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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 22.15

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“Ciò che ti ha portato qui non va più abbandonato”

Italiano loda il gruppo ed esalta lo spirito della città. “Era questione di testa, non di gambe. Superare una prova così ti fa crescere a livello di autostima e consapevolezza. Ci siamo espressi ad altissimi livelli".

"i tifosi sono stati straordinari"
“Ciò che ti ha portato qui non va più abbandonato”

La Spezia - “L’impresa è stata enorme. Il primo pensiero è stato salutare i tifosi che sono stati straordinari prima e dopo. Ho dovuto arrampicarmi su quel cancello, perché sono piccolino... era un modo per ringraziarli. Anche noi come loro abbiamo un grande cuore e daremo tutto in queste finali”. Occhi sognanti quelli di Vincenzo Italiano. Ammette di non ricordare ciò che è successo quel pomeriggio prima della partita, nel tragitto tra l’hotel e il Picco. E’ un quadro astratto di forme e colori. L’arte terapia che ha curato le paure di uno Spezia a Verona era parso smarrirsi di fronte al grande appuntamento. “A livello mentale i ragazzi ieri gli ho visti davvero entusiasti - spiega in conferenza -. Sono felicissimi di quello che hanno fatto. Temevano il peggio e invece hanno superato questa prova in un modo che ti fa crescere in autostima e consapevolezza. Mi auguro questo spirito arrivi fino a Frosinone. Una squadra che è capace anche lei di grande rimonte e che sta bene a livello mentale. Ma sono fiducioso perché ho visto i ragazzi esprimersi ad altissimi livelli”.

In tre giorni due partite approcciate in una maniera completamente diversa. “Penso che i dieci minuti di Verona siano figli di un atteggiamento che inconsciamente, anche senza aver toccato questi tasti, ci abbia fatto pensare di poter gli altri in virtù della classifica. E così succede che subisci due gol, ti svegli e ricominci a fare quello che sai fare. La cosa più importante: ciò che ci ha portato fino qui, non va cambiato. In campo dobbiamo essere pronti a fare quello che facciamo in settimana, la posta in palio è altissima e serve la massima attenzione in ogni frangente. Mai superficiali, percepire il pericolo, stare attenti in entrambe le fasi. Devi essere pessimista, in un certo senso, sia quando attacchi che quando difendi”.
Non era certo una questione di gambe. Lo Spezia della rimonta in casa è apparsa forse la versione di sé stesso più brillante di tutto il periodo post lockdown. “Questa cosa mi fa piacere , perché sono il primo che dice che la testa conta più di tante altre cose. All’andata sembravamo più lenti, meno forti, meno attenti sui duelli, arrivavamo sempre in ritardo sulle seconde palle rispetto al Chievo. E dopo due giorni si è azzerato tutto. E allora la squadra va più veloce degli avversari, Non concede nulla, chiude nella sua metà campo un’avversaria che due giorni prima sembrava invincibile. Quando dicevo che conta più la testa, quella ne è una dimostrazione”. Condotti dai senatori. “Vedere Terzi così è stato entusiasmante, vedere un Vitale trasformato dall’importanza della gara, dalla responsabilità di essere uno dei più maturi”.

Una finale di prepara da sola. “Sì, sono partite che si preparano da sole a livello di motivazioni. Ma penso che l'allenatore possa tirare fuori una parole diversa da quello che uno magari si può dire a livello individuale. Il ritorno contro il Chievo l’abbiamo preparato dal punto di vista emotivo in maniera ottima. Poi sono convinto che ognuno, in base alle proprie motivazioni e ai propri obiettivi individuali di carriera, cercherà di essere perfetto. Sono convinto che lo stesso farà il nostro avversario. Dovremo proporre sotto l’aspetto della concentrazione quei due giorni che abbiamo vissuto prima del ritorno contro il Chievo”.

A.Bo

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