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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 08.26

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"Bovo in marcatura su Valdifiori e fu 3-0 a Sarri"

Cagni ricorda i suoi mesi in aquilotto: "La squadra più forte mai allenata, chissà dove saremmo potuti arrivare se l'avessi allenata dall'inizio. I giovani? Prima insegniamo loro il rispetto, dopo arriva il calcio".

LA VERSIONE DI GIGI
"Bovo in marcatura su Valdifiori e fu 3-0 a Sarri"

La Spezia - “Antenucci con me non voleva fare l'esterno, quando poi smettevo di chiederglielo ci andava da solo”. Questo è solo uno dei tanti aneddoti regalati ieri sera da Gigi Cagni durante l'incontro con l'AIAC provinciale. Svoltasi all'interno della sala polifunzionale Cappellazzi del Ferdeghini, sotto gentile concessione dello Spezia Calcio, alla “chiacchierata di calcio”, come così è stata definita dal tecnico bresciano, hanno partecipato oltre cinquanta tecnici della provincia. Tra i svariati temi trattati, anche alcuni episodi inerenti la sua esperienza nel Golfo dei poeti.

“Nel 2013 giunsi in corsa come terzo allenatore dopo il rocambolesco 0-6 subito in casa con il Novara – racconta Cagni – e non fu facile risollevare una squadra che, sulla carta, è stata una delle più forti che abbia mai allenato. Davvero forte. Chissà dove saremmo arrivati se l'avessi guidata dall'inizio dell'anno. Una partita che ricordo particolarmente? La vittoria per 3-0 contro l'Empoli di Sarri. Dopo 5 minuti di gioco mandai Bovo in marcatura a uomo su Valdifiori e la partita si mise in discesa. Non bisogna aver vergogna di utilizzare questo tipo di strategia, anzi", ricorda Cagni, 68 anni a giugno e da anni residente nel Tigullio, a poche decine di chilometri dalla Spezia.

"A fine stagione non fui confermato perchè forse ero troppo vecchio”. Poi una lunga pausa prima che il "suo" Brescia lo richiamasse l'anno scorso per centrare una salvezza quasi miracolosa. “Arrivai e il calendario mi mise davanti subito lo Spezia. Dopo un bruttissimo primo tempo, sotto 1-0, feci i complimenti ai miei ragazzi. Il diesse presente negli spogliatoi pensò di aver preso un pazzo, di avere avuto un abbaglio a ingaggiarmi. A fine partita però, ottenemmo un pareggio che ci fu addirittura stretto, e lì cambiò idea, pensando di aver fatto la scelta giusta. I fatti gli hanno poi dato ragione”. Infine, un commento sulle scuole giovanili, dove per Cagni per prima cosa va insegnato il rispetto, il comportamento, l'educazione e la disciplina. "Solo successivamente si può pensare di giocare a calcio". Una menzione particolare per l'Atalanta, elogiata a più riprese dall'allenatore bresciano.

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Gigi Cagni alla lavagna Archivio CDS


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