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Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Marzo - ore 22.14

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Waterfront, Forcieri incontra i consiglieri comunali del Pd

Dopo il confronto con l'amministrazione comunale il gruppo consiliare ha ascoltato la versione del presidente dell'Autorità portuale sul tema che ha riaperto la frattura tra i due enti.

INIZIANO I TENTATIVI DI RICUCITURA

La Spezia - L'elezione del nuovo capogruppo è passata in secondo piano, almeno per oggi. La decisione su quale sarà il nome del successore della dimissionaria Tiziana Cattani verrà presa nei prossimi giorni, con il nome di Luca Erba in vantaggio su quello di Paolo Carro. Oggi il tema dominante è stato lo scontro sul futuro di Calata Paita e del Molo Italia, o meglio la volontà di capire le ragioni che hanno portato alla ennesima spaccatura tra il sindaco Massimo Federici e il presidente dell'Autorità portuale, Lorenzo Forcieri.
I consiglieri del gruppo Pd hanno ascoltato e interrogato Forcieri per tre ore, questo pomeriggio, così come avevano fatto alcuni giorni fa di fronte a Federici e ai rappresentanti della giunta.
Se l'amministrazione comunale aveva manifestato preoccupazione per la realizzazione del pennello perpendicolare a Calata Paita (il nodo che ha scatenato tutto il polverone) non avendo certezze sulla durata a lungo termine dei flussi crocieristici, questo pomeriggio il presidente dell'Authority ha sostenuto invece le ragioni per cui ritiene indispensabile infrastrutturare il primo bacino.

Dopo aver ribadito la sorpresa per l'inversione di rotta messa in atto dal Comune e dalla Provincia nell'ultimo Comitato portuale del 2015, Forcieri ha sostenuto che la realizzazione del nuovo molo e della stazione crocieristica sia invece indispensabile per consolidare i flussi di navi da crociera per molti anni ed evitare che le compagnie decidano di lasciare il golfo. L'investimento sarebbe infatti per l'80 per cento sostenuto dagli stessi armatori. Quindi ha ribadito che solo con il pennello Calata Paita sarebbe davvero restituita alla città, non dovendovi prevedere l'area sterile, quella zona alla quale possono accedere solamente passeggeri e operatori.
Forcieri ha inoltre fatto notare come ad oggi nel Piano regolatore portuale sia previsto (quindi senza la necessità di alcun passaggio approvativo da parte del Comune e della Provincia) un molo all'altezza di Largo Fiorillo, un monoblocco altamente impattante con tombamento di una vasta area. Diverso, ha spiegato il presidente, il discorso per quel che riguarda il nuovo molo di cui si discute da settimane, che andrebbe invece sospeso su una serie di pali e andrebbe ad incidere in maniera inferiore rispetto all'opera che oggi si trova sulle carte.
Per questa seconda tipologia di molo l'Authority prevede, rispetto al Prp, lo spostamento verso Calata Malaspina ed è quindi necessario che il Consiglio superiore dei lavori pubblici valuti se si tratta di un adeguamento funzionale oppure di una variante al Piano regolatore: nel primo caso si potrebbe andare al bando di gara nel giro di pochi mesi, nell'altro si dovrebbe ricominciare da capo, con la nuova approvazione dell'intero impianto progettuale da parte della Regione e del ministero (e nel frattempo gli armatori potrebbero aver puntato le prue verso altri lidi). Ancora differente la terza ipotesi, quella proposta dal Comune, che vorrebbe lasciare tutto così come è prevedendo il doppio approdo sul Molo Garibaldi allungato (con finger o dolphin) e l'eventuale terzo su Calata Paita. Questa eventualità consentirebbe semplicemente di rinunciare alla realizzazione di un lotto del Prp, senza bisogno di alcuna approvazione.

Dopo il polverone degli ultimi giorni dell'anno oggi i temi sono gli sviluppi del mercato, le tempistiche di realizzazione e l'utilizzo degli spazi. Di questo si discuterà nella prossima riunione del gruppo Pd.

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