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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Ottobre - ore 22.29

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"McGregor? No, la palestra è piena. Poi mio figlio mi ha chiesto se ero matto..."

Parla coach Riccardi della Round Zero Gym, che ha avuto ospite il campione. "Sulle prime ho rifiutato per non penalizzare i miei ragazzi. Persona molto alla mano. Perché ha scelto noi? Non ne ho idea...".

indimenticabile
"McGregor? No, la palestra è piena. Poi mio figlio mi ha chiesto se ero matto..."

La Spezia - "Chi? Conor McGregor ha bisogno della mia palestra per una settimana?". Uno sguardo alle spalle, dove c'è già attività tra i sacchi ed i tappetini. Ci sono i volti di sempre, quelli che permettono ad una realtà piccola ed estremamente professionale di andare avanti con le proprie gambe da qualche anno. La loro passione, la loro dedizione, è il motore di tutto. E allora Luca Riccardi scuote la testa. "Non posso, ho già tutte le lezioni prenotate. Dovrei mandarli via e sono le persone che pagano, quelle che ci tengono in piedi. Grazie di aver pensato a noi, ma non posso". Così gli emissari di uno dei più grandi fighter della storia ringraziano a loro volta e lasciano la Round Zero Gym di via Birago a Migliarina.
Nasce così l'incredibile approdo di The Notorious alla Spezia, con un garbato rifiuto. La cosa giusta in quel momento per il maestro Riccardi è garantire ai suoi atleti lo spazio per allenarsi. Visibilità, campagne social, ritorno d'immagine... niente di tutto ciò gli passa minimamente per la testa. Poi però al pomeriggio arriva il figlio Leonardo. "Gli racconto quello che è successo, lui mi guarda un po' per capire se scherzo. Mi fissa e mi dice solo: 'Ma tu sei matto!'". Fortuna vuole che il giorno dopo l'entourage di McGregor si ripresenta per insistere, e stavolta la risposta è diversa. "I miei ragazzi mi avevano fatto sapere che sarebbero stati orgogliosi di averlo in palestra. Ho organizzato una saletta per loro e così abbiamo potuto ospitare McGregor".

L'ex campione di MMA è in Liguria per un periodo di vacanza. E' stato ad Imperia, poi lo yacht su cui è ospitato attracca a Porto Mirabello. Il golfo della Spezia fa subito breccia nel loro cuore e così la famiglia McGregor pensa di fermarsi per un po' di tempo. Lui deve sempre tenersi in allenamento e chiede la palestra per una settimana. Poi il maltempo che flagella la costa e una notte con venti di burrasca sulla città fa cambiare i piani. Lo yacht è ripartito ieri. "Da questa settimana sarebbe dovuto arrivare anche il suo allenatore di lotta a terra, con me invece ha lavorato sul pugilato perché io sono maestro di boxe - racconta Riccardi -. E' stato molto alla mano. Si è scaldato, poi ha chiesto di poterci allenare assieme. Imbarazzato? No, io mi sono comportato come con qualsiasi allievo. Anzi, mi sono anche permesso di dargli due suggerimenti visto che dovrà affrontare Pacquiao che è più preparato pugilisticamente di lui. Gli ho detto che secondo me dovrebbe evitare di lavorare in linea retta. E' uno striker nato, punta sempre al viso, non ha l'abitudine a lavorare alla figura. Cerca sempre il colpo da ko".
Qualche scambio con gli allievi locali, le foto di rito. Al suo fianco la fidanzata Dee Devlin e il figlio maggiore, Conor Jack, di tre anni. "Si è messo a giocare in un angolo, gli ho dato gli elastici ed un tappetino. Alla fine gli ho regalato i guantini che usava mio figlio. C'era una bella atmosfera, molto rilassata. Sarebbe stata una giornata qualsiasi, se non fosse che fuori della porta della palestra c'erano dieci guardie del corpo schierate!". Quando si sparge la voce che il campione è in Italia, mail e telefono diventano inavvicinabili. "Mi hanno chiamato da qualsiasi città, vicine e lontane, per poter venire a trovarci. Anzi, adesso sto tentando di ricucire con tutti quelli a cui non ho detto che c'era McGregor e che se la sono legata al dito. Ma non potevo fare diversamente".

Giornata indimenticabile per Riccardi, che a 45 anni tiene in piedi un'associazione sportiva e riesce a vivere della sua passione. "Ho fatto pugilato a livello dilettantistico, poi mi sono sposato presto. Qualche incontro in gioventù, ma questo sport mi è sempre rimasto dentro". E così non ha mai smesso di formarsi: certificazione di personal training, allenamento ad alta intensità HIIT, è cutman. Corsi di ginnastica funzionale per tutti: "Sì perché siamo un'associazione sportiva vera e propria, diamo un servizio al quartiere. Fortunatamente stiamo lavorando, siamo sopravvissuti al Covid. Abbiamo una gestione rigorosa: lavoro solo a numero chiuso, è un ambiente particolare e ristretto perché ci serviamo di un'applicazione per prenotare". La domanda quindi è: perché proprio la Round Zero Gym? "Non ne ho la più pallida idea. E sì che di palestre ce ne sono alla Spezia. Forse ha visto il sito web e gli è piaciuto il contesto molto curato. Io sono molto rigoroso in tutto. Ho ceduto all'emozione solo dopo che ha visto mio figlio Leonardo muoversi. Si è girato verso di me e mi ha detto: 'He'll be a champion'".

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