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Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Agosto - ore 18.07

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Verso il no alla variante, il nuovo ospedale è ormai una chimera

Le indiscrezioni riportate dal Secolo XIX fanno tremare le vene e i polsi degli spezzini. La Regione dichiara la "volontà assoluta di procedere alla costruzione" della struttura, mentre l'opposizione consiliare chiede un confronto pubblico immediato.

Dopo oltre due anni e mezzo di attesa

La Spezia - L'attesa per il pronunciamento di Ire rispetto alla proposta di variante sulle fondamenta del nuovo ospedale del Felettino sembra essere conclusa. Nel peggiore dei modi possibili. L'agenzia regionale, scelta come responsabile del procedimento - nonostante l'appalto sia di fatto un affare di Asl 5 -, avrebbe infatti ormai deciso e comunicato a Pessina costruzioni, ai vertici della Regione e al sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, la decisione di bocciare la variante intorno alla quale da anni ruotano inutili fiumi di parole nelle sedi amministrative, tecniche e politiche. E' infatti del dicembre 2016 la prima ipotesi di variante avanzata da Pessina. L'appalto per il nuovo ospedale spezzino è nato male ed è stato gestito peggio. L'impressione che si ha è che i cambi di colore al governo della Regione e del Comune della Spezia abbiano portato a impiegare le energie più per difendere l'onorabilità delle rispettive parti politiche, piuttosto che per affrontare la fotografia della realtà. Un quadro all'interno del quale ha giocato un ruolo decisivo anche Pessina costruzioni, sino a qualche mese fa uno dei fiori all'occhiello dell'edilizia nazionale, finita improvvisamente in crisi e dunque in concordato fallimentare.

La notizia della bocciatura della variante, anticipata questa mattina da Guido Fillippi per Il Secolo XIX, se confermata potrebbe portare verso la rescissione del contratto, visto che Pessina reputa da tempo imprescindibile la modifica al progetto (da lei stessa redatto) per quel che riguarda le fondamenta, ma anche a causa dei contenziosi già in essere con Asl, della situazione finanziaria della ditta precaria, della necessità di presentare una nuova fideiussione... Dopo aver assistito alla posa di diverse prime pietre, oggi il rischio più concreto, incredibilmente, è che si debba assistere alla posa della pietra tombale sull'attuale appalto. Dopo decenni di attesa e di convivenza con una sanità che opera in condizioni pietose gli spezzini meritavano certamente un altro epilogo.
Ora scatterà il non meglio precisato piano B? Si spalancheranno le porte di nuovi contenziosi? Si dovrà iniziare ad abituare lo sguardo alla collina del Felettino sbancata e lasciata in abbandono? Che fine faranno i finanziamenti ottenuti con tanta fatica?

Una risposta, per quanto parziale, arriva da una nota con la quale la Regione tenta di rassicurare gli animi.
Via Fieschi, infatti, "conferma la volontà assoluta di procedere alla costruzione del nuovo ospedale del capoluogo e di avere a tal fine già destinato tutte le risorse utili a coprire qualsiasi ipotesi possa scaturire dagli approfondimenti tecnico-amministrativi in corso.
Regione Liguria - si legge - sta ancora valutando tutti gli aspetti del contratto che, firmato al termine della scorsa legislatura, ha affidato a Pessina costruzioni la realizzazione del nosocomio. Un contratto, nei fatti, dai presupposti assai fragili dal momento che solo il 10% delle opere sono state al momento realizzate dall’Azienda, al netto di ogni considerazione sulle varianti in corso di analisi. L’azienda scelta, unica partecipante alla gara di appalto, oggi si trova inoltre in concordato fallimentare e non risulta aver rinnovato le necessarie garanzie per la pubblica amministrazione. Si tratta di una situazione oggettivamente difficile, frutto di un appalto spericolato nelle coperture finanziarie, basato su un progetto, ancorché elaborato dagli appaltatori stessi, ritenuto da questi sbagliato. Nonostante tutto ciò, Regione Liguria ha assicurato al sindaco della Spezia di ritenere strategica la realizzazione dell’ospedale, che proseguirà quale che sia la sorte del contratto di appalto attualmente in vigore".

"Un moderno e funzionante ospedale al servizio di tutta la provincia. 175 milioni di euro di risorse pubbliche per la più grande opera pubblica del nostro territorio. Tutto questo in mano ad una classe politica totalmente incapace ed irresponsabile." Così Guido Melley e Roberto Centi, LeAli a Spezia, Federica Pecunia, Italia Viva, Luca Erba, Dina Nobili, Marco Raffaelli, Pd, Lorenzo Forcieri, Avanti Insieme, Paolo Manfredini, Partito Socialista, Luigi Liguori, Spezia bella, forte ed unita, Massimo Lombardi, Spezia Bene Comune, Massimo Baldino Caratozzolo, Per la nostra città, che continuano: "Tutto in mano alla Regione del governatore Toti che quattro anni fa ha inaugurato in pompa magna il cantiere ed ha avocato a Genova, in capo alla società regionale Ire spa, la completa direzione del progetto. Quello stesso Toti sparito di scena assieme all’assessora leghista Viale. I due non si sono mai assunti alcuna responsabilità politica sullo stallo del cantiere; non hanno mai revocato l’appalto all’impresa Pessina e da ultimo si negano addirittura al confronto istituzionale con il nostro Consiglio Comunale."
Continuano ancora gli esponenti di centro sinistra: "Dopo mesi e mesi in cui ci siamo battuti per fare chiarezza, chiedendo al sindaco Peracchini di “agire” e non di giocare di rimessa, registriamo una disfatta totale: appalto inchiodato, l’impresa Pessina in concordato preventivo, varianti progettuali tenute per mesi in istruttoria e poi sonoramente bocciate da Ire spa (il cui amministratore unico Pozzo ha nel tempo rifiutato ogni invito a presentarsi in commissione consiliare), fondi e risorse finanziarie per il nostro nuovo ospedale a rischio di essere dirottate altrove. Noi non ci stiamo a questo gioco al massacro. Chiederemo un’immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario, saremo presenti alle iniziative del mondo sindacale e di quello associativo a partire dalla Assemblea pubblica del prossimo 8 ottobre, promuoveremo insieme a tutte le forze politiche e sociali una grande mobilitazione di piazza per far sì che la nostra città abbia un nuovo, funzionale e moderno ospedale".

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