Profumo di menta - La Casbah di Pontecorvo, un quartiere in pericolo
La Spezia - "Gillo’, il biondo’’, si aggirava per i vicoli della Casbah, "attento, indaffarato, dolce’’.
Cosi’ nel quartiere storico della citta’, in molto si ricordano di quel regista, italiano, "sempre con la battuta pronta’’ che per qualche mese ha portato "le sue strane macchine del Cinema’’ tra i vicoli e le scalette del cuore, ormai morente, di Algeri.
Alto e biondo, dicono, anche se proprio biondo non è. Gillo Pontecorvo ha avuto l’audacia di tuffarsi tra la gente del posto, poco tempo dopo la fine della guerra di liberazione algerina (1962), per girare la sua ‘Battaglia di Algeri’. Un film rimasto nel cuore degli algerini, forse il piu’ amato. Un film ‘’sull’Algeria e per l’Algeria’’ che alla prima occasione viene ritrasmesso sulla televisione di Stato e nelle poche sale cinematografiche del paese.
"La famosa scena dell’esplosione, quella in cui viene ucciso Ali Pointe’’, eroe della liberazione, ci racconta Hadja Khadija, ‘’e’ stata girata proprio a pochi passi da casa mia’’.
"Pensate, la mia casa e’ stata danneggiata in guerra, durante la vera terribile esplosione, e poi, di nuovo per le riprese. Aspetto ancora il risarcimento per i danni!’’, dice la donna con un sorriso.
La ‘Hadja’, la saggia, come vengono chiamati gli anziani, ha 85 anni e nella sua lunga vita non ha mai abbandonato la sua casa, immersa nella vecchia medina.
Sono poche le abitazioni che, come la sua preservano, il fascino intatto del quartiere, un gioiello dell’architettura araba e mediterranea.
Un sito, classificato patrimonio mondiale dell'Unesco nel 1992, che rischia di scomparire in pochi anni.
Delle 1.700 case bianche di terra e pietra costruite tra il X e il XVII secolo, oggi ne restano meno di 1.000, di cui il 46% in condizioni disastrose, il 36% in uno stato medio e un 13% che necessita lievi interventi di manutenzione. Un bilancio allarmante, denuncia la Fondazione Casbah, l'ong che dal 1991 si batte per la salvaguardia di uno dei più
preziosi esempi di architettura araba del Mediterraneo.
Diversi programmi di restauro sono stati lanciati negli anni. Ultimo, quello annunciato nel 2008 dalla wilaya di Algeri, con un finaziamento di circa 3 milioni di euro.
Ma in molti restano scettici. Fondi, progetti, esperti si susseguono da oltre un decennio. Troppo annunci e pochissimi i risultati. Ad oggi, soltanto una strada principale e’ stata rimessa a nuovo, ad uso e consumo delle delegazioni straniere.
Abbarbicata su una delle colline che si affacciano sulla baia della città bianca, la Casbah è vittima di sovrappopolamento, inerzia e umidità. Ma anche dei colonizzatori francesi che ne rasero al suolo alcune parti per realizzare vie piu’ ampie e facilmente controllabili, e in seguito dalle esplosioni della guerra d’indipendenza, prima, e negli ‘anni 90 della guerra civile. Il quartiere, fatto di vicoli e scalette, e’ un vero labirinto che divenne un rifugio prediletto sia degli ‘insorti’ per la lotta all’indipendenza da Parigi che dei gruppi islamici armati. Come se non bastasse, nel 2003, un violento terromoto ha colpito il nord dell’Algeria
arrecando nuovi danni anche alla Casbah.
C’e’ il rischio che del quartiere di Gillo’, restino soltanto le immagini, per quanto magiche, del suo film.
Venerdì 1 ottobre 2010 alle 15:01:07
LAURA DE SANTI
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