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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 17.43

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Unione comunale Pd, stasera in scena il ménage à trois alla spezzina

Tutti ostentano sicurezza, nessuno è veramente sicuro dell'affidabilità delle promesse ricevute. Tra accordi veri o temuti l'atmosfera è sempre più calda.

Unione comunale Pd, stasera in scena il ménage à trois alla spezzina

La Spezia - Primarie sì, primarie no. Primarie fantasma. In un tessuto politico da "Terra dei cachi", il Pd spezzino che guarda alle amministrative si arrovella sul tema cruciale della scelta del candidato. Un aspetto sul quale, però, peserà molto l'appuntamento dell'elezione del segretario dell'Unione comunale di questa sera. L'interrogativo è quale sarà il numero che uscirà sulla ruota della Spezia. Il 58 è il numero fatidico cui punteranno Luca Mastrosimone e Federico Barli, i due candidati che si contenderanno la palma della vittoria e che la otterranno solamente ottenendo la metà più uno dei voti.
Gli orlandiani, che puntano tutto sull'ex assessore provinciale, prevedono una conta all'ultima preferenza e pronosticano un possibile, sostanziale, pareggio, che potrebbe essere l'anticamera di un rinvio dell'elezione del segretario comunale e l'avvio di una nuova riflessione, per evitare un organismo guidato da una maggioranza troppo risicata.
Dall'altro lato della cortina, paitiani e benifeiani si dicono sicuri di un netto 65 a 49 a favore del segretario del circolo di Pegazzano, il giovane Mastrosimone, proposto dall'ala dem e ormai certo dell'appoggio dei renziani.
Solo stasera si vedrà quale sarà l'effetto della contromossa dei seguaci del ministro, ovvero la scelta di virare da Fabrizio Andreotti a Barli per ricompattare il fronte anti paitiano visto al congresso e in tutti gli ultimi appuntamenti elettorali.
Tutti ostentano sicurezza, nessuno è veramente sicuro dell'affidabilità delle promesse ricevute. Il Pd spezzino cronicamente diviso tra l'ala che fa riferimento a Raffaella Paita e quella che si identifica in Andrea Orlando ha sempre dimostrato grosse difficoltà nel mantenere in equilibrio il rapporto a due. Ora che di fatto è nato un ménage à trois con l'emergere dei giovani rampanti che stanno sotto il mantello dell'europarlamentare Brando Benifei le cose si sono complicate a dismisura. La componente più recente è quella numericamente più debole, tanto nell'Unione comunale quanto negli organismi di Via Lunigiana e in generale in provincia, ma è quella più dinamica, disinvolta. Dopo aver scelto di puntare su Lorenzo Forcieri come candidato per le amministrative hanno consumato la rottura con gli orlandiani mettendo sul piatto Mastrosimone e hanno trovato sponda nei paitiani, con i quali condividono anche la volontà di svolgere le primarie, dove Forcieri se le dovrebbe vedere con Corrado Mori e con quello che sarà il candidato orlandiano. Ma questo è solo uno degli scenari possibili, perché ai piani alti Paita e Orlando potrebbero anche decidere di convergere su un nome civico, come vorrebbe il ministro, creando una piattaforma che avrebbe un appeal maggiore anche su una parte della sinistra locale, come Possibile, Sel e Sinistra italiana, a patto che il nome non sia evidentemente frutto di accordi di apparato. Partiti che, invece, assicurano di non entrare in un perimetro politico rappresentato da un candidato del Partito democratico. Un'eventualità che i paitiani spezzini farebbero fatica a digerire, tanto quelli che sostengono Mori, quanto quelli che, sotto sotto, non disdegnerebbero Forcieri. Figura ingombrante di cui consigliera regionale e Guardasigilli farebbero volentieri a meno alla guida del capoluogo.

Nel rimpallo delle accuse, gli orlandiani mettono in evidenza le contraddizioni della "strana coppia"composta da paitiani-benifeiani (a voi la scelta su chi sia Jack Lemmon e chi Walter Matthau), in particolare in ottica referendum costituzionale. Buona parte dei dem, infatti, si riconoscono in Bersani e Speranza, che ieri hanno ufficializzato il loro no alla riforma che sarà votata il 4 dicembre. Su una questione dai pesanti risvolti politici, quindi, ci sono due anime contrapposte a sostegno di Mastrosimone. E la critica scivola facilmente nel mettere lo schieramento davanti alle questioni di merito. Pronta la difesa dei benifeiani che parlano di una incongruenza emersa nelle ultime 24 ore, legata prevalentemente all'Italicum e alla direzione che si sta svolgendo in queste ore (in cui Renzi sembra aver aperto a modifiche alla legge elettorale, non un passo indietro sulla riforma costituzionale).

Tutto questo, e molto altro frullerà nelle teste dei delegati che voteranno questa sera tra le 22 e le 24. A tenere calda l'atmosfera ci sono stati negli ultimi giorni i ping pong sulla figura del neo presidente di Promostudi, Giuseppe Bono, tra l'assessore alla Cultura, Luca Basile, e il sindaco Massimo Federici. Una querelle di toni decisamente aspri che si è ovviamente consumata sui giornali, perché i panni sporchi nel Pd spezzino si lavano in piazza e si stendono in famiglia.

Tra politicanti, presunti maestri di dialettica e più semplicemente persone che in ogni dichiarazione non fanno che tirar acqua al proprio mulino, l'obbiettivo di breve termine è creare le condizioni per collocarsi nei posizionamenti delle correnti. La città resta sullo sfondo.

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