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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 21.35

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"Lo Spezia ha basi solide, basta riaccendere il fuoco"

Giocatore simbolo di un'epoca, Luca Coti guarda lo Spezia e dice: "In certi casi ripartire dall'abc aiuta. Gallo è preparato ed è un uomo con dei valori. La testa conta tanto. I giovani? Hanno qualità e Spezia è formativa. Ma vanno protetti".

"Lo Spezia ha basi solide, basta riaccendere il fuoco"

La Spezia - "Io parlo al noi, perché la vivo come se fossi sempre dentro allo Spezia. Soprattutto nei momenti meno facili. Per la mia esperienza dico che in questi casi devi ricominciare dall'abc, da quello che conosci e sai fare meglio". Ci sono frangenti in cui le parole di uno come Luca Coti valgono di più a prescindere, perché ci sono giocatori il cui nome può bastare a riannodare il filo della storia. Una storia che si perde quando si vive un ribaltone tecnico come quello estivo e quando a un pareggio in casa segue una conferenza stampa che vorrebbe forse riuscire a far serrare i ranghi alla piazza e invece ottiene il risultato opposto. E allora magari il modo migliore è parlare di calcio e di Spezia con chi ha vissuto ogni tipo di momento in riva al golfo.
"Io devo dire che ho avuto tanti anni positivi da calciatore in maglia bianca, ma un anno un po' particolare, il primo con Alessandrini, me lo ricordo. Non fu facile, siamo usciti alla distanza un passo alla volta. La Spezia è una piazza strana, il tifoso è esigente ma se ci metti quel qualcosa in più lo capisce al volo e ti fa fare un salto di qualità ulteriore. Non a caso in casa lo Spezia fa quasi sempre risultato. Oggi non basta, ma se hai basi solide in ogni momento di può accendere quella fiammella e tutto cambia in meglio".

Ecco un discorso che tutti possono capire, di quelli che creano energie invece di dissiparle. "Mi metto nei panni di Chiappara che come me ha indossato questa maglia. Come me sa che in certi casi il pallone diventa una palla medica, è duro da portare su. Credo che Fabio Gallo la stia vivendo in maniera altrettanto intensa. E' un tecnico bravo e preparato, ha dei valori e questi vengono fuori alla fine. Troverà il modo di dare la sterzata, glielo auguro".
L'aneddoto poi rivela tutta una filosofia e ha particolare valore per chi ricorda che tipo di giocatore è stato Coti. "Mi ricordo sempre un insegnamento di Andrea Mandorlini, che per me è un maestro. Un giorno mi disse: 'Se alla prima palla che tocchi ti raddoppiano, tu gioca facile. Se dopo cinque minuti ti arriva di nuovo il pallone e sei ancora raddoppiato, gioca facile. Se poi ti marcano in due fino all'88esimo, tu gioca sempre facile. Puoi farne anche solo una di giocata in una partita, e magari a tempo scaduto, ma se con quella mi fai vincere hai fatto il tuo'. Da quel giorno è cambiato il mio gioco, sono davvero maturato. Se lo avessi incontrato prima, avrei fatto un'altra carriera forse...".

La scintilla per cambiare le cose può arrivare in qualsiasi momento, il messaggio è questo. "Capitano i momenti in cui non ti senti bene, c'erano delle volte in cui avevo questa sensazione di essere pesante. Poi mi rivedevo le partite e mi rendevo conto che invece stavo bene. La testa fa tanto, a volte basta superare un momento così e ti si aprono altre prospettive che immaginavi. Ci vorrebbe un grande risultato allo Spezia, magari a Empoli o contro il Frosinone. E magari quel tiro al volo che un giorno prima avresti sparato all'Oto Melara, la volta dopo finisce all'incrocio". Il gruppo e la piazza, un sodalizio che lui ha sperimentato tante volte. "Più si è uniti e prima se ne esce. Avendola vissuta la piazza Spezia so che giocare al Picco non è facile. Ma poi l'altra faccia delle medaglia c'è una città che ti dà qualcosa in più nei momenti importanti".
Da procuratore oggi segue diversi spezzini, c'è Zaniolo dell'Inter ma anche Maggiore e Vignali che sono aquilotti. "Spezia è un'esperienza davvero formativa. Se ce la fai qua, poi sei pronto per tante piazze, questa è una cosa che dico sempre. Io ricordo i vari Mingazzini, Budel, Meggiorini, Pandev andare in difficoltà all'inizio e poi uscire alla grande. I ragazzi giovani vanno tutelati, difesi in un certo senso. Perché poi quando le cose vanno bene gli errori dei giovani spariscono e quando vanno male invece vengono amplificati. Lo Spezia ha giocatori importanti davanti, tanta esperienza dietro e poi questi giovani che hanno qualità importanti per fare questo mestiere. Certo, nel calcio uno più uno a volte fa zero. Però a volte fa tre".

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