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Waterfront, i comunisti con Federici: "Proposta Comune meglio di quella Ap"

Il partito del vice sindaco Cristiano Ruggia vuole che Calata Paita diventi la naturale prosecuzione di Passeggiata Morin.

La Spezia - Il Partito comunista d'Italia della Spezia concorda pienamente con quanto portato avanti dal vice sindaco della Spezia Cristiano Ruggia su Calata Piata che, secondo il Pdci spezzino, "deve diventare la naturale prosecuzione della passeggiata Morin. Dobbiamo conquistare quell’affaccio al mare libero da ogni cosa e che permetta di avere finalmente coronato il sogno di avere un vero e proprio affaccio importante sul mare della città. Il molo crociere impedirebbe questa opportunità. Infatti la stazione crocieristica sopra il molo con la relativa strada di accesso per gli automezzi, non sfuggirà a nessuno, trincerebbe in due la calata Paita. Inoltre la proposta dell'Ap stravolgerebbe inutilmente un elemento identitario fortissimo come Molo Italia". Il partito, che oltre al vice di Federici esprime anche il consigliere di maggioranza Pierluigi "Gipo" Sommovigo, respinge l'opposizione tra un "Forcieri per il fare e per le crociere" e un'amministrazione comunale che vuole "ostacolare lavori e crociere". Assicurano dal Pdci: "Non è così: la proposta del Comune è più rapida di almeno tre anni. Senza pensare alle approvazioni infatti per la proposta del Comune basterebbe una conferenza di servizi mentre per quella dell’Ap necessiterebbe del passaggio al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, della Valutazione ambientale strategica o addirittura una variante al Prp. Quindi la proposta comunale è pronta a rispondere all’esigenza di dare una soluzione definitiva agli accosti delle crociere. Infatti esistono già gli accosti e la costruzione della stazione crocieristica alla calata Malaspina è baricentrica rispetto ad accogliere tre navi e a un funzionamento migliore del traffico. La soluzione del Comune rispecchia una virata politico-urbanistica importante che è partita nel 2011 impedendo nuove costruzioni in collina ed è passata attraverso un percorso di partecipazione del Puc che ha sancito tramite i cittadini una richiesta di riduzione dei nuovi volumi da costruire con una riduzione del consumo del suolo e quindi è naturale anche nel fronte a mare una riduzione dei volumi che dei riempimenti a mare. Quindi, coerenza politica nel limitare interventi impattanti con l’ambiente e il paesaggio e frutto di partecipazione popolare. Il nuovo molo crociere non è coerente con il fronte a mare che vorremo: più spazi pubblici, una grandissima piazza aperta a tutti sul mare, giardini come prosecuzione di quelli sulla Morin, nessuna residenza, via i grattacieli, apertura verso funzioni che rendano fruibile questo grande spazio riconquistato sul mare durante tutte le ore della giornata". Il punto sui costi: "Sarebbero circa 45 milioni di euro che servirebbero a costruire ai privati sul molo crociere la stazione crocieristica. Noi diciamo che quei soldi debbono ovviamente rimanere in porto e utilizzarli per interventi sulla passeggiata a mare e immediata elettrificazione delle banchine. Bisogna ricordare quanto sia importante il turismo in città, 400 affittacamere sono la testimonianza di questa importante nuovo filone dell’ economia spezzina e la soluzioni dell’amministrazione comunale sono migliori e più rapide per consolidare e rafforzare i flussi crocieristici e un waterfront come volano di attrazione per turisti e soprattutto luogo da vivere per tutti i cittadini e non per ultimo per importanza fornire in tempi più brevi possibilità occupazionali. Per questo abbiamo espresso contrarietà ad un tipo di intervento irreversibile, capace solo di pregiudicare possibilità future. Una politica più attenta ai temi della collettività, più spazi pubblici, nessuna speculazione edilizia con residenze, soluzione ambientalmente migliore senza ulteriori riempimenti e la necessità che chi ne ha le possibilità, come l'Ap, investa realmente per lo sviluppo economico e il miglioramento ambientale del nostro territorio".

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