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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 13.07

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"Gilardino integro, tornare al Picco sarà un'emozione"

Lo spezzino Maurizio Cantarelli è il preparatore atletico del Lecce che torna in B e ha seguito "Gila" in estate. "Quattro anni allo Spezia mi hanno fatto crescere. Il mio compito? Cucire il carico di lavoro su misura per ogni atleta".

UNO SPEZZINO IN SALENTO
"Gilardino integro, tornare al Picco sarà un'emozione"

La Spezia - Spezzino di Costa di Murlo, preparatore atletico laureato in scienze motorie con specialistica in tecnica dello sport, abilitazione a Coverciano, patentino Uefa B da allenatore. Il calcio è il mondo di Maurizio Cantarelli, dal prossimo anno avversario dello Spezia con il neopromosso Lecce. La vita professionale lo ha portato nel tacco della Penisola, lui che ha iniziato con gli allievi nazionali aquilotti dieci anni fa con Sergio Battistini come mister prima del salto in prima squadra ai tempi della serie D e poi da Marco Rossi a Fulvio D'Adderio fino ad Alessandro Pane.
Al Genoa conosce Fabio Liverani che affiancherà anche in serie A, poi ancora collaboratore di Gian Piero Gasperini, e nella serie C inglese al Leyton Orient. Un'amicizia fraterna con Alberto Gilardino di cui è stato preparatore personale sia al Pescara che quest'estate, prima del suo approdo in maglia bianca. In Salento ha ritrovato Liverani e un campionato vittorioso che riporta una nobile decaduta in cadetteria. "E' stato un campionato importante da parte di tutti gli elementi della nostra rosa: 22 risultati utili consecutivi, la chiave è stata mantenere mantenuto un passo costante. Il lieve calo nel finale non ha inficiato tutto il lavoro fatto fino a quel punto e comunque abbiamo avuto immediatamente una pronta ripresa".

L'ennesima stagione al fianco di mister Liverani, un sodalizio che funziona quindi. Com'è lavorare in team con lui?
"Ci conosciamo dal 2012, ossia dalle giovanili del Genoa, e posso dire che c'è grande intesa e sintonia fra di noi. E' una crescita continua stare al suo fianco. Lui, per il giocatore che è stato e le piazze che ha vissuto, il calcio lo mastica con una qualità veramente importante. Fare parte del suo staff per me, oltre ad essere una soddisfazione, è motivo di crescita continua."

Una delle ultime formazioni ad arrendersi è stato il Trapani dello spezzino Bastoni e dell'ex aquilotto Evacuo. Come li hai visti?
"Ho potuto vederli in campo solo al ritorno essendo noi subentrati alla quinta giornata e con la gara di andata già disputata. Evacuo è un'attaccante per cui il curriculum parla da solo. Anche quest'anno alle soglie dei 36 anni è arrivato in doppia cifra risultando determinante per la sua squadra, anche contro di noi si è visto il peso specifico che avuto. Bastoni, che ho allenato anche nei giovanissimi dello Spezia, è un ragazzo di prospettiva che sta crescendo molto. A Trapani si è ritagliato uno spazio importante in una squadra forte. Penso avrà modo di continuare la sua carriera in categorie più importanti essendo un giocatore di ottima prospettiva".

In tema di spezzinità, è pronto ad affrontare lo Spezia da avversario in serie B la prossima stagione?
"Da spezzino, ed ex, sicuramente sarà una gran bella emozione. Lo Spezia è una società in cui, a livello professionale, sono cresciuto molto lavorando per quattro anni. Sono grato loro per l'opportunità che mi hanno dato. Spero saranno due belle partite di sport per due piazze importanti che si confrontano".

Come vive uno sprugolino nel passionale Salento?
"Lecce è una piazza che vive la propria passione calcistica in ogni angolo della città e della provincia. Non esistono altre squadre se non la squadra salentina che identifica il loro popolo e la loro gente. Il "Via del Mare" in questa stagione aveva 7mila abbonati con una media di 10mila spettatori a partita, ma nei big match ha fatto registrare picchi massimi di oltre 20mila persone. Il pubblico merita sicuramente altre categorie rispetto a quelle vissute negli ultimi anni."

Prima di essere ingaggiato dal Lecce ha seguito la preparazione personale di Gilardino quando ancora era svincolato. Ci credeva in un suo ritorno in campo?
"Ho seguito Alberto nel periodo estivo fino al tesseramento con le Aquile ed ero straconvinto che potesse fare bene e far vedere tutto il suo valore. Fisicamente è ancora integro e nel momento in cui ha trovato un po' di continuità non ci ha masso molto a far vedere di che pasta è fatto. Non avevo dubbi che potesse regalare soddisfazioni ai tifosi aquilotti".

Ha seguito lo Spezia? Che stagione ha visto?
"Penso abbia fatto un campionato in linea con gli obiettivi di inizio stagione. Si poteva anche pensare ai play-off, ma le squadre davanti sono molti forti e agguerrite e la concorrenza viaggia quindi su ritmi elevati. Basta peccare un po' in continuità che poi rimani staccato e a quel punto è difficile riagganciare le squadre davanti."

Quanto conta nel calcio moderno la figura del preparatore atletico?
"Attualmente questa figura è un pochettino cambiata negli ultimi anni, non è più vista in modo distaccato come all'inizio. Adesso il preparatore atletico è parte integrante della metodologia dell'allenamento insieme all'aspetto tecnico-tattico, quindi la nostra figura professionale fa sì che si possa, come un sarto, cucire su misura l'abito su ogni singolo atleta. Si cerca di individualizzare il carico di allenamento e personalizzare l'aspetto condizionale per ottenere che nel momento in cui ogni calciatore viene chiamato in causa possa esaudire le richieste dell'allenatore. L'aspetto tecnico-tattico rimane quello determinante nella metodologia di allenamento del calcio".

A centinaia di chilometri di distanza a chi va la dedica per una stagione così intensa?
"Ai miei genitori Daniele, spezzino di Piazza Brin, e Alessandra, a mia moglie Chiara e a mio figlio Francesco!"

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