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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 19.20

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"Il nuovo Sadiq? C'è, ma deve mostrarlo in campo"

Renzo Gobbo allena il Football Club Abuja, fucina di talenti nigeriani. Battuto all'esordio del Viareggio dallo Spezia. "Deluso, non eravamo noi. Per molti di questi ragazzi è il primo viaggio, il primo volo e il primo vero avversario. Ci rifaremo".

l'intervista
"Il nuovo Sadiq? C'è, ma deve mostrarlo in campo"

La Spezia - Il più vecchio ha compiuto 18 anni da qualche settimana, il più giovane non ne ha ancora fatti sedici. In mezzo a loro potrebbe nascondersi un talento tipo Umar Sadiq, ma non è oggi il giorno per provare a chiedere il nome di un futuro campione a Renzo Gobbo. Il tecnico italiano del Football Club Abuja non è contento della prova vista contro lo Spezia Calcio, cugina della galassia degli interessi sportivi di Gabriele Volpi, all'esordio nella Viareggio Cup 2018. "Sono molto deluso perché realmente so quanto possono dare alcuni dei miei giocatori e oggi sono mancati proprio i migliori. C’è stato cuore, ma poco a livello tattico e a livello tecnico. Quindi non farò alcun nome. So chi può dare, ma oggi non hanno fatto alcuna prestazione per giustificare le mie parole. Voglio siano gli altri a dire: ’questo è forte’", spiega il tecnico veneto.
"Conosco bene la mia squadra, vi garantisco che oggi il nostro modo di giocare non si è lontanamente visto. E’ normale che nelle piccole cose, nei dettagli, non possiamo competere con chi gioca 90 minuti settimanali in un campionato vero. Noi facciamo tante amichevoli, ma non è la stessa cosa. Abbiamo le qualità per saltare l’avversario, ma tra campo e meteo questa caratteristica non è venuta fuori. D'altra parte siamo arrivati da tre giorni, per la maggior parte dei miei ragazzi è il primo viaggio, il primo volo, la prima volta contro giocatori di un certo tipo. Sono cose che cerchiamo di preparare, ma poi in campo trovi sempre la sorpresa. Lo Spezia ha fatto una buona gara".

E così il sogno per Ojo, Owolabi, Abubakar, Godspower, Samson, Mairiga e compagni non è iniziato nel migliore dei modi. Non c'è giovane che non vorrebbe fare il calciatore in Nigeria, 190 milioni di abitanti con un'età media contenuta. "Alcuni vengono da situazioni famigliari imbarazzanti. Da noi hanno la certezza dei pasti, e non è poco, quella di fare i calciatori invece se la devono conquistare", dice Gobbo. Ma ciò non deve ingannare, perché questi ragazzi hanno già stupito il calcio giovanile europeo in altre occasioni.
"Questo è il torneo più esasperato nella differenza d’età rispetto ad altri a cui abbiamo preso parte - dice Gobbo, che guida probabilmente la formazione più giovane di tutta la Viareggio Cup - In passato anche in queste condizioni abbiamo vinto contro squadre che avevano un anno, un anno e mezzo più di noi in media. Quando abbiamo battuto il Real Madrid, anche loro erano più grandi di noi". Il riferimento è al Mladen Ramljak memorial tournament tenuto in Croazia nel 2016. In finale la sorpresa africana asfaltò gli aristocratici madrileni per 3-1. Miglior giocatore del torneo fu Abdullahi Suleiman, che oggi gioca nello Spezia.

Chi è già arrivato da Abuja al professionismo sono i vari Okonkwo, Okereke, Awua e ovviamente i romanisti Sadiq e Nura. "Ognuno di loro ha una storia diversa. Non mi stupiscono quando partono bene, non mi stupiscono quando si lasciano andare alla prima difficoltà. E' qualcosa che fa parte della loro maniera di reagire. Noi facciamo un grande lavoro anche su questi aspetti, ma chiaramente poi ognuno diventa arbitro del proprio destino - dice Gobbo - Che la Nigeria sia un bacino in cui c’è tanto talento, per il numero di abitanti, perché giocano tutti a calcio e per le motivazioni di base, è indubbio. Avrebbero tutti gli stimoli per riuscire, ma a volte si creano difficoltà da soli. Vanno adattati alle nostre mentalità e al nostro modo di giocare: non è automatico".
Proveranno a mostrare a che punto del percorso sono arrivati contro due tra le squadre più interessanti di tutto il torneo: mercoledì c'è il Bruges e poi i campioni in carica del Sassuolo. Potrebbero anche indirettamente dare una mano allo Spezia. "Noi diventiamo pericolosi man mano che va avanti il torneo, questo lo so per certo - assicura il tecnico - Io credo ancora di poter passare il turno e a quel punto potremmo rendere la vita difficile a tanti avversari. L'anno scorso tra la prima e la seconda partita ho visto un netto cambio di passo".

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