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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 13.14

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“Da mio padre e da Milito ho capito l’amore per il lavoro”

Dedizione e sacrificio sono il mantra di Forte. “La squadra viene prima del singolo. Ho preso 3 chili da quando sono allo Spezia, ma di muscoli. Gilardino? Lo osservo ogni momento per imparare da lui”.

“Da mio padre e da Milito ho capito l’amore per il lavoro”

La Spezia - “Abbiamo fatto una grande partita contro un avversario molto difficile. C’è rammarico perché ci credevamo di poter portare a casa il risultato pieno, ma ora siamo già con la testa al Frosinone”. Non ha fatto rimpiangere l’assenza di Granoche, di cui ha ricalcato il grande lavoro a servizio della squadra. Francesco Forte potrebbe avere la chance di giocare titolare anche sabato contro il Frosinone, Gilardino permettendo. “Abbiamo la fortuna di giocare davanti al nostro pubblico che ci darà una spinta in più. Voglio mettere in difficoltà l’allenatore per avere più spazio possibile. Da attaccante penso che prima di tutto venga il bene della squadra, poi c’è la prestazione individuale”.

Mancava un po’ un risultato di quel tipo in trasferta.
“Ci tenevamo a metterci qualcosa in più, quella cattiveria che penso si sia vista. Dobbiamo conservare questa prestazione fuori casa e continuare la nostra striscia in casa. Personalmente non voglio valutarmi, voglio avere la fiducia dei compagni e del mister, l’importante è crescere partita dopo partita”.

Ha già esordito in serie A qualche tempo fa, conta ancora di tornarci?
“Chiaro che a 24 anni c’è l’ambizione di riuscirci, se non avessi questa ambizione potrei anche smettere. E’ la chiave per crescere sempre. Ho fatto esperienza e devo farne ancora, sempre mettendomi in gioco. L’ho sempre fatto e continuerò così, poi i giocatori e le squadre sono figlie dei risultati. Ci vuole umità e carattere per progredire“

La classifica rispecchia il valore dello Spezia secondo lei?
“In questo momento il nostro valore ce lo stiamo costruendo sul campo e dobbiamo ancora mostrare. La classifica è talmente corta che i veri valori non si riescono a capire. Non c’è una squadra che ammazza il campionato e non c’è una squadra che è condannata. E’ presto per guardare la classifica, basta una scintilla per fare un filotto di risultati e l’entusiasmo viene da sé”.

Cosa sta trasmettendo a voi attaccanti un elemento come Gilardino?
“Gilardino lo guardo dal primo momento che mette piede nello spogliatoio fino a quando esce: qualsiasi cosa fa, cerco di capire i suoi segreti. Ma lo stesso vale per Granoche e Marilungo, noi giovani dobbiamo avere l’umiltà di seguirli e capire come si fa a fare una carriera come quella che hanno fatto loro”.

Si dice che lei sia molto attento alla linea e alla forma fisica...
“Io ho preso 3 chili da quando sono qua, ma di muscoli. Abbiamo fatto un programma con il mister per mettere un po’ di massa, all’inizio ho avuto quei problemi alla caviglia che non mi permetteva di calciare. Ho saltato uno o due allenamenti al massimo. Io sono malato di campo, di colpi di testa, dei fondamentali. Voglio migliorare fino al giorno in cui non smetterò di giocare, mio padre mi ha sempre insegnato questo. Poi all’Inter, vedere Milito che si fermava due ore a calciare dopo aver vinto una Champions è stato un grande insegnamento. Se lo faceva lui, figurarsi io!”

Un gol contro il Perugia, l’anno scorso a Lucca invece segnava con grande frequenza.
“Anche io vorrei avere qualche gol in più. Ma serve anche la pazienza e non mi manca, vivo per il gol come potete immaginare ma penso sempre prima alla squadra. Sono a disposizione, pronto a sacrificarmi per i compagni”.

E’ vero che il mister manda a tutti un video sullo smartphone il giorno prima della partita?
“Ogni dettaglio è importante e può fare la differenza. Molte partite sono decise dagli episodi. A noi attaccanti arrivano input con le caratteristiche che hanno i difensori e il portiere, come si muovono. Sono aspetti che possono fare la differenza”.

Un’altra capolista vi aspetta sabato, altro impegno proibitivo.
“Hanno giocatori di qualità ma non partiamo battuti. Siamo lo Spezia e giochiamo in casa, il calcio si gioca in undici indipendentemente dai nomi”.

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