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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 20.47

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PICCONATE ALLA SALERNITANA E UNA PRIMAVERA PER SOGNARE

Vittoria di grande significato perché a 39 punti la salvezza è ad un passo e si può pensare ai playoff: tante gare in Viale Fieschi a marzo e la grande occasione. Pessina, Marilungo e Granoche segnano ma è tutto il manufatto che funziona alla grande.

QUARTO POSTO A DUE PUNTI
<span style='color: #ffd700'>PICCO</span>NATE ALLA SALERNITANA E UNA PRIMAVERA PER SOGNARE

La Spezia - SPEZIA-SALERNITANA 3-0
Marcatore: 20'pt Pessina, 13'st Marilungo, 39'st Granoche

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Terzi, Giani, Lopez (16'st Augello); Mora (25'st Maggiore), Pessina, Bolzoni; Mastinu; Forte (29'st Granoche), Marilungo. A disp. Manfredini, Augello, Capelli, Ceccaroni, Masi, De Francesco, Juande, Bassi, Mulattieri. All. Gallo.

SALERNITANA (3-5-2)
Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco; Pucino (12'st Rosina), Ricci, Minala, Kiyine, Vitale; Palombi, Bocalon (23'st Sprocati). A disp. Adamonis, Mantovani, Popescu, Schiavi, Akpa Akpro, Della Rocca, Signorelli, Zito, Di Roberto, Sprocati. All. Colantuono.

Arbitro: Luigi Pillitteri della sezione di Palermo
Collaboratori: Giuseppe Borzomì (Torino) e Michele Lombardi (Brescia).
Iv Uomo: Juan Luca Sacchi (Macerata)
Ammoniti: Minala, Kiyine
Spettatori: 5500 circa (1065 paganti + 4200 abbonati)
Incasso: 8.731
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
18.33 - Il Picco, le vittorie, l'imbattibilità. Lo Spezia è la difesa meno battuta della Lega B 2017/18 dopo 26 giornate: 24 i gol al passivo per i liguri, primato condiviso con il Palermo di Tedino. E nello stadio di Viale Fieschi si segna meno che in tutti gli altri impianti della cadetteria: soltanto ventidue i gol, sedici dei quali messi a segno dagli aquilotti. Lo Spezia ha medie da serie A quando gioca in casa: basti pensare che nelle ultime 11 partite giocate, i bianchi hanno vinto sette volte e pareggiato quattro. Una sola sconfitta dei liguri nelle ultime 9 giornate, 1-2 a Carpi il 27 gennaio scorso.
Arbitro della gara il palermitano Pillitteri: ha fischiato parecchi pareggi in carriera e nelle undici direzioni in serie B, cinque volte ha vinto chi giocava in trasferta. Serata fredda e piovosa, circa duecento i tifosi della Salernitana che non sono voluti mancare malgrado giorno e orari infausti.

18.41 - I numeri parlano chiaro: per ora in casa Salernitana non sta pagando l'avvicendamento fra Bollini e Colantuono: il primo aveva messo insieme 23 punti messi in 18 giornate (media di 1,28 punti/partita), l'ex tecnico di Atalanta e Bari ha preso otto punti in altrettante gare. E' una Salernitana spuntata se è vero che non segna dal 45' di Salernitana-Carpi 1-2 (gol di Sprocati): da allora sono passati 225' di nulla. Se lo Spezia è una delle squadre meno scorrette (una sola espulsione), la Salernitana è la compagine che vanta il maggior numero di espulsioni a favore: 6, dopo 26 turni di campionato. I granata, così come Avellino e Pescara, è una delle tre formazioni cadette 2017/18 che subisce il maggior numero di gol dal 76’ al 90’ di gioco, inclusi recuperi, ossia nei 15’ finali di partita: 13 le reti al passivo per le due compagini campani e per gli abruzzesi.

