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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 23.30

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“Esultare da ex? Sempre, è rispetto per i tuoi tifosi”

Alessandro Ligi arriva allo Spezia con le idee chiare: dare una mano alla squadra, guadagnarsi il riscatto e magari fare anche qualche gol. “In tanti mi hanno parlato bene della Spezia, ho scelto a occhi chiusi”.

“Esultare da ex? Sempre, è rispetto per i tuoi tifosi”

La Spezia - “Non sono al cento per cento perché non gioco da ottobre, però mi sono allenato molto bene in questi mesi. Io ho dato disponibilità, poi chiaramente il mister mi valuta in allenamento e decide”. Alessandro Ligi c’è. E di voglia di esserci ne ha parecchia dopo essere rimasto ai margini del Carpi da ottobre in poi. Per lui lo Spezia ha pronto un ruolo al centro della difesa accanto a Claudio Terzi. “Giocare con lui aiuta molto, è uno che guida i compagni. Mi ha sempre impressionato giocarci contro e mi ha fatto impressione per come gioca palla al piede in questi due giorni di allenamento”.

Da titolare inamovibile a frequentatore della tribuna del “Cabassi”. Una situazione vissuta non senza difficoltà. “Credo sia stata una scelta più societaria che altro. Era un ambiente in cui mi ero trovato molto bene, così come con la squadra. Fa parte del nostro mestiere dover cambiare, mi dispiace per come sono andati questi sei mesi. Ma sono scelte legittime, che si possono non condividere ma che devi accettare. Si cambia quando le cose non vanno, sono molto contento di essere venuto qui. Grazie al direttore e al mister che hanno pensato a me. Sono contento anche della formula di prestito con diritto di riscatto perché mi spingerà a fare ancora di più: l’idea di dovermi confermare mi spinge a fare meglio”.

Dello Spezia è spesso stato avversario. “Della società mi avevano parlato tanti ragazzi che c’erano stati, quindi ho deciso a occhi chiusi. Cercherò di dare il mio contributo a un gruppo con giovani molto capaci e elementi più esperti. Il mio ruolo? A Cesena abbiamo cambiato spesso modulo passando a tre nel girone di ritorno. Con il Carpi lo stesso, facevamo il 4-4-2 di base ma è capitato spesso di giocare a tre”.
Con mister Marino una breve conoscenza in passato ai tempi di Vicenza. “Nell’ambiente è conosciuto per il modo in cui tenta di imporre il proprio gioco. Non si calcia mai via la palla con lui, si muove il pallone da destra a sinistra per trovare il varco giusto. Si fa tanto gioco a terra e tanto possesso pur avendo calciatori molto bravi nell’uno contro uno e molto veloci”. Infine una parola su una moda di tanti colleghi, che lui non applica. “Non condivido chi non esulta quando segna contro una propria ex squadra. Per me è una mancanza di rispetto verso i tifosi che hai in quel momento. Una volta che cambi casacca ti ci devi concentrare al cento per cento sul presente”.

A.BO.

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