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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Aprile - ore 22.50

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Vittime dell'amianto, sì alla targa. No al monumento (per ora)

La mozione di Caratozzolo viene respinta dal centrodestra che propone a sua volta la realizzazione di una targa nei pressi del monumento alle vittime del lavoro.

Caratozzolo caustico: "Vogliamo fare un adesivo?"
Vittime dell'amianto, sì alla targa. No al monumento (per ora)

La Spezia - Il consiglio comunale si spacca sul tema del ricordo delle vittime dell'amianto. Quasi tutti i consiglieri intervenuti nel corso della discussione che si è svolta ieri sera in merito alla mozione presentata da Massimo Caratozzolo hanno dichiarato di aver avuto familiari o amici colpiti dal mesotelioma pleurico, ma tra maggioranza e opposizione non c'è stata l'intesa sulle modalità con le quali rendere omaggio ai caduti per la terribile malattia, per la quale La Spezia "vanta" il primato di incidenza a livello mondiale. Un dato legato all'utilizzo intensivo in ambito militare e alla presenza di numerosi cantieri di demolizione nel dopo guerra.

"Parliamo di un monumento a chi è morto per lavoro nella cantieristica militare e civile", ha esordito Caratozzolo, capogruppo di Per la nostra città, perorando la causa dell'installazione del monumento proposto anni or sono da Afea, l'Associazione famiglie esposti amianto. "Collocare quest'opera (vedi foto) è segno di rispetto, di monito e del riconoscimento di un problema. Un monumento non per forza deve essere bello, ammesso che qualcuno possa decidere la bellezza di un'opera che mira a ricordare un problema. A ottobre 2016 quest'aula approvò una mozione all'unanimità in questo senso. Poi le commissioni tecniche hanno bocciato la proposta dell'associazione, ritenendola non consona dal punto di vista artistico. L'amministrazione sostiene poi che già c'è un monumento alle vittime del lavoro. Afea si è detta disposta a rivedere l'opera, ma non si capisce quale sia il problema reale. Questo monumento dà fastidio a qualcuno? Qualche ente si sente urtato? L'amministrazione deve essere indipendente, non può sottostare al volere della Marina o dell'Inail", ha detto con fermezza respingendo la proposta di una targa al posto del monumento, avanzata da un ordine del giorno presentato dalla maggioranza (Caratozzolo escluso, ovviamente).

Luigi Liguori, esponente della lista Spezia bella forte e unita, ha preso la parola ricordando di essere figlio di un ufficiale di Marina, vittima del dovere. "Bisogna dare un senso ai valori nella vita comune. Non si può negare o ritardare un simbolo come questo", ha sostenuto.
"Afea è un'associazione che si è fatta apprezzare per serietà e dedizione nel condurre questa battaglia in campo militare ma non solo - ha aggiunto Massimo Lombardi, di Spezia bene comune -. Per troppo tempo tutte le amministrazioni, da sinistra a destra, sono state troppo negligenti su questo tema. Facciamo in modo che le vittime del dovere, persone morte per la patria, abbiano questo riconoscimento".
Stessa linea di pensiero per Roberto Centi, consigliere di Leali a Spezia: "Ogni spezzino ha avuto parenti o amici colpiti dalle malattie causate dall'asbesto. In commissione ho già detto che non avevo da dubitare sulla valutazione dei tecnici comunali, ma ricordo anche che l'artista era disposto a modificare l'opera proposta. Auspico che si trovi un luogo bene visibile in cui collocare il monumento, se il fronte mare deve rimare così, e se proprio sarà necessario che si lavori per realizzare un'altra opera".

"Non si parlò di un altro monumento - ha replicato Maria Grazia Frijia, consigliera di Fratelli d'Italia - e anzi Afea annunciò che stava valutando di collocarlo in un altro Comune. L'associazione ricevette una promessa da parte della vecchia amministrazione, che non rispettò l'impegno preso. Forse allora la pratica non venne gestita con la dovuta trasparenza, perché l'iter che deve seguire un'opera del genere è chiaro e non si possono non tenere in considerazione le decisioni della commissione tecnica. In questa fase bene farebbe l'amministrazione ad accogliere in parte l'appello collocando intanto una targa. Poi vedremo in futuro, magari con un nuovo iter, condiviso".
Luigi De Luca, di Spezia vince con Peracchini, si è rammaricato per la tripla bocciatura degli esperti di Palazzo civico e ha spinto per l'installazione di una targa, tesi respinta da Federica Pecunia, capogruppo Pd: "Se un monumento non va bene, si può cercare collettivamente una soluzione diversa ma della stessa tipologia. Anche perché siamo tutti d'accordo sulla gravità del problema. Inoltre riuscire a dare una risposta concreta ad Afea sarebbe anche un merito per questa amministrazione".
"Proponiamo la targa per arrivare alla soluzione di un problema che dura da anni. Inoltre - ha risposto Fabio Cenerini, capogruppo della lista Toti - Forza Italia - parliamo di vittime del del lavoro ed è giusto collocare una tarda nei pressi del monumento che è già presente. Poi potremo tornare sopra all'argomento in un secondo tempo".

"La Spezia si è fatta conoscere da Afea come una città insensibile, che non cerca una soluzione reale. Una città dove i tecnici decidono e non c'è volontà politica, che rispecchia il volere della gente. Questo è uno spregio alle vittime. Nascondersi dietro i nomi dei tecnici Erario, Ratti, Roncone e Vaccarone è un evidente segnale di assenza di volontà politica, quella espressa nel 2016 da questo consiglio. La maggioranza - ha dichiarato ancora Caratozzolo - bocci pure la mozione e approvi il suo ordine del giorno. Poniamo fine a questo carosello una volta per tutte. Forse - ha concluso caustico - vogliamo fare un adesivo per ricordare le vittime dell'amianto?"
Frijia ha ricordato le regole e il rispetto che si deve loro, definendo anche "ingenua" e "troppo impattante" la proposta dell'associazione, mentre Centi ha insistito per trovare l'intesa su un nuovo monumento, bollando come "palliativo" l'ipotesi della targa.
Il socialista Paolo Manfredini ha tentato in extremis di convincere la maggioranza a votare la mozione, facendo notare come nel dispositivo non si parlasse di quel monumento, ma di dare soddisfazione alle legittime richieste dell'associazione.
Nulla da fare, per Cenerini "non è la dimensione del monumento o della targa a fare più grande il senso del ricordo. Realizziamo almeno la targa - ha chiosato - poi vedremo, riparliamone in commissione".

Ed è proprio questa la prospettiva che rimane in piedi, visto che, per la delusione dei membri di Afea presenti tra il pubblico, l'aula ha approvato l'ordine del giorno sulla targa (centrodestra favorevole, minoranza, Guerri e Caratozzolo contrari) e bocciato con posizioni esattamente speculari la mozione sul monumento.

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