18.57 - "Nessuna resa", lo striscione con cui i tifosi della Salernitana attendono la loro squadra. Spezia senza Gilardino, Palladino, Ammari, mentre Gallo per scelta tecnica opta per mandare in panchina sia Granoche che Maggiore. Entrambe le squadre, per motivi diversi, possono considerare la gara di questa sera crocevia di una stagione: gli aquilotti sono all'inizio di un mese di gare casalinghe con un solo impegno lontano dal Golfo dei Poeti. Squadre in campo, accompagnate dalla formazione 2007 del settore giovanile, con padroni di casa in maglia bianca, calzoncini neri e calzettoni neri, Salernitana con il consueto completo granata.

PRIMO TEMPO.
La strada della continuità è fatta essenzialmente di punti e certezze e la storia racconta quanto un pareggio rubricato come deludente possa diventare a fine stagione quel valore aggiunto che ti porta lontano. Ma è altrettanto vero che per non dover andare a vincere lontano dal Picco, cosa che non riesce certo facilmente ai ragazzi di Gallo, bisogna continuare a fare cose grandi sul terreno di casa. E quindi provare a battere un avversario più forte della classifica che si ritrova ma anche più tecnico di quel che si può immaginare. E allora l'incipit aquilotto non può che essere pimpante e corale: una partenza in quarta nel tentativo di sfruttare l'effetto Picco da subito. Gli ospiti si difendono con ordine, senza buttare via il pallone, significando all'avversario che, abituati a giocare all'Arechi, non si fanno intimorire da un Picco infreddolito per cause atmosferiche ma fin da subito caloroso. Il primo vero affondo aquilotto è una ripartenza di Mastinu, libero di svariare su tutto il fronte d'attacco: al 10' il fantasista sardo vola sulla sinistra e calibra un cross al centro sul quale Radunovic esce male ma è piuttosto fortunato da un fortuito rimpallo sul corpo di Marilungo. La risposta ospite al 14' col mancino interessante ma centrale di Kiyine sul quale Di Gennaro fa buona guardia.

Boom boom Spezia: Mastinu apparecchia, Pessina non spreca.
Piace il modo di stare in campo dello Spezia, ispirato da un Bolzoni che subisce spesso il raddoppio di marcatura e praticamente di prima fa correre compagni e pallone. Marilungo è il solito motorino generoso ma sulla sinistra fatica a trovare spazi perché Casasola, il suo diretto avversario, lo va a prendere molto alto per evitare di essere bruciato sul breve. E guarda caso il primo spunto dell'ex sampdoriano a campo libero è subito fatale agli uomini di Colantuono: la sua apertura per Mastinu ha i tempi giusti per attendere l'ingresso in area dei centrocampisti e la palla che il sardo radiocomanda per Pessina è abbastanza difficile da spingere in rete perchè arriva a mezz'altezza, piuttosto forte: ma l'ex comasco, appostato sul secondo palo, tiene il piede caldo e incoccia perfettamente la palla a porta praticamente vuota. Proteste granata verso un Puilitteri che non si scompone: dal cross che arriva da destra Giani interviene con un braccio su una palla che spunta all'improvviso senza dargli il tempo di togliere l'arto dalla traiettoria effettata. L'arbitro in questa circostanza accorda l'involontarietà. Insiste la Salernitana questa volta sulla fascia opposta: il cross di Pucino al 29' è di quelli in cui ci si può anche confondere ma Di Gennaro non è dello stesso parere e con l'aiuto di Giani, anticipa il rapace Bocalon.

Salernitana viva, Di Gennaro evita guai peggiori.
Gli ospiti, pur sotto ritmo, non giocano certo male, si fanno preferire sui cambi di campo ma non hanno ancora imbeccato gli attaccanti: d'altro canto Terzi e Giani giocano molto vicini, con il chiaro intento di non lasciare luce a Bocalon, uno che di aree di rigore se ne intende. Con un Lopez che si fa sentire anche nella gestione verbale della partita, lo Spezia ha buon gioco su entrambe le fasce, ma a destra Mora e Mastinu devono crederci di più, scambiarsi di posizione e guadagnare la profondità: sulla loro corsia, i loro dirimpettai Vitale e Monaco sbagliano tantissimo e su un paio di appoggi sbagliati, ci sarebbe voluto più cinismo. A due minuti dal 45' Vitale calibra un sorta di tiro-cross che dapprima colpisce inavvertitamente Pessina per poi obbligare Di Gennaro a respingere lontano, evitando l'autogol a pochi secondi dall'intervallo.

