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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Gennaio - ore 12.02

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Vittoria del No, tre lezioni per Spezia

Vittoria del No, tre lezioni per Spezia

La Spezia - La vittoria del No parla anche alla nostra città. Innanzitutto perché segna la sconfitta di un progetto politico in atto da tempo, che vuole riorganizzare le istituzioni e la società sulla base della centralizzazione decisionista, presentata come efficienza semplificatrice. Questa ideologia è egemone da anni anche a Spezia: la partecipazione non c’è più o, se c’è, è superficiale, mira cioè a informare e a consultare. La strada indicata dal voto è quella della Costituzione, delle scelte condivise attraverso processi che coinvolgano in modo incisivo tutti i cittadini, perché solo con la partecipazione si possono prendere buone decisioni. Se c’è una questione centrale nel programma di cambiamento della città è proprio questa, perché affronta il problema di fondo: la mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
A Spezia le istituzioni locali praticano il decisionismo ma a loro volta lo subiscono rispetto alla centralizzazione statalista, come dimostra la vicenda della nomina del Presidente dell’Autorità Portuale. Degna persona: ma imposta dal Governo, che ha messo sotto controllo la catena di comando dei porti, senza alcun ruolo dei Comuni e dei territori. Certamente serve la programmazione nazionale, ma con troppo centralismo non si va da nessuna parte.
La vittoria del No ha sconfitto anche le politiche che hanno generato povertà, disoccupazione, diseguaglianze. Basti vedere il trionfo del No nei quartieri popolari, anche a Spezia. L’altra questione centrale è quindi quella della “città giusta”: revisione del welfare e reddito di cittadinanza.
La vittoria del No, infine, è quella della cultura costituzionale che mette l’etica al centro della politica: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Dopo la tempesta giudiziaria in porto la classe politica ha scelto un assordante silenzio, rimettendosi al ruolo della magistratura, che è diventata l’unico “tribunale della politica”. Ma in questo modo la politica azzera per se stessa i vincoli di moralità e di responsabilità che devono esserle propri. La politica rinascerà, anche a Spezia, quando ritroverà l’etica.

Giorgio Pagano
Presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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