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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre - ore 21.43

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"Bello giocare per Italiano, in A devi curare i dettagli"

Il colombiano Agudelo per il tecnico è attaccante esterno. "Mi piace, posso provare l'uno contro uno e puntare la porta. La Fiorentina? Tenterò di mostrare quello che lì non sono riuscito ad esprimere".

sorrisi ed entusiasmo
"Bello giocare per Italiano, in A devi curare i dettagli"

La Spezia - Per ora la serie A in maglia Spezia è stato un assaggio. Titolare alla prima contro il Sassuolo, ha ritrovato il campo a San Siro a risultato ormai compromesso ma con l’intenzione di mettersi in mostra agli occhi del suo allenatore. Che ruolo farà da grande è ancora da capire ma il colombiano Kevin Agudelo ha l’ambizione di sfondare e rimanere ai massimi livelli, sapendo che la chance in riva al Golfo è tutta da cogliere perché nel moderno football nessuno ti aspetta. D’altro canto a ventidue anni le potenzialità, che peraltro si sono intraviste, devono esplodere veramente. Per il centrocampista di Puerto Caicedo insomma è ora di fare sul serio: “Qui mi trovo bene, ho trovato ragazzi di qualità, dal più vecchio al più giovane. Il mister mi piace, ha un pensiero di gioco che mi piace e penso che dobbiamo lavorare tutti per giocare come lui vuole. Sono felice per questo, fa un lavoro molto buono. La Fiorentina? È una partita come le altre, ma cercherò di dimostrare quello che non sono riuscito a far vedere là. A livello generale dovremo affrontarla con la testa giusta perché dobbiamo fare un po' di più dimostrando qualcosa. Dobbiamo migliorare nelle due fasi, sarà difficile ma spero di stare al cento per cento”.

Fra il passato, il presente e il futuro, Agudelo guarda a sé stesso ma anche al contesto: “Sono felice dell’apprezzamento di Amrabat, alla Fiorentina ho fatto poco minutaggio forse perché l’anno scorso l’allenatore voleva un altro tipo di giocatore. Sono qui per far vedere le mie doti e per aiutare questa squadra a mantenere la categoria”. La questione della posizione è da chiarire: “Attaccante esterno è il ruolo che ricopro qui allo Spezia, mi piace perché posso fare l’uno contro uno e provare a fare gol”. Come è nata la possibilità di venire a giocare in serie A: “E’ arrivata questa opportunità di venire in Italia al Genoa, il mio procuratore ha lavorato su questo: ovviamente quando mi hanno chiesto cosa pensavo, ho detto subito sì. Un modello? A 12-13 anni guardavo il Barcellona di Ronaldinho, poi è arrivato Messi ma quella è un’altra storia. Se devo dire un nome di un grande dico Iniesta, ma ci sono anche bravi giocatori colombiani che stanno facendo molto bene nei loro club e in nazionale”. Come si fa ad essere competitivi in questa difficilissima categoria: “In serie A sono i dettagli a fare la differenza, bisogna migliorare nelle cose piccole, come abbiamo visto anche a Milano dove avevamo fatto una prima parte di grande applicazione. Manca ancora qualcosa in campo, magari si fanno movimenti, finte e serve tempo perché le cose avvengano più naturalmente”.

Fa.Lug.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Kevin Agudelo


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