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"L'incontro con Jacopetti, la pressione e i consigli giusti: così Volpi si materializzò in Sala Giunta"

di Massimo Federici - seconda parte

Il ricordo dell'ex sindaco
"L'incontro con Jacopetti, la pressione e i consigli giusti: così Volpi si materializzò in Sala Giunta"

La Spezia - E allora vi racconto come arrivò Gabriele Volpi allo Spezia. Secondo tempo.
Cari amici FB, carissimi miei affezionati 23 lettori (temo di averne persi un paio a causa della mia prolissità) se dovessi aver creato in voi un po' di curiosità rispetto agli sviluppi della vicenda che portò Gabriele Volpi nello studio del notaio Calabrese De Feo per acquisire per pochi euro la società di cui fui molto protempore presidente sono pronto a soddisfarla con dovizia di particolari. E come vedrete, al di là del millantato credito di questo o di quello, delle piccole rincorse di chi, visti e ben considerati gli straordinari successi che ne sono venuti, vuole attribuirsi qualche piccolo o grande merito vi dico subito che gran parte delle ragioni che portarono Volpi a Spezia stanno nella buona stella o buona sorte, chiamatela come ritenete senza escludere più volgari espressioni. La verità è che di Volpi nessuno ne sapeva un granché e che il patron della Prorecco, fosse "un conto corrente" che si dice ammonti a qualche miliardo di euro non lo sapevo io come non lo sapeva proprio nessuno nella nostra realtà un po' provinciale. Tant'è che l'annuncio del suo ingresso in gioco, al di là del sospiro di sollievo collettivo, venne vissuto con il classico disincanto spezzino..e un pizzico di diffidenza.
Ma andiamo con ordine e vediamo meglio che successe in quelle settimane del luglio 2008.
Prima di tutto... il mio cellulare. Il mio telefono cellulare che aveva squillato ininterrottamente per settimane e settimane a ogni ora del giorno ad un certo punto del mese di luglio come d'incanto entrò in uno stato di strano sopore. Che era successo? Semplice: all'orizzonte non si vedeva neppure una piccola lingua di terra mentre in cielo si stavano addensando grossi nuvoloni scuri... Insomma, ci stava ampiamente che si andasse a sbattere e poiché la regola aurea è che i successi sono collettivi e le sconfitte di uno solo diciamo che ho cominciato a sentire...un po' di vuoto intorno a me. Nulla da recriminare, non fraintendetemi, lo dico con un sorriso, conscio che così va il mondo e che fare il sindaco comporta questi come anche vari altri tipi di solitudine. Fa parte del gioco e più volte mi è capitato di trovarmi in contesti ben più duri di questo.
Cellulare a parte, i giorni passavano e il rischio di non riuscire neppure a iscrivere lo Spezia al campionato 2008 2009 per scadenza dei termini si stava sempre più concretizzando. Sulla mia scrivania le proposte stentavano a prendere una qualche forma: l'onesto interessamento di Alioto della Sarzanese non aveva la forza sufficiente a dare prospettive minimamente solide. Strani personaggi continuavano a farsi avanti con altrettanto stravaganti progetti. Poi, finalmente, si configura una soluzione di tutto rispetto, grazie a una intermediazione promossa internamente all'amministrazione comunale. Il gruppo aveva affari nel mondo del petrolio. Non escludo che un qualche possibile interesse a recuperare un rapporto con la Saras di Massimo Moratti e dunque con Arcola petrolifera potesse aver avuto parte in causa. Fatto sta che l'amministratore delegato e azionista unico del gruppo appariva come figura di tutto rispetto. La proposta era molto concreta tant'è che dopo poco aver conosciuto l'ad, mi incontrai con il suo staff tecnico sportivo già allestito e dotato di un più che dignitoso progetto. Il gruppo era quello di Antonio Desiata, figlio di Alfonso "il signore delle assicurazioni" e amministratore delle Generali, stimato e raffinato uomo della finanza italiana. Antonio, molto attivo a Genova e in altre città del nord soprattutto nel campo dei carburanti, era interessato a entrare nel mondo del calcio e a Spezia intravvide l'occasione giusta. Beh, mica male! mi dissi, forse si riesce a chiudere in modo più che onorevole per la città e.... e comunque sentiamo lo stesso anche un certo Jacopetti, che stava insistentemente chiedendo un incontro urgente.
