Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Giugno - ore 18.04

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Un grido si alza da Melara: "L'Enel deve andare via, senza se e senza ma"

Nel corso dell'assemblea pubblica organizzata da Spezia bene comune e La Sinistra solo pareri contrari alla permamenza dell'azienda, anche se con un gruppo a gas.

Si prepara la mobilitazione

La Spezia - Le ultime mosse di Enel, che ha recentemente presentato una richiesta per installare alla Spezia un gruppo a turbogas (leggi qui) hanno immediatamente fatto drizzare le antenne agli spezzini che speravano in una dismissione totale dell'impianto di Vallegrande.
Lunedì 10 giugno si svolgerà un consiglio comunale straordinario sull'argomento e il gruppo consiliare Spezia bene comune e La Sinistra hanno chiamato a raccolta la popolazione con una assemblea pubblica che si è svolta nel pomeriggio a Melara.

Assente, per un imprevisto lavorativo, il capogruppo Massimo Lombardi, il dibattito è stato aperto da Veruschka Fedi, segretario provinciale di Rifondazione comunista.
"Il 2021 - ha ricordato - doveva essere l'anno della dismissione e dell'avvio del percorso per la riconversione dell'area. Invece c'è già un progetto per impiantare alla Spezia una centrale a turbogas, senza nessun coinvolgimento dei cittadini e delle forze politiche e produttive locali. Non siamo contro a tutto, come dicono alcuni, ma di certo vorremmo che si crei lavoro senza morte, senza che si vada a incidere sulla salute dei cittadini. Non vogliamo accettare questo pacchetto preconfezionato. Per questo vogliamo mobilitarci e farci sentire il 10 giugno".

"Ma non avevamo fatto un referendum?", ha chiesto retoricamente una donna tra il pubblico.
"Sì, ed era per la chiusura della centrale - ha risposto un giovane -. Oggi ritorniamo a chiedere che se ne vadano e che bonifichino l'area, nessuno aveva mai parlato di riconversione. In 57 anni abbiamo già pagato un prezzo altissimo".
"Abito da sempre in questa zona - ha dichiarato l'ex sindaco di Arcola Emiliana Orlandi - e ricordo solamente un susseguirsi di problemi. Poi nel 2016 Enel si presentò ai tavoli ai quali partecipavano tutti gli enti e i soggetti interessati dicendo che questa centrale non è più strategica e che verrà chiusa. Eravamo tutti d'accordo per la prospettiva che si presentava di fronte alla città dopo anni di disvalore. Come per la Brexit, si doveva solamente decidere la sequenza delle fasi di uscita. Non è un mistero che le questioni legate alle autorizzazioni ambientali non erano secondarie nella scelta di andare via. Ma ora le cose stanno diversamente e per quanto mi riguarda la chiusura deve essere il primo obiettivo, con forme che devono essere studiate e condivise. Peracchini non può dire di non essere stato informato, i sindaci sono i primi a essere interpellati. Non possiamo accettare questo voltafaccia".
Sulla stessa lunghezza d'onda l'ex consigliere comunale Edmondo Bucchioni: "Questa è l'ennesima presa in giro di Enel. Prima installò i due gruppi a gas, e non sono stati mai utilizzati. Ne chiesi il motivo all'allora direttore Moro ponendogli il tema dei costi e dei risparmi tra gas e carbone e mi confermò che il secondo fa risparmiare il 10/12 per cento. Ma questo risparmio lo paghiamo noi spezzini in termini di salute. Dobbiamo chiedere con forza la chiusura, dal 2020, senza aspettare un secondo in più, anche perché altrimenti andranno avanti col carbone per altri anni: Enel non è più credibile".

Poi hanno preso la parola alcuni cittadini. "Nel 1957 le camicie stese e i marmi erano bucati. E mi svegliavo tre volte a notte, maledicendo la centrale. Questa storia è andata anche troppo avanti. Dobbiamo opporci".
Un altro parere: "Ricordo bene che negli ultimi giorni della campagna elettorale per le amministrative del 2017 ci fu un dibattito tra i candidati invitati da Legambiente. Alla domanda sulle mosse per ottenere il riconoscimento del danno pregresso alla città Peracchini disse che non c'era bisogno di parlarne allora con l'innovazione ecologica che oggi è così veloce. A pensar male... forse qualcosa bolliva in pentola già allora".
"Abbiamo partecipato al tavolo del progetto Spezia 2020 - ha affermano
Giovanni Cortellezzi, di Legambiente Lerici - e il tema dell'area Enel era tra i principali. L'azienda era disponibile a dismettere la centrale spezzina nell'ambito di una campagna per la fine dell'energia da fonti fossili che riguardava ben 11 impianti in Italia. Poi è calato l'interesse delle controparti e oggi Enel fa il suo interesse, peraltro in modo legittimo. La giunta Federici non arrivò a finire il percorso, ma a quella attuale l'argomento non interessa proprio".
Commossa la testimonianza di Alberto Balderi: "Ricordo le proteste che facemmo negli anni Ottanta, insieme a Pino Malagamba. Le valvole ci svegliavano di notte, mia moglie ebbe un malore mentre stendeva. È ora di finirla. Piuttosto che lasciarli fare anche questa volta mi faccio arrestare".

