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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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Una tesi di laurea e un sogno: "Un Picco nuovo si può: ecco come"

Diego Angelotti, candidato consigliere, ha una serie di idee su come rinnovare lo stadio cittadino.

Una tesi di laurea e un sogno: `Un Picco nuovo si può: ecco come`

La Spezia - "La nuova disciplina legislativa in tema di costruzione e recupero degli impianti sportivi" è stato il titolo della sua tesi di laurea in giurisprudenza. Una competenza che Diego Angelotti, 28enne candidato a sostegno di Paolo Manfredini con la lista "giacobina" e fondatore del gruppo Facebook Il nuovo stadio dello Spezia. Un "Alberto Picco" rinnovato è chiaramente uno dei punti su cui vorrebbe incentrare la propria opera a Palazzo Civico. "La pagina nacque per dare visibilità a una serie di idee riguardanti il glorioso impianto di viale Fieschi. Partimmo con il sogno del tutto e subito, sognavamo un progetto Gregotti completato e da semplici cittadini incominciammo inaspettatamente una serie di incontri con il sindaco Federici e con i vertici dello Spezia Calcio. Tutti ci ascoltarono e appoggiarono ma, da stime grossolane, sarebbero serviti circa 14 milioni di euro per innalzare gli altri due settori da progetto e creare una nuova copertura del tutto, dando una rinfrescata generale".
"I rendering del bravissimo amico cagliaritano Italo Raffaelli che in quel periodo avevano fatto sognare tutti gli sportivi si scontrarono con la dura realtà economica, di un ente pubblico con altre più urgenti priorità e di una squadra di calcio che si sarebbe trovata in difficoltà ad investire in un bene non proprio. Iniziò così una seconda fase facilitata dalla conoscenza dell'appassionatissimo architetto Andrea Bianchi, spezzino trapiantato a Firenze, insieme decidemmo di cambiare strategia: piccole migliorie graduali e low cost, poca spesa e tanta resa. Questa volta con un partner fisso ricominciai una infinita serie di sopralluoghi e riunioni con interlocutori interessati, principalmente l'assessore Mori da una parte e Micheli per lo Spezia dall'altra. Le nostre idee vennero integrate con le migliori tra quelle raccolte dai migliaia di utenti che frequentano abitualmente la nostra pagina Facebook", dice Angelotti.

"Nel giro di un paio di anni siamo riusciti a raggiungere importanti risultati. Il primo è stato la rimozione di rete e pali che ostruivano la visuale della curva Ferrovia, una grande battaglia di civiltà vinta dal popolo spezzino, convincendo anche i più dubbiosi. Il secondo enorme traguardo è stato la demolizione della casa del colonnello, nostro cavallo di battaglia da sempre. L'area è stata sistemata anche secondo le nostre indicazioni ed è stato possibile raddoppiare il numero dei tornelli per l'accesso sia in gradinata che in curva da 4 a 8.
Prima vi era un grave problema di sicurezza che perdurava da sempre, soprattutto nell'eventualità di un deflusso rapido per una situazione di pericolo. Da circa 10 anni proprio per questo motivo la capienza della curva era stata ridotta e ogni volta adesso anche in caso di sold out gli spicchi laterali restano tristemente vuoti, la nuova amministrazione potrà e dovrà riportare la capienza originaria stante la nuova area esterna.
Questo quello già ottenuto ma a noi non basta. Il prossimo passo da mettere in atto già dalla prossima stagione dovrà essere quello dell'abbattimento di ogni barriera tra spalti e campo come è la regola in circa la metà degli stadi tra A e B. Il pubblico spezzino è pronto, la garanzia per tutti è il nuovo sistema di videosorveglianza in grado di leggere gli ingredienti scritti su una lattina in mano ad uno spettatore e riconoscere l'iride di persone a volto coperto, tutti sono consapevoli che qualsiasi atteggiamento sopra le righe sarebbe pagato personalmente. In primo luogo dobbiamo questo alle persone disabili che da almeno tre stagioni sportive sono state sfrattate dalla tribuna e sono costrette a “non vedere” la partita in gradinata, dietro ad un vetro sporco, con le panchine davanti e diverse persone tra tecnici ed addetti i lavori in piedi a coprire anche quel poco di visuale rimanente. Sappiamo che il problema si vorrebbe risolvere con un ascensore esterno per collocare i diversamente abili nel piano alto della gradinata, ma a nostro parere questa soluzione presenta diverse problematiche: i portatori di handicap a quella quota non hanno un bagno, ci sarebbe un evidente problema di sicurezza in caso di una evacuazione di massa con magari anche un black out ma, soprattutto, la visuale di quella zona per una persona costretta a stare seduta è compromessa, durante azioni salienti di gioco il pubblico delle ultime file tende ad alzarsi, la traversa su rigore di Granoche in Spezia Pisa una persona in carrozzina non la avrebbe mai purtroppo potuta vedere. Senza barriere la soluzione bordo campo sarebbe la più ovvia, come in Inghilterra le persone disabili sarebbero quelle con la migliore visuale vicino ai propri idoli. Togliere il fossato in curva, la grata in tribuna e gli alti vetri in gradinata sostituendoli con barriere da 1,1 metri aprirebbe anche altre grandi opportunità".

