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Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Marzo - ore 21.30

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“Due partite perse non intaccano le nostre certezze”

Marino si accolla la responsabilità di “non aver colto gli indizi di un calo nell’approccio” ma rimane fiducioso. “Il Livorno è in un buon momento, ma noi possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

"Da cruz è recuperato, de col in dubbio"
“Due partite perse non intaccano le nostre certezze”

La Spezia - Due sconfitte alle spalle, l’ultima particolarmente dolorosa visto come è maturata. Due reti negli ultimi minuti di partita, dopo aver raddrizzato una partita che era iniziata in salita, hanno lasciato l’amaro in bocca. Il match contro il Livorno e tutto il suo portato di attese che derivano dal campanile arriva dunque in un momento particolare della stagione per gli aquilotti. “Eravamo schierati e con una respinta ci siamo fatti scavalcare sugli esterni. Ci sono stati degli errori se prendi due gol in sei minuti. Tolto l’eurogol di Coulibaly, sull’altro potevamo fare qualcosa in più”, dice Pasquale Marino alla vigilia.

Quale sensazioni vi ha lasciato la sconfitta di Carpi?
“Nel primo tempo si è giocato a ritmi bassi e questo certamente non è quello che vogliamo noi all’avvio di gara. Per tre mesi di fila abbiamo fatto ben diversamente, mettendo subito in chiaro cosa volvevamo fare in partita. Non ho percepito in settimana quello che poteva accadere, non c’erano segnali in allenamento di un esito del genere. Potevo fare qualcosa in più. Non lo dico per difendere i miei ragazzi perché in campo reagiscono sempre però quell’inizio è stato determinante ai fini del risultato. Contro il Verona è stata una cosa diversa. Se avessimo fatto un primo tempo come abbiamo fatto il secondo, credo che il risultato sarebbe stato difficile”.

Lo Spezia ha fallito nei momenti in cui poteva chiuderla.
“Sul 2-2 c’è stata l’occasione di Crimi, anche prima potevamo chiuderla. Chiaramente quando perdi si giudica tutto in maniera diversa, sia nei singoli che come prestazione globale. Si esagera nelle critiche, ma i ragazzi hanno dimostrato grande maturità. Siamo i primi giudici di noi stessi ed è chiaro che ci sono stati aspetti negativi in questa partita”.

Due sconfitte di fila non erano mai capitate in campionato
“Sono due partite diverse. Il Verona ha un organico da serie A e comunque abbiamo fatto una buona partita, a tratti avendo il dominio del gioco. Dal punto di vista fisico abbiamo finito in crescendo in entrambi i casi visto che abbiamo recuperato anche a Carpi. Poi gli episodi ci hanno punito, ma nel secondo tempo ho visto intensità. Ci sta che qualche elemento abbia un calo in certi periodi, ma nessuno aveva dato sensazioni negative nella partita contro il Cittadella da questo punto di vista. Tutti hanno lavorato in maniera tranquilla, l’aspetto fisico non penso abbia inciso in queste due partite”.

Qualche elemento lascia l’infermeria?
“Da Cruz è recuperato, ha smaltito sia il dolo re al tendine che il virus che l’ha colpito. De Col va verificato, ma non so se è il caso di portarlo perché ha un problema a una caviglia da qualche tempo. Oggi è aggregato ma c’è da pensare se è il caso di lasciarlo tranquillo fino a Pescara e farlo arrivare meglio a una partita in cui potrebbe darci una grande mano”.

Tre gol da fuori area in due partite, da cosa dipende?
“C’è poco da fare, se contro il Verona quel pallone passa in mezzo a tante gambe... può capitare. Contro il Carpi un tiro improvviso dopo un contrasto vinto, l’ho rivisto mille volte non c’era niente da fare. Il calcio è fatto di episodi. Anche a noi contro la Cremonese è capitato di fare subito gol da fuori. Sul primo gol del Verona potevamo evitare che l’avversario arrivasse in quella posizione, ma poi c’è la bravura dell’avversario nello smarcarsi tra le linee”.

Il Livorno viene da un buon momento
“Squadra abbastanza aggressiva, che fa pressing alto. Gli attaccanti cercano i portatori di palla e hanno esterni che spingono molto. A parte Lecce, nelle ultime dieci non hanno mai perso. Sono in grande condizione, ma noi non siamo intaccati dalle ultime sconfitte. Siamo consapevoli della nostra forza, abbiamo dimostrato negli ultimi mesi il nostro valore. Un periodo che parla più delle ultime due partite. Dobbiamo mantenere le nostre certezze e esprimerci sul nostro livello. Niente ansie, che non aiutano una squadra come la nostra. Quando riusciamo a giocare palla a terra e fare i nostri movimenti riusciamo sempre a creare qualcosa. La sconfitta di Carpi va tramutata in un’esperienza positiva”.

Di scacciare le ansie parla anche alla squadra?
“Noi parliamo continuamente. Sappiamo che se acceleriamo siamo una squadra e se andiamo lenti siamo un’altra. Il nostro modo di andare avanti deve essere sempre lo stesso. Se siamo rinunciatari non ci esprimiamo, quando siamo propositivi non c’è un avversario che non siamo riusciti a mettere in difficoltà”.

Anche i toscani cercano punti salvezza, si aspetta una partita come la scorsa?
“Il Carpi gioca molto sulle seconde palle e sulle ripartenze, il Livorno palleggia meglio e ama partire da dietro con i tre difensori che si aprono e permettono agli esterni di alzarsi. Al di là della classifica, sono squadre diverse. Tutte cercano di fare punti in questo momento ovviamente. Siamo consci delle difficoltà che possiamo incontrare, ma io sostengo che tutto dipenda sempre da noi. Il nostro destino è nelle nostre mani”.

Lo Spezia segna come le migliori ma senza avere il giocatore da doppia cifra
“Noi riusciamo a segnare con più giocatori, hanno segnato in 14. Anche questo è un dato positivo. Non abbiamo il bomber, ma abbiamo un impianto di gioco che non dipende dal singolo. I movimenti ci permettono di arrivare alla conclusione con tante individualità. Nei miei anni da allenatore ho sempre fatto segnare molto i miei attaccanti. Io spero che in più di uno arrivino in doppia cifra. Possiamo fare meglio, anche in proporzione a quello che creiamo non sempre siamo cinici nel modo giusto. C’è sempre tempo per migliorare”.

Andrea Bonatti

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