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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Luglio - ore 21.50

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"Al sindaco consiglio uno stadio che sappia vivere oltre il match day"

L'architetto Gino Zavanella a Cds: "La copertura sulla Ferrovia? Non si possono sparare cifre, i costi possono essere ben diversi. Ma quel che importa è pensare se si vuole un progetto di prospettiva o un impianto nudo".

"Al sindaco consiglio uno stadio che sappia vivere oltre il match day"

La Spezia - "I costi di uno stadio come una di una sua singola parte possono essere diversissimi. Un solo seggiolino può costare 5 euro come 300. Quello che conta è avere un'idea chiara, un progetto magari da sviluppare in più anni ma che abbia una filosofia alla base perchè non si può più costruire come si faceva una volta". Parole e musica di Gino Zavanella, architetto torinese e guru della moderna impiantistica sportiva in un momento in cui in Italia si torna lentamente ad investire in questo tipo di opere. Alla vigilia di San Silvestro, Zavanella era al "Bentegodi" per Verona-Juventus dove ha incontrato i vertici della società scaligera per un aggiornamento sul progetto di costruzione del nuovo centro sportivo dell'Hellas a Forte Lugagnano. Ma il suo studio sta seguendo da vicino anche i lavori ai 30mila metri quadrati del grande Centro Polo, in vendita (30mila metri quadrati, nel fallimento della Viareggio Patrimonio) a David Lippi, figlio di Marcello, e Massimiliano Maddaloni, che di Lippi è il vice nell’avventura cinese, oltre che amico di lungo corso. Senza dimenticare l'ultimazione del centro sportivo del Bologna e del progetto preliminare relativo al restyling dello stadio "Dall'Ara". Zavanella, nel gennaio 2015, venne alla Spezia e visitò il "Picco" e i suoi locali, accompagnato dall'allora direttore generale Umberto Marino. Solo un sopralluogo preliminare che non portò poi a successivi approfondimenti, cosa che invece fu fatta a Rjieka dove la progettazione è andata avanti, salvo arenarsi sul più bello.

Architetto, che cosa è successo a Rjieka?
"Da quel che ho capito a Rjieka, il Comune non ha i soldi per le opere intorno allo stadio: urbanizzazione, viabilità, parcheggi. Ad oggi nella città croata c'è uno scheletro di fatto abbandonato, ma tecnicamente il progetto è ancora valido".

Un'idea progettuale, quella pensata per il Kantrida, che aveva sbalordito un po' tutti.
"Uno stadio deve sapere fare profitto, dare introiti, come succede a Torino con lo Stadium, ma con le ovvie dovute proporzioni. Proprio per questo uno stadio "nudo" è rischioso e si debbono pensare funzioni che vanno oltre il match-day, discusse nella fase preliminare".

C'è una filosofia alla base delle sue progettualità, lo ha ribadito tante volte.
"Ci deve essere e non deve impaurire. Partendo dal presupposto che si può fare tutto se si ha ben presente il progetto generale e il fine ultimo: evitare questo sarebbe un errore strategico".

Nell'intervista concessa a suo tempo a Cds (rileggilaqui), spiegò il perchè della visita allo stadio di Viale Fieschi.
"Il "Picco" è in una posizione importante e complicata. Con il direttore Marino si pensava ad una revisione generale, da sviluppare nel tempo. Al sindaco suggerirei di pensare bene all'obiettivo definitivo e se c'è compatibilità, non vedo perché gli interventi non possano essere fatti a stralci, lotto dopo lotto. Bisogna decidere però se e come usarlo: una volta alla settimana, tutti i giorni? Questo è fondamentale".

Si è tornato a parlare di copertura della curva Ferrovia. Il Comune ha ipotizzato una cifra da 2,5 milioni ma al tempo lo Spezia parlò di un costo di circa 600mila euro, quattro volte di meno.
"I costi possono essere diversissimi, dipende da tante cose. Se usi alluminio o zinco titanio si lievita del 30-40%, se ci sono trasparenze bisogna vedere se si usa il policarbonato o il vetro. Non si possono sparare delle cifre senza queste specifiche".

Lei però crede che uno stadio concepito ex novo possa generare guadagno e quindi rientro delle ingenti spese iniziali. Spesso quando si parla di impianti li si associa ai centri commerciali ma qui ne esiste già uno molto grande.
"Sono contro i centri commerciali e la sua considerazione è condivisibile. Ma sono sicuro che alla Spezia possono mancare dei servizi che un domani potrebbero nascere in un concetto di stadio moderno, vivo tutti i giorni. Palestre, un museo interattivo, un centro d'arte, possibilità ce ne sono. Ma alla base il Comune dovrebbe fare un intenso lavoro di ricerca, in collaborazione con le forze politiche ed economiche del territorio. Che ne penso? Che sono a disposizione, come lo ero stato l'altra volta".

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