SECONDO TEMPO.
L'ottima tenuta atletica dello Spezia è convincente e anche ad inizio ripresa gli aquilotti si mostrano volitivi. Senza troppi leziosismi, Terzi e compagni dimostrano la solita solidità casalinga, raccontata dai soli sei gol subiti dall'inizio del campionato: Gallo però si sbraccia sempre, chiede la medesima attenzione del primo tempo e soprattutto pretende il sacrificio degli attaccanti. Attaccanti che quando hanno pertugi a disposizione sanno lavorare benissimo in verticale: dopo 5' Marilungo vede lo scatto di Forte e lo premia con un pallone lungo che l'attaccante prova a sterzare sul secondo palo, ma non c'è precisione nel suo diagonale. Pallino del gioco in mano agli ospiti, evidentemente catechizzati da Colantuono: con il baricentro più avanti, il folto centrocampo della Salernitana prende il sopravvento al 10' Pucino calibra un ottimo cross per la testa di Palombi che in torsione spedisce la palla non lontano dal secondo palo. In questa fase lo Spezia si accontenta di contenere e sfruttare i contropiede e Colantuono dà un segnale ai suoi togliendo Pucino per inserire l'eterno Rosina.

Mastinu fa l'inventore, Marilungo la sigilla. Poi Bocalon si divora il gol del 2-1.
Campani pronti all'arrembaggio, il Picco alza i decibel, capendo che è un momento potenzialmente delicato ma quando la squadra è pronta a soffrire arriva il raddoppio: è Marilungo (quinto gol in campionato, come Granoche) al 13' ad impugnare una spada affilatissima, calciando un diagonale imparabile per l'incolpevole Radunovic ma non si può non sottolineare la genialata di Mastinu che su una seconda palla al limite dell'area invece di calciare, disegna un pallonetto a girare che fa meraviglia, perfetto per il compagno che non lo fa pentire della generosa imbeccata. Granata moribondi ma non deceduti visto che prima Di Gennaro deve uscire a mano aperta su un cross di Casasola poi Bocalon a tre metri dalla porta si divora il più facile dei colpi di testa, incornando incredibilmente fuori dai legni. Salernitana ad un passo dalla rete del 2 a 1 che avrebbe trasformato umori ed equilibri mentre Lopez, colpito ad inizio secondo tempo, ad un occhio deve lasciare: al suo posto Augello.

Maggiore sfiora il terzo, Granoche lo fa davvero.
Prima dell'avvicendamento fra Maggiore e Mora, altra gara gagliarda quella dell'ex spallino, piovono altre proteste salernitane sul "Picco", ancora una volta per un rigore non concesso ma anche nell'occasione l'arbitro non sbaglia: quando la palla arriva, Pessina tiene infatti le mani incrociate dietro la schiena, come da manuale d'area di rigore. Sugli sbilanciamenti degli ospiti, si ricerca il 3-0 ma il destro di Maggiore trova la deviazione di un difensore prima di impegnare Radunovic, niente a che vedere con il pericolo portato dallo stesso Maggiore sull'angolo seguente dove è Ricci a togliere dal sacco la sua zuccata perentoria, praticamente sulla linea di porta. Augello entra bene in campo e al 37' si concede una serpentina che esalta la Ferrovia in un contesto in cui lo Spezia gestisce senza patemi le palle giocate in profondità, riservando un'attenzione speciale al sempre pericoloso Rosina. Anche se, è giusto dirlo, se stasera c'è un fantasista che brilla è Mastinu, capace di donare qualità alle giocate anche dopo una lunga partita. La chiosa al 39' porta la firma del Diablo, entrato da poco: Augello ha l'entusiasmo e le gambe per arrivare in fondo e servire a Granoche un pallone che va solo spinto in porta. E a Granoche non glielo devi certo dire due volte...

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