"Le panchine per ragioni di sicurezza si potrebbero spostare a ridosso della tribuna, magari collocando il tunnel degli spogliatoi al centro del settore e creando addirittura posti vip quasi in campo accanto alle panchine, a Milano e a Bergamo dove sono stati realizzati non restano mai invenduti nonostante l'alto prezzo. Ciò permetterebbe a catena l'allargamento di tre metri del terreno di gioco che passerebbe dall'infelice misura di 65 metri a 68, lo standard internazionale FIFA. Statistiche estere quantificano una perdita di 1 o 2 punti a stagione per una squadra come la nostra votata all'attacco per ogni metro perso nella larghezza del campo: con tre metri in meno parliamo di 3/6 punti a stagione potenziali, se qualcuno si vuole divertire potrebbe provare ad aggiungerli alle classifiche delle ultime stagioni e capire dove saremmo potuti essere. Senza barriere sarebbero vendibili anche le 5/6 file più basse della gradinata oggi desolatamente vuote anche nelle partite più importanti, diverrebbero anzi le più ambite. Con una spesa di poche decine di migliaia di euro potrebbero essere cambiati tutti i seggiolini della gradinata, magari tutti neri con alcuni bianchi a formare la scritta SPEZIA come era una volta in tribuna. Andrebbero collocati più comodi degli attuali, ad esempio quelli reclinabili hanno diversi vantaggi: non essendo calpestabili e non fermandocisi acqua o sporco hanno una vita della durata tripla rispetto a quelli rigidi. In più vengono fissati all'alzata e non alla seduta del gradone lasciando maggiore spazio per le gambe, oltre a chiudersi semplicemente alzandosi e quindi favorendo il passaggio di chi deve raggiungere un posto più lontano dalle scale rispetto al nostro. Si potrebbe dare una rinfrescata generale ai settori, bagni nuovi, punti ristoro più moderni, esterni da ridipingere e sistemare le varie coperture con il sogno (questo si) di un tetto per la Ferrovia".


"Chi paga? Innanzitutto la maggior parte di questi interventi non sono molto onerosi. Esistono comunque tre vie: Comune, Spezia Calcio o sponsor privato, tutti di certo appoggiandosi al Credito Sportivo, istituto che per progetti di questo genere concederebbe mutui a questi soggetti a tassi molto vantaggiosi. Il comune potrebbe investire nello stadio ma di questi tempi è un'ipotesi comunque remota. Lo Spezia Calcio potrebbe eseguire le migliorie a fronte di una concessione pluriennale dell'impianto, magari di 99 anni o ancora meglio acquistandolo al termine di un regolare bando come fatto recentemente dall'Atalanta. Ma ipotizzando la mancanza di volontà della società calcistica e del comune si può trovare un'altra via. Sempre oltremanica è frequente che i singoli settori oppure l'intero stadio possano essere ammodernati in cambio di una garanzia di diversi anni di pubblicità. Anche in Italia il Vicenza un paio di anni fa lo ha fatto: il suo sponsor tecnico Macron si è impegnato a ristrutturare la gradinata togliendo le barriere, impermeabilizzandola e collocando nuove sedute che per 8 anni formeranno la scritta bianca in campo rosso dello sponsor, alla scadenza del contratto basterà ricollocare i sedili per scrivere VICENZA. In alternativa si può dare anche solo il nome dello sponsor al settore, ad esempio “tribuna Contship” o “gradinata Carispezia”, riservando spazi pubblicitari in esclusiva, da una targhetta su ogni seggiolino a volantini e pannelli dedicati.
Tutto questo per dire che con le idee e tanta buona volontà le soluzioni si possono trovare per tutto. Quando mesi fa mi è stato chiesto di candidarmi per la lista “Giacobini, Laici e Socialisti – Spezia per Manfredini” ho subito accettato con piacere, consapevole che in un ruolo diverso da quello del semplice cittadino potrei fare di più per questo tema che mi appassiona e per il quale mi sono già battuto tanto. Ovviamente non è l'unica tematica della città, sono consapevole ne esistano altre ben più importanti. Ma stante la mia specializzazione anche soprattutto giuridica in questa materia non molto conosciuta penso potrei dare un contributo importante per rendere il vecchio Picco, lo stadio più anziano della Serie B, un fiore all'occhiello della Spezia sportiva, massimizzando le poche risorse disponibili per un risultato che sorprenderebbe".

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