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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 22.15

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“Anno di costruzione, focus sul territorio senza dimenticare talenti da fuori”

Giovanni Invernizzi prende in mano il settore giovanile dello Spezia. “Invidiavo queste strutture da avversario. Bonacina la persona giusta per la primavera. A Beppe Vecchio l’U17”

qui ferdeghini
“Anno di costruzione, focus sul territorio senza dimenticare talenti da fuori”

La Spezia - “Ringrazio la proprietà, il presidente e tutta la società per l’opportunità che mi ha dato. E’ una scelta importantissima per me a livello professionale, ho sempre visto dal di fuori allo Spezia in generale, e nello specifico al settore giovanile, con grande ammirazione e con un pizzico di invidia per le strutture e l’attenzione messa negli anni addietro. Sono veramente felice di essere qui”. Giovanni Invernizzi prende in mano il Ferdeghini-Intels, i suoi quattro campi ed i suoi trecento ragazzi. Con un compito di lungo respiro, quello che di rimettere in moto la cinghia di trasmissione tra settore giovanile e prima squadra in un club che ha toccato l’apice della propria storia con quattro ragazzi della primavera in rosa.
“Negli ultimi anni ho seguito da esterno lo Spezia, ho stima e conoscenza delle persone che hanno lavorato prima di me. Il calcio, anche a livello giovanile, è cambiato molto in virtù della divisione del campionato primavera. Che è diventato più elaborato e competitivo. C’è l'intenzione di provare a impostare un qualcosa che porti frutti. Ci vorrà tempo, per costruire le prime squadre ci vuole qualche mese mentre per il settore giovanile ci vogliono anni”.
Una delle prime direttrici di lavoro sarà il focus sul territorio. “Fondamentale potenziare l’attenzione su un territorio che è ricco, qui sono venute a pescare società che stanno a cento chilometri e passa. Sei vicino a zone in cui i giocatori nascono sempre, storicamente. Però devi anche avere un’attenzione a chi viene da fuori, che possono essere le ciliegine sulla torta. Questo è un discorso che non si deve azzerare completamente, bisogna essere chirurgici nel portare talenti da fuori”.

Il frutto di questo lavoro non si può pretendere già nei prossimi mesi. “Parlando con il presidente, abbiamo deciso che sarà un anno in cui impostare gli anni successivi. Vogliamo innanzitutto portare le nostre idee, il nostro modo di concepire la crescita dei ragazzi Siamo in grave ritardo con l’inizio delle attività delle squadre. Il 23 c’è già la prima partita di Coppa Italia con il Torino. Faremo la preparazione nei prossimi 40 giorni usando la Coppa Italia ed il campionato al posto delle amichevoli classiche. A gennaio mi auguro avremo importato la nostra filosofia”. Ancora una volta non sarà un’annata normale. “Il Covid crea un problema di responsabilità verso i ragazzi e le famiglie. Ci potrebbero essere limitazioni per quanto riguarda i ragazzi al convitto. Stiamo valutando, dovremo essere tutti quanti veramente responsabili e rigorosi. Abbiamo a che fare con minori che poi vanno a casa e magari frequentano i nonni...”.

La Primavera affidata a Valter Bonacina. “Ci siamo incontrati negli ultimi anni, penso che sia la figura giusta per lavorare come terminale di crescita di un ragazzo all’interno di un settore giovanile. Nasce nella scuola Atalanta, che applica la stessa filosofia in cui sono nato io. Io penso ci siano due filosofia: chi arriva alla primavera deve avere la voglia di plasmare la crescita di un ragazzo come missione oppure può usare la primavera per spiccare il volo”. In merito al resto degli allenatori. “Non è mia abitudine arrivare in un posto e portare solo le mie conoscenze. La cosa più intelligente da fare è cercare di capire chi è già all’interno. Ci conosceremo e continueremo assieme. Ci sono dei valori che conoscevo già da quando ero responsabile della Sampdoria e che erano evidenti avendo visto il valore delle squadre spezzine in campo”.
E così l’under 17 andrà a Beppe Vecchio: “Una figura capace e competente. Se parliamo di valorizzare le risorse interne sarà la persona più qualificata, porterà il suo staff. All’under 16 porterò un allenatore che avevo alla Sampdoria, di cui ancora non faccio il nome. E poi cercheremo di valorizzare il patrimonio umano presente. E’ stato preziosissimo Paolo Rovani, che mi ha aiutato a capire tante cose. Una persona del territorio che è fondamentale per il nostro lavoro”. Non ci sarà obbligo di usare lo stesso modulo della prima squadra. “Ho incontrato brevemente mister Italiano e ci siamo dati appuntamento ai prossimi tempi per parlare con calma. Noi siamo a disposizione della prima squadra”.

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