"Mi vengono in mente i sindaci che hanno chiuso i cancelli, indetto referendum e si sono schierati contro un potere come quello di un gruppo importante come Enel. Oggi, invece - ha aggiunto l'ex consigliere comunale Iacopo Montefiori -, mi domando se non sia assurdo che il garante della salute pubblica non dice cosa pensa di questo argomento. Conosce gli atti meglio di chiunque altro: ci vuole dire una volta per tutte cosa intende fare? Vuole prendere una posizione? Abbia coraggio delle sue azioni e delle decisioni che deve prendere chi governa. Invece sembra che il futuro della centrale, come altri argomenti, nel momento in cui non viene trattato finisce per non esistere. Questo atteggiamento è da fermare con una grande mobilitazione il prossimo 10 giugno. E anche dalla Regione, che non ha un ruolo secondario in merito alla questione, non è arrivata nessuna risposta. Serve una azione coordinata di tutti i consigli comunali della provincia: non dimentichiamo che il picco dei fumi ricade sulla Val di Magra".
Per Legambiente La Spezia è intervenuto Fabio Giacomazzi: "Non siamo contro il lavoro, ma teniamo presente al contrario che un utilizzo differente dell'area creerebbe molta più occupazione. Dobbiamo dare prospettive diverse alle prossime generazioni di questa città ostaggio di armi, Nato, Enel, Panigaglia... possiamo farlo anche puntando sulle energie rinnovabili".

E' quindi venuto il turno di Marco Grondacci, ex assessore comunale all'Ambiente, giurista ambientale e punto di riferimento per il mondo dell'ambientalismo cittadino.
"Non dimentichiamo che l'energia è potere: grandi centrali significano tanto potere. Puntare su un modello diverso di piccola produzione da rinnovabili vorrebbe dire distribuire il potere. Detto questo vorrei far notare che il concetto per cui Enel fa male all'ambiente e alla salute non è la suggestione di qualcuno, ma il contento di una sentenza sull'inquinamento di aria e mare, con tanto di sanzione di miliardi di lire prevista. Quando ero assessore stavamo per fare causa civile all'azienda, ma poi mi dimisi per altri motivi e tutto venne dimenticato. Paradossalmente il referendum del '90 voleva portare la centrale verso la chiusura con i gruppi a gas, oggi lo stesso combustibile viene proposto per tenerla in funzione. Chi governa non può non ricordare o essere consapevole del passato di questa città. E invece Peracchini dice palle gigantesche: non è lui che ha fatto rinunciare Enel al carbone. Nel 2015, quando nemmeno immaginava che sarebbe diventato sindaco, venne presentato il progetto Futur-e, con un elenco di 23 centrali che si avviavano a chiusura, attraverso una metodologia peraltro condivisibile con analisi dei bisogni del territorio, proposta di scenari e ricerca degli investitori nella fase finale. E ora è cambiato tutto. A Montalto di Castro Enel chiude una centrale a gas e qua la vuole aprire... forse allora ci sono state sollecitazioni da parte del mondo sindacale, ma anche dal Comune e dalla Regione. Seguendo la metodologia di Futur-e il gruppo a turbogas è uno scenario, ma non se ne possono prendere in considerazione altri? Magari ricorrendo alla produzione da rinnovabili. Sia chiaro: non sono per la deindustrializzazione dell'area, sono dell'idea che però non debbano esserci più siti inquinanti, ma la maggioranza ha preferito bocciare l'ordine del giorno proposto in consiglio. Il quadro generale è preoccupante: avremo più navi nel porto mercantile, più crociere, più Gnl, più rischi di incidente rilevante nel golfo... Il 10 giugno dobbiamo far pesare queste ragioni. Il M5S al governo del Paese ha l'occasione per far vedere che la sua cultura ambientale non è fatta solo di parole. Infine - ha concluso Grondacci - una annotazione che spesso passa in secondo piano: questo impianto non è mai stato mai sottoposto a Via, nemmeno in sede di rinnovo dell'Aia, a differenza di quello che prevede la legge. Abbiamo già perso due occasioni, non perdiamone un'altra. Quello che più conta è la mobilitazione della popolazione, ma c'è anche la rassicurazione che gli strumenti per far valere la nostra opinione ci sono".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia































La Piazza Sospesa sorgerà tra Via Diaz e il lungomare: vi piace il progetto?











Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News