mmagine. Il Frosinone ha già costruito il proprio impianto, davvero molto bello, ma abbiamo anche tredici centri sportivi in serie B. Oggi siamo in quello dello Spezia, un complesso meraviglioso dove più di 250 ragazzi fanno calcio ogni giorno. Ne siamo orgogliosi”.

Da lei un’apertura chiara all’uso del Var anche in serie B.
“Sono convinto che anche in serie B sia bene avere questo strumento, sia sotto il profilo dell’ausilio agli arbitri, sia dal punto di vista dello sviluppo del prodotto televisivo negli anni. Vogliamo farci trovare pronti alle sfide di domani. Abbiamo avviato una seria riflessione con la FIG in merito, serviranno dei tempi tecnici che non dipendono solo da noi ma crediamo che questa sia la strada e siamo molto determinati a percorrerla”.

La serie B 'povera ma bella'. Cosa vi aspettate dall’asta per diritti televisivi?
“E’ un tema molto complesso. Dalla vendita dei diritti ci aspettiamo un dato economico in netto miglioramento, dopodiché vanno fatte riflessioni sul tema della mutualità che vengono riservate all nostra Lega. Abbiamo fatto uno studio comparativo con le altre leghe europee, dobbiamo cercare una declinazione che ci avvicini al resto delle grandi realtà continentali”.

Cosa ne pensa del paracadute per chi scende dalla serie A?
“Beh, intanto è disciplinato dalla serie A stessa, un argomento su cui noi non abbiamo titolo. E’ uno strumento che forse necessita di alcuni aggiustamenti, di questo sono convinto. Ma dobbiamo fare un ragionalemteo di natura generale. Perché in altri sistemi calcistici la percentuale di mutualità riservata alle seconde leghe è molto molto più alta e significativa e questo di per sé equilibra le forze in gioco”.

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