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"A Firenze anni bellissimi, ma domenica mio fratello avrebbe tifato lo Spezia"

Alle Grazie nessuno ha mai dimenticato Massimiliano Fiondella, per due stagioni in Viola e scomparso nel 2009. Il ricordo della sorella Debora: "Pazzesco vederlo marcare Van Basten, Careca e Baggio. Ma questa era la sua città".

ciao fiò
"A Firenze anni bellissimi, ma domenica mio fratello avrebbe tifato lo Spezia"

La Spezia - Chissà cosa avrebbe raccontato dei suoi due anni in viola. E del suo vecchio compagno di squadra Giuseppe Iachini, oggi sulla panchina di casa del Franchi. Uno di quelli che dopo l'incidente era venuto a pagare tributo a Massimiliano Fiondella fino a casa sua, alle Grazie. E c'era tutta la difesa di Sebastiao Lazaroni: Carobbi, Faccenda, Pioli... e appunto Fiondella. Spezia-Fiorentina di domenica prossima sarebbe stata la sua partita e forse un po' di tutta la borgata, che tra il 1989 ed il 1991 passava i lunedì a commentare quello che aveva fatto Fiò sui campi della serie A. "Tutto il paese correva a comprare il giornale e leggere la pagina di sport. Un anno pazzesco. C'erano di quei campioni, senza nulla togliere a quelli di ora. Da un giorno all'altro ce lo siamo visti che affrontava Careca, Van Basten, Klinsmann, Baggio...", ricorda oggi la sorella minore Debora Fiondella.

Si ricorda bene di quando Massimiliano ricevette la chiamata che cambia la vita. "Per un certo periodo, circa un mese e mezzo, ero stata con lui a Firenze. Mi ero rotta il menisco e mi facevano fare fisioterapia con loro. Il primo anno, con Lazaroni, fu davvero bellissimo. Giocava sempre ed era emerso in maniera importante. Con Radice un po' meno, ma ogni allenatore ha i suoi prediletti a livello di affinità calcistica. Noi in famiglia eravamo già orgogliosi del fatto che avesse conquistato la serie B. Ai tempi il calcio era sentito a livello popolare più che sfruttato a livello mediatico. Bastava giocare in serie C per essere conosciutissimi. Immaginatevi la soddisfazione di sapere che avrebbe giocato in serie A. Ero una ragazzina allora, camminavo a due palmi da terra. L'unica femmina in mezzo a tre fratelli maschi, ma con lui vivevamo in simbiosi. Mi ha viziata in tutto per tutto, a maggior ragione quando è andato a Firenze".

Il ragazzo che ce l'aveva fatta non si era però montato la testa. "A Firenze viveva solo e qua tornava sempre. C'erano gli amici di una vita, quelli con cui usciva e faceva le vacanze. In campo era di quelli rognosi, verace. Diciamo che la carogna della provincia ce l'aveva tutta e oggi la rivedo in mio figlio. Ma fuori era un buono. Non ha mai fatto la vita del vip, non era nel suo carattere. C'era stato tanto astio quando era andato nella Lucchese, ma una volta passato in viola credo che tutta la città fosse orgogliosa che un suo figlio giocasse a quel livello. E domenica? Mio fratello avrebbe indubbiamente tifato lo Spezia. Con la Fiorentina nel cuore, perché sono stati anni stupendi. Ma questa era la sua città e questa era la sua terra".

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