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“Ho sentito Volpi commosso. Lavori al Picco impossibili prima di oggi”

Il sindaco-tifoso Peracchini rivive la cavalcata dei ragazzi di Italiano e guarda agli impegni futuri: "Per riavere il Picco pronto ser 60-90 giorni. E per lo stadio completo, ben vengano i privati: lo stadio è nell'elenco dei beni dismissibili".

l'intervista
“Ho sentito Volpi commosso. Lavori al Picco impossibili prima di oggi”

La Spezia - "Siamo arrivati alle finali tesi e stanchi, con il doveroso compito di organizzare una festa e la scaramanzia di un risultato tutto da conquistare. Ora è il momento di sorridere per quello che è stato ed iniziare un nuovo capitolo". Parla da sindaco-tifoso Pierluigi Peracchini e nel riavvolgere il nastro dell'impresa della squadra di Italiano, si lascia andare a qualche piccolo aneddoto di una stagione durata un anno: "Sì, ho sentito Volpi subito dopo il fischio finale. Mi ha chiamato e mi ha detto di essere molto felice per tutta la città e per i tifosi. Al telefono l'ho sentito commosso: in questi anni ha scelto le persone giuste per portare in porto un risultato eccezionale, storico". Un sindaco che in casa non si è perso una partita e in trasferta è andato dove i tifosi non sono potuti andare, come a Castellammare di Stabia, poco prima del lockdown in cui era l'unico supporter ospite presente: "Ho cercato di essere presente per far sentire ai giocatori la vicinanza della città, ma sempre con discrezione e senza invadere il campo. Ci sono tanti attimi che mi vengono in mente: a Frosinone in campionato andò male ed è un vero peccato, ai playoff non sono andato ma non per scaramanzia ma per problemi di traffico. Ci misi sette ore a giugno, arrivando a partita iniziata, non ce l'avrei fatta ad agosto. Le più belle? Perugia e Verona in campionato, mi sono arrabbiato a Cremona e ho perso Salerno per l'impegno in consiglio provinciale".

Come si affronta questa nuova avventura? Il rischio, da provinciale, di non essere all'altezza esiste ma ci sono anche esempi di chi ce l'ha fatta. Sia sul piano sportivo che sul lato cittadino.
"Innanzitutto bisogna essere positivi e sapere che siamo entrati in un palcoscenico mondiale. Ho ricevuto messaggi di spezzini da tutto il mondo: Hong Kong, Argentina, tanta Europa. Spezia, inteso come comunità, non è più la città di un tempo, quella della mono-economia legata alla difesa e alle armi: siamo leader nel settore dei megayacht e prima del Covid avevamo numeri turistici davvero significativi. Quando Lsct smetterà di parlare e libererà le aree della Calata Paita, potremo finalmente veder nascere la stazione marittima. Sappiamo che è un lavoro lungo e che il coronavirus ha rallentato la nostra scalata: l'anno scorso abbiamo accolto 1,5 milioni di turistici e guardando i numeri di gennaio e febbraio 2020 eravamo lanciati verso nuovi record. Poi è arrivato il lockdown".

A proposito di coronavirus, la città ha gioito festeggiando in lungo e in largo. Si parla di 30mila persone ma il dato è forse approssimato per difetto, che hanno invaso le direttrici principali cittadine. Al netto della soddisfazione c'è però l'aspetto riguardante i distanziamenti e le situazioni di assembramento. Lei cosa risponde?
"Abbiamo dato le mascherine a tutti, io stesso non me la sono mai tolta, almeno per quel che concerne quelle che sono le leggi in vigore. Abbiamo previsto un percorso obbligato, chiedendo aiuto alla Protezione civile. Mi pare sia stato fatto tutto il possibile e mi sembra ci sia stato un eccesso di caccia al lupo. La situazione coronavirus d'altro canto racconta una situazione che in Liguria non presenta rianimazioni e i nuovi positivi arrivano dall'estero. Non è un dramma superato, dobbiamo stare allerta e ben comportarci: ecco perché non sono stato al corteo, nè sul pullman dei giocatori. La responsabilità personale deve essere alla base, ma è impensabile contenere quel tipo di gioia. Qui come a Reggio Emilia, e nelle settimane precedenti a Napoli o Carrara..."

