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Zingaretti: "Votare Sansa come presidente per non regalare la Regione alla destra"

Il segretario del Partito democratico invita gli elettori di centrosinistra esterni alla coalizione con Pd e M5S ad esprimere il cosiddetto "voto utile".

"Il Covid non si nega, si combatte"

La Spezia - "Penso che la sfida in Liguria sia per avere l'opportunità per vivere meglio, e di non vivere peggio. La posta in gioco quando si vota per il presidente è questo". Ha esordito così il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, nell'incontro con i giornalisti che lo hanno atteso all'ingresso del campetto Fratoni, al Limone, dove ha salutato i simpatizzanti e si è intrattenuto per la presentazione dei candidati per le prossime regionali. Ad accorglielo di fronte alla platea collocata a doverosa distanza è stato il commissario provinciale del Pd, Daniele Borioli. Seduti intorno a Zingaretti, oltre a Francesca Castagna, Fabrizia Pecunia, Ilario Agata e Davide Natale, c'erano anche il candidato di Articolo uno, Pier Aldo Canessa, il sindaco di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, e l'europarlamentare Brando Benifei.

Prima di concedersi ai circa 200 rappresentanti del popolo di Via Lunigiana, però, Zingaretti si è intrattenuto alcuni minuti con la stampa.
"Ricordo che ancora oggi la Commissione europea ha congfermato la vera novità degli ultimi quarant'anni: stanno arrivando 300 miliardi di euro da spendere per infrastrutture, lavoro, sanità, produzione, aziende, scuola... quindi ci sarà una competizione e credo che questo sia il grande merito del centrosinistra. Arriviamo alla vigilia di queste elezioni con la destra che sostanzialmente non ha proposta di governo - ha proseguito il segretario Dem - perché se fosse stato per loro l'Europa bisognava distruggerla, perché inutile. Per fortuna non gli abbiamo dato retta, abbiamo vinto e ora c'è una grande opportunità. Dico Sansa per un semplice motivo: perché è meglio. E' meglio per garantire ai liguri la possibilità di intercettare l'innovazione, le risorse, la possibilità di lavoro che ora è diventata una cosa concreta. Non sono promesse, sono fatti che abbiamo conquistato. E' questa la vera posta in gioco quando si vota per le regionali".

Riguardo alle questioni sanitarie Zingaretti ha criticato la linea "aperturista" di Toti e ha indirettamente stigmatizzato l'aver concesso la possibilità di fare assembramenti, ben conscio di essere nella provincia che più di ogni altra sta registrando l'arrivo della temuta seconda ondata.
"Penso che l'Italia ha evitato che il dramma del Covid diventasse una tragedia grazie al governo italiano, che ha avuto il coraggio, per primo tra quelli delle democrazie occidentali, di prendere delle misure dure, draconiane, contestate purtroppo spesso da tantissimi esponenti del centrodestra. Su quelle misure la destra europea ironizzava, come quella inglese, sostenendo che gli italiani si chiudessero in casa perché non volevano lavorare. Invece avevamo ragione noi: il rigore significa tornare alla vita. Chi vuole tornare alla vita non gioca facendo il furbetto con le mascherine oppure dicendo che è finito tutto, come abbiamo visto. Chi vuole tornare alla vita combatte per sconfiggere il Covid. Perché il coronavirus non si nega, si combatte. E bastano poche regole semplici: mascherine, distanza di sicurezza igiene delle mani e degli ambienti. E in tante occasioni evitare situazioni che possono essere pericolose. Non credo abbia fatto bene a nessuno sottovalutare il contesto o concedere durante il mese di agosto di dire tante cose che si sono rivelate stupidaggini. Bisogna solo combattere uniti e prepararci a costruire una nuova sanità, possibile grazie al fatto che il centrosinistra ha conquistato in Europa le risorse per farlo. Come non mai oggi la vittoria di una opzione coincide con la possibilità di vivere meglio e di avere più speranza".

Zingaretti giunge a sostenere il Pd e il centrosinistra ligure a 5 anni dalla Caporetto che innescò la crisi del Pd renziano, cristallizzò le differenze interne alle correnti e mise in luce le potenzialità del centrodestra unito.
"In tutta Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia, in 1.170 Comuni e in tutte le Regioni c'è un solo partito del centrosinistra che si presenta ovunque con alleanze competitive. Il Pd è l'unica, vera certezzza per chiunque voglia fermare la vittoria delle destre, ovunque. E questa - ha commentato il leader del Pd - è una grande conquista che non ci ha regalato nessuno. Rispetto tutti, tutti i partiti, ma a qualche ora dal voto dico che chiunque può rimanere della sua idea, ma chi vuole fermare le destra ha una sola possibilità in Italia: votare quei candidati e quelle candidate delle alleanze competitive del Pd. E in Liguria vuol dire votare Sansa come candidato presidente, anche per chi non è d'accordo con Sansa ma non vuole regalare la Regione a Salvini e Meloni. Perché è inutile testimoniare una posizione e poi portarla alla sconfitta. Ci sarà sempre più possibilità di affermare quella posizione se vince Sansa. Sono convinto che ci sia un popolo di elettori in grado di unirsi anche se i vertici dei partiti non hanno avuto la forza di farlo, anche se io penso che questo sia addirittura qualcosa di buonsenso prima che una posizione politica".

Infine Zingaretti ha risposto a chi ha ricordato l'importanza delle infrastrutture per un territorio impervio e fragile come la Liguria.
"Sono amministratore da 12 anni, ricordo tutte le Leggi finanziarie: in ognuna c'erano tagli e riduzioni. Grazie a noi, perché la destra è stata sempre contraria a ricevere una mano dall'Ue, avremo 210 miliardi di Recovery fund. Ora dobvbiamo essere bravi a preparare i programmi, ma sia chiaro che se fosse stata la destra italiana a governare i rapporti con l'Europa in questi 300 giorni oggi noi avremmo zero in fatto di aiuti. I nazionalisti teorizzano che si sta meglio da soli: il Covid ha spazzato via queste stupidaggini. Ora è chiaro a tutti che per l'Italia non c'è futuro, se non in una Europa diversa. Chiedo agli elettori di non fare scherzi. La testimonianza è importantissima in politica, ma quando si vota bisogna anche vincere, altrimenti i valori in cui si crede vengono umiliati dalle destre che vincono alle urne. E non perché hanno più voti, ma perché noi siamo divisi. E questo credo sia un errore molto grave".

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