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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 10.06

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“Nulla è perduto, basta una vittoria per rilanciarsi”

Parla Claudio Terzi, prima conferenza stampa di persona dopo il lockdown. “Fisicamente stiamo bene, ci hanno tradito gli errori individuali. Le 200 presenze con lo Spezia? Sì, ci penso. Magari in serie A”.

la carica del capitano
“Nulla è perduto, basta una vittoria per rilanciarsi”

La Spezia - Quante volte Claudio Terzi si è trovato lì, a giocarsi la serie A con la maglia dello Spezia. Dal 2015 ad oggi almeno un paio di volte in lizza per il secondo posto e ha disputato per quattro volte gli spareggi promozione. Il destino lo mette al centro anche di questa fase delicatissima del campionato visto il ko di Capradossi. Con il Cosenza è destinato ad essere titolare, e con tutta probabilità toccherà a lui anche a Livorno. “Siamo partiti forte con due vittorie importanti e volevamo dare continuità. Purtroppo non ci siamo riusciti, ma credo che siano state sempre ottime prestazioni. Forse il primo tempo di Frosinone ci siamo un po’ persi, poi abbiamo reagito ma qualche errorino individuale non ci ha permesso di portare a casa punti. Adesso avremmo una classifica diversa, che poteva farci vivere una settimana più tranquilla. Ora basta una vittoria contro il Cosenza per sfruttare gli scontri diretti delle altre e recuperare qualche posizione”.

Da capitano è chiamato in causa proprio nel momento più delicato
“Si cerca di valutare gli errori per non commetterli più e cercare di tornare ad imporre il nostro gioco che ci ha portato tanti risultati utili. Tutto qui. Ho sentito ieri Capradossi, spero che torni il più presto possibile perché è un giocatore fondamentale per questa squadra come tanti”.

Ha superato le 180 presenze e ha un altro anno di contratto: ci pensa all’obiettivo delle duecento partite con la maglia bianca?
“Sì, mi piacerebbe arrivare alle duecento presenze e spero di poterci arrivare. Sarebbe bello coincidesse con risultati di squadra importanti. Intanto vorrei finire questa stagione senza rimpianti, è quello a cui pensiamo tutti. Abbiamo fatto una scalata per arrivare fino a qui. All’inizio non nascondo che un po’ di paura c’era dopo le prima partite. Non eravamo mai stati lì in basso da quando io sono a Spezia. Società, mister e noi insieme ai tifosi abbiamo fatto una rimonta eccezionale. Ora faremo di tutto per coronare la stagione nel migliore dei modi”.

Ora due impegni contro le ultime della classe, c’è il pericolo di sottovalutare gli avversari?
“Sono tutte partite insidiose da qui alla fine. Le squadre che hanno quella posizione di classifica hanno grandi motivazioni in questa fase di campionato. Il Cosenza poi ha una rosa competitiva e siamo consci che venerdì sarà un confronto complicato per noi. Non sottovalutiamo nessuno di questi impegni e li affrontiamo uno alla volta”.

A 36 anni è tornato dopo il periodo di lockdown in una forma smagliante.
“Io credo che la condizione fisica sia buona in generale. I giocatori sono sempre rimasti alla Spezia, si sono allenati da soli anche grazie alle attrezzature che ci ha concesso la società. E’ un peccato aver avuto diversi infortuni. Non vogliamo alibi, ma certo che a Frosinone siamo andati con gli uomini contati. Avere cambi determinanti è sempre stato un nostro pregio, tante partite le abbiamo cambiate in corsa. Ora che oltretutto fa caldo c’è particolare bisogno di forze fresche durante la partita”.

La voglia di vincere sempre vi è costata la sconfitta contro Pisa e Frosinone?
“Il mister ci trasmette una mentalità offensiva. Noi cerchiamo sempre di fare un gol in più dell’avversario. Potevamo accontentarci del pareggio a Verona contro il Chievo, invece siamo andati a vincere. Lo stesso contro Pisa e Frosinone, sull’1-1 siamo andati per vincerla. Non abbiamo perso perché ci siamo sbilanciati, perché eravamo schierati in entrambe le occasioni dei gol che ci sono costate i punti. Dobbiamo solo evitare qualche errorino individuale. Niente è perduto, basta poco per superare tante squadre”.

Lo stadio senza pubblico...
“Il pubblico manca. Vedere anche una partita in TV senza tifosi è brutto. D’altronde c’è ancora la pandemia in atto. Se potremo tornare ad avere i tifosi saremo contenti, ma la priorità dev’essere la sicurezza. Personalmente non ho mai avuto paura, non vedevo l’ora di tornare a giocare. Però bisogna essere responsabili, fare una cena fuori i meno e non frequentare persone che non sono parte del tuo nucleo famigliare. Ora in ITalia il peggio sembra passato, ma nel resto del mondo ci sono Paesi che soffrono. Bisogna cercare di non tornare punto e a capo”.

Andrea Bonatti

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