L'incontro con Aldo Jacopetti ci fu nel mio ufficio in un caldissimo giorno di luglio e non andò proprio nel migliori dei modi. Jacopetti ha un carattere spigoloso e ombroso. Come noto in proposito mi difendo anch'io... dunque ci lasciammo un po' freddamente e senza nulla di concreto nonostante le sue insistenze per una mia adesione immediata alla sua proposta. Jacopetti, responsabile del settore giovanile della Samp, sognava di poter dirigere una vera squadra cittadina di senior. Vantava una amicizia di famiglia con Volpi il quale gli aveva espresso la disponibilità ad aderire alla proposta di acquisizione delle Aquile. Dissi a Jacopetti che noi eravamo sicuramente molto interessati e che pertanto aspettavo una lettera, una mail o almeno una telefonata per formalizzare la richiesta da parte dello stesso Gabriele Volpi, in quei giorni in vacanza a bordo del suo yacht non so bene in quali mari. Ma la telefonata non arrivò né quel giorno e neppure in quelli immediatamente successivi.
Se non ricordo male ci fu un secondo incontro piuttosto "nervoso" con Aldo Jacopetti e anche in quella occasione chiesi che ci fosse una qualche forma di "materializzazione" di questo Volpi che lui evocava ma che continuava a non rispondermi al numero di cellulare che mi aveva fornito lo stesso Jacopetti. Potevo permettermi di tenere il punto (c'era un piano B, anzi era ancora il piano A), ma vi assicuro che furono momenti psicologicamente pesanti perché la scelta era difficile e la responsabilità grande.
In quei giorni ci furono persone che giocarono un ruolo positivo nel farmi propendere per l'opzione Volpi, come ad esempio Angelo Molinari, gran sportivo e un gran frequentatore del mondo del nuoto. Lui ben sapeva del Volpi della Prorecco e della gloria che i suoi acquisti avevano procurato alla società dotandola della più forte squadra del mondo. Ma ci fu una persona che ebbe un ruolo decisivo e questa persona fu Paolo Paganini. Il giornalista sportivo che lavora per Rai Sport, esperto di calciomercato e opinionista tra i più seri e apprezzati del mondo del calcio...e poi spezzino doc! Lo avevo conosciuto ai tempi della sua collaborazione con Tele Liguria Sud. Mi sono fidato di quanto mi disse, dei suoi consigli e delle sue valutazioni e direi che ho fatto proprio bene. A maggior e ulteriore garanzia Paolo mi mise in contatto con Beppe Marotta (i "calciofili" ben sanno di chi si tratta!). Insomma la vicenda si chiuse con il via libera dato a Jacopetti, dopo aver sentito il comitato dei quattro consiglieri comunali Lombardi, Guerri, Gatti e Asti. Poi finalmente arrivò la telefonata di Volpi e l'appuntamento. Diciamo la verità, quando lo incontrammo la prima volta in Sala Giunta, la cosa che più ci colpì fu il suo vestiario dimesso che è un po' la sua "divisa" e di cui, come dice un amico supertifoso dello Spezia, si rifornisce sicuramente e sistematicamente da Fulmine. Scherzi a parte, dopo quel giorno fu un'altra storia, quella più conosciuta, a partire dal primo incontro in piazza Europa sul palco approntato per il Palio del Golfo.
Ma di altri aspetti legati agli sviluppi di questa vicenda mi vi riprometto di scrivere in altre occasioni. Ora solo ancora qualche brevissima considerazione a concludere.
Come sarebbe andata con Desiata? Direi male, basta vedere quel che è successo al Savona calcio che il gruppo del petroliere acquisì dopo il tentativo fatto con lo Spezia. Eppure, come detto, anche quella appariva come una più che solida soluzione, migliore di tante altre che erano state al governo delle Aquile. Ma così è e per chi ne ha voglia sulla rete è facile trovare abbondanti notizie sulle traversie giudiziarie ed economiche di Antonio Desiata negli anni successivi. La rete offre spunti anche per conoscere meglio Gabriele Volpi, figura controversa, con una storia di imprenditore originalissima. Possiamo dire allora che in questo ambito i santi sono piuttosto rari. Possiamo poi dire banalmente che solo chi ha vasti patrimoni e grandissime risorse offre garanzie di durevole e promettente impegno e soprattutto di risultati clamorosi. Possiamo infine dire che a un sindaco possono capitare "tegole" belle grosse, ma con un po' di fortuna e tanto lavoro la può sfangare. In questo caso non far contare le pressioni e la pressione (quella psicologica), non guardare ai vantaggi immediati, non fare calcoli da politicante, pensare solo alla città, tutto ciò ha fatto la differenza che ha portato alla scelta giusta.
Forza Aquile! Forza Spezia!

MASSIMO FEDERICI

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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