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Ultimo aggiornamento: Sabato 26 Settembre - ore 21.37

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"Quando i tifosi potranno tornare al Picco, vogliamo aver fatto grandi cose"

Italiano ha parlato alla squadra: "Chi è abituato a farsi trascinare dal pubblico, impari a trovare la carica dentro sé"

le parole del mister
"Quando i tifosi potranno tornare al Picco, vogliamo aver fatto grandi cose"

La Spezia - Conterà la corsa. Conterà la tecnica. Conterà la testa. Cosa farà la differenza in questo imprevedibile ritorno in campo dopo la pandemia lo si scoprirà domani. Preparandosi all'eventualità più probabile: che conti un po' tutto. Finalmente tocca anche allo Spezia misurare le proprie ambizioni nell'anno più triste e assurdo della nostra vita come comunità. E' già un momento di festa poter pensare di nuovo al calcio giocato, anche se sugli spalti ci sarà il silenzio e nei cuori di tanti ancora il lutto. Scampoli di normalità anormale, come la conferenza stampa in streaming di Vincenzo Italiano che introduce Spezia-Empoli di domani pomeriggio.

Si è detto tanto su cosa aspettarsi, ma la verità è che la forma della squadra la si scoprirà solo domani pomeriggio
“Posso dire che la condizione generale è ottima. Sono state solo gare in famiglia fino ad oggi, non abbiamo potuto fare test veri in amichevole o la classica Coppa Italia estiva. In questi allenamenti gli stimoli non sono uguali a quelli che avremo domani. Però abbiamo messo minuti nelle gambe; se riusciamo ad essere bravi tatticamente possiamo tenere botta per 90 minuti. In più ci sono i cinque cambi da sfruttare al massimo”.

Chi mancherà tra i convocati?
“Non ci saranno i due Ricci e non sarà convocato neanche Di Gaudio a scopo precauzionale. Nulla di grave ma non lo vogliamo rischiare. Bidaoui è in ritardo e non ci sarà, per il resto ci siamo tutti. Quelli che ci sono mi sembrano in ottima condizione”

L'assenza del regista Matteo Ricci è pesante per il gioco dello Spezia?
“E' i nostro punto di riferimento i mezzo al campo, una pedina importante. La cosa positiva è che non è una prima volta che manca. Era già stato assente in stagione e avevamo fatto di necessità virtù adattando Bartolomei, ma anche Reinhart si era comportato bene a Chiavari. Non sono abituato a piangermi addosso. Sappiamo che possiamo esprimerci bene anche per quelli che siamo”.

In Ascoli-Cremonese abbiamo visto una doppia sostituzione già nel primo tempo. Qualcosa a cui ci dovremo abituare
“Sì, ai calciatori non deve sembrare uno sgarbo. Se fai una doppia sostituzione a fine primo tempo, poi hai ancora tre cambi in due slot nel secondo. Quindi ci sta. Chiaro che se nei cambi uno solo alla prima volta, poi ti rimangono due doppi cambi. Insomma, ci saranno strategie diverse per tentare di far arrivare tanti uomini di movimento al novantesimo in buone condizioni. E' una cosa che ci darà una grossa mano, difficile pensare che si possa mantenere l'intensità fino alla fine dopo lo stop. Non hai nelle gambe quello che avevi prima del lockdown. Quindi sì, una sostituzione alla fine del primo tempo ci può stare”.

Spera che i cinque cambi rimangano anche il prossimo anno?
“Tanti non sono d'accordo e sperano che questa cosa finisca qui. Io sono favorevole, sono convinto che siano utili. Mi auguro che in futuro possa diventare la costanza”.

E' un campionato che ricomincia da zero, in cui i valori di prima non valgono più?
“E' un periodo sconosciuto a tutti. Il problema è che, se da un lato hai recuperato qualche infortunato, dall'altro ne hai perso qualcun altro. Questo è dovuto alla sosta di tre mesi chiaramente, per cui non tutti sono arrivati allo stesso livello di forma lavorando singolarmente a casa. E' stato diverso dalla pausa estiva, in cui comunque un po' attività fisica la fai sempre: corsa, calcetto, bicicletta, beach volley. Qui siamo rimasti tutti chiusi in casa. Appena introdotto il pallone negli allenamenti sono iniziati dolori ai muscoli o ai tendini. D'altra parte se mettevi qualcuno a totale riposo, poi non lo avresti mai portato in forma...”.

Quanto lungo sarà lo stop dei gemelli Ricci?
“Speriamo di riavere i Ricci dopo tre o quattro partite. Io credo che tante squadre stanno nascondendo alcune defezioni di questo tipo. Noi non ci nascondiamo, siamo stati trasparenti. Siamo convinti comunque di poter dire la nostra anche senza alcune pedine”.

L'avversario di domani era tra quelli che stavano meglio prima della sosta
“L'Empoli era una squadra in grande crescita, chiaramente anche loro avranno dubbi tecnici e tattici. Hanno cambiato sistema di gioco con Marino e sono subito arrivati tanti punti. A gennaio hanno comprato calciatori di assoluto valore. Giochiamo in casa, ma non ci sarà il nostro pubblico. Ne ho parlato con i ragazzi: ci vorrà un altro approccio. Chi è abituato a farsi trascinare dovrà trovare la carica altrove. Un contesto a cui adeguarci il più velocemente possibile”.

Il fatto che Marino conosca molti calciatori che lei allena è uno svantaggio?
“O un vantaggio, visto che in tanti conoscono il pensiero del loro ex allenatore. I ragazzi conoscono l'importanza di queste dieci partite, hanno pensato solo a prepararsi bene e fare la prestazione. Chiaro che in tre mesi possono aver cambiato tanto rispetto a quello che avevamo studiato. Noi abbiamo preparato determinate strategie e speriamo di averci azzeccato”.

C'è paura nei calciatori a scendere in campo visto il necessario contatto ravvicinato?
“Nessuna paura, abbiamo sempre rispettato il protocollo alla lettera. Su Pordenone-Venezia, spero si faccia chiarezza per tutti in modo che se verrà fuori un positivo, tutti sapremo cosa aspettarci. Non c'è timore da parte nostra, sappiamo che gli avversari sono controllati come noi. L'unico pensiero è quello di fare punti”.

Un anno fa di questi tempi veniva presentato come allenatore dello Spezia...
“Un anno di crescita, in cui ho imparato cose nuove. Ogni esperienza ti lascia dentro qualcosa di diverso. Siamo venuti fuori da una situazione molto complicata a fine anno, questo è stato un modo per mettere nel mio personale bagaglio una nuova erie di conoscenze. Ora posso dire di stare benissimo, mi sono ambientato alla grande. Adesso quando scendo in campo mi sento protetto dal calore di una città intera. Dal 20 giugno dell'anno scorso è successo tutto questo. Ora mi auguro che le cose possano migliorare ancora. Essere apprezzati dalla gente è il nostro obiettivo. Quando riapriranno gli stadi e potremo ritrovare i nostri tifosi, spero che lo Spezia abbia fatto grandi cose”.

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