Si parla di una nuova festa in città alla presenza di Gabriele Volpi.
"Sarebbe molto bello, bisognerà rispettare le distanze e i numeri imposti dalla legge ma sarebbe stupendo e anche giusto stare tutti insieme".

Parliamo della prossima stagione e degli impegni del Comune per accompagnare lo Spezia in un'elettrizzante ma anche difficilissima impresa. Quella di mantenere la categoria.
"Aspettiamo che si completi l'iter per l'iscrizione e poi vediamo di metterci all'opera. Nel frattempo siamo impegnati in una serie di progetti di crescita della città: dal miglio blu al Parco delle Mura, dal waterfront a Fincantieri senza dimenticare la presenza della Marina militare, il porto mercantile e la piccola nautica che nascerà alla casermette. Dipende in buona parte da noi e sotto questo punto di vista ho avuto rassicurazioni da parte della Regione Liguria di appoggio e partecipazione anche alla causa Spezia".

Che, tradotto, significa velocizzare il più possibile i lavori all'Alberto Picco e far tornare a casa la squadra quanto prima. Quanto tempo servirà, sindaco?
"Dai 60 ai 90 giorni. Questi lavori non si poteva fare prima di oggi, serviranno ad ottenere la deroga per la stagione che partirà a settembre e nel frattempo abbiamo chiesto uno studio di fattibilità per l'adeguamento dell'impianto alla massima serie. Siamo aperti a tutto, anche agli investimenti dei privati anche perché il Picco è nell'elenco dei beni dismissibili da anni e ad un prezzo interessante. Uno stadio da usare anche oltre il calcio, penso ad esempio ai concerti quando si potrà tornare alla normalità: mi dicono che Spezia sia una piazza molto richiesta perché a metà strada tra Genova e Pisa, con un suo bacino d'utenza. D'altro canto negli Stati Uniti ci sono palazzetti multi-uso che si finanziano praticamente da soli. E poi naturalmente conto sullo Spezia Calcio e sulla sua proprietà".

C'è anche una questione di viabilità. Da diversi anni dalla Costa dei pirati si fa notare che quando lo Spezia gioca in casa la Napoleonica diventa ancor più ingestibile di quanto non lo sia normalmente. Pensiamo, per fare un esempio, ad uno Spezia-Inter al Picco nel mese di maggio, coi turisti e non solo loro che vogliono raggiungere Porto Venere. E' improcrastinabile trovare un accordo con la Marina Militare.
"La Difesa ha una visione strategica che va oltre il locale ma con l'ammiraglio Lazio ho già parlato più volte fin da gennaio: quello che chiederò è che come per lo stadio si pensi ad un progetto di viabilità e sicurezza. Da domani con i tecnici ci metteremo in contatto con loro per predisporre le situazioni che si erano già abbozzate in passato".

By-pass interno alla base militare con entrata e uscita a porta principale e terminazione a porta di ponente, per saltare l'area stadio. Contestualmente all'interno del perimetro militare individuazione di una o due aree parcheggio da utilizzare, come la strada interna, solo in occasione delle partite. Sarà una cosa del genere?
"E' indubbiamente un' opzione accreditata ma prima voglio parlare con la Marina Militare, per correttezza e ospitalità visto che quella è casa loro. Con questa soluzione il controviale di Viale Fieschi sarà ad uso esclusivo dei pulmini-regia delle tv sino a porta ospedale".

Quanto la serie A potrà far girare il nome di Spezia anche per finalità turistiche?
"Spero e penso tanto. Abbiamo costituito la dmo, speriamo di proseguire nel piano di coinvolgimento di tutte le realtà interessate secondo un progetto comune, unendo tutte le vocazioni della provincia intorno al comune capoluogo".

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