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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Settembre - ore 17.43

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Tutti contro Enel: "La città ha detto no al gas, voi ve ne fregate"

In terza commissione, alla presenza dei rappresentanti dell'azienda, maggioranza e opposizione stroncano i progetti per Vallegrande. La vice sindaco Giacomelli: "Voi disponibili al confronto? Il confronto con noi è un vostro obbligo".

"Speriamo governo ci affianchi"

La Spezia - Enel in terza commissione come la cavalleria franca e consiglieri e vice sindaco pronti con tante e variopinte picche. Due ore di confronto – e della parola confronto c'è stata quasi un ubriacatura – che hanno rilevato una certa e non sorprendente distanza tra azienda e città, un gap che, di fatto, l'idea di includere nel progetto integrato di riconversione un'area di deposito e lavorazione container è andata ad ampliare. Dalla seduta sono usciti numeri e valutazioni significativi (si vedaQUI) sia sulla questione turbogas, sia sul fresco progetto del settore Logistics, nonché tutte le obiezioni e le perplessità degli amministratori locali, contrariati anche dalla posizione di Enel sui lineamenti del confronto con il territorio: “Disponibili al dialogo e a ricevere progetti. Progetti, non idee. Al momento dal territorio non è arrivata concretezza progettuale”, riprendendo le parole della dott.ssa Partipilo, intervenuta assieme agli ingegneri Bracaloni e Pavan. “La Spezia si è espressa con atti contro il turbogas, ma non avete ascoltato il territorio – ha ricordato la vice sindaco Giacomelli -. La decisione finale non è nelle nostre mani, è a Roma, e sarà eventualmente il governo a supportarci nel 'no'. Ma è nelle nostre mani definire cosa si può insediare là e cosa no. Siete disponibili al confronto con l'amministrazione sul progetto di Logistics? Vorrei chiarire il concetto che ad oggi voi dovete per forza venirci a chiedere di poterlo fare, altrimenti non lo fate, confrontarvi con noi è un obbligo. Chiedete proposte al territorio? Ma noi non potremmo mai avere le idee che potete produrre voi, in altri luoghi avete messo in campo progettualità interessanti, mentre per Spezia finora avete avanzato proposte inadeguate. Portateci progetti integrati veri, con idee stimolanti che possano mettere ordine in merito alle richieste del territorio, cioè niente gas e niente deposito logistico”.

Il capogruppo Pd Raffaelli in apertura di seduta ha accusato la presidente Frijia di aver commesso una “grave scorrettezza perché ora convoca Enel ma due mesi fa ha ignorato le nostre richieste in merito a un percorso che portasse in commissione azienda, amministrazione, assessore Giampedrone, associazioni ambientaliste e sindacati”, e ha rilevato che l'esponente di FdI “ha sempre taciuto la sua posizione sul progetto di Enel, cioè che la sposa in pieno, tant'è che numerose volte ha fatto venire meno al sua presenza quando sono stati votati odg contro il turbogas, sia della maggioranza, sia dell'opposizione”. Strali rispediti al mittente in toto dalla consigliere meloniana. Poi Raffaelli è sceso nel merito proponendo a Enel di prendere in considerazione “un recente studio del Politecnico di Milano che dice che la Liguria potrebbe produrre svariante centinaia di Gigawatt dall'eolico. Spezia sarebbe un polo ottimale in questo senso anche per la sinergia con il comparto nautico: le pale eoliche 'sono' le eliche degli yacht, le aziende della nautica potrebbero essere coinvolte. Enel, che colpevolmente ha abbandonato il percorso Future-e, sceglie Spezia per il turbogas per esigenze aziendalistiche e di economicità”. Un battuta per la Regione “che non ha mai pronunciato chiare parole di contrarietà”. Di Futur-e ha parlato il consigliere Centi (LeAli): “Dov'è finito? E che fine ha fatto lo studio Enea el 2018? Adesso ci proponete il gas, che la città non vuole. Diciamo no ai paragoni tra gas e carbone, il paragone è tra il gas e niente! Il deposito container? Siamo sovraccarichi di container. E voi date rassicurazioni ai terminalisti... pensate a darle alla città”. Ha parlato di “fortissime perplessità, soprattutto sul metodo di Enel” il consigliere socialista Manfredini, che ha chiesto numeri e informazioni precisi, altresì auspicando che la discussione trovi spazio anche in consiglio comunale. Selva di interrogativi da parte della consigliera pentastellata De Muro, tra cui la domanda principe: “Se non convertiamo al gas, ci teniamo il carbone fino al 2025?”, con i tecnici Enel che hanno chiarito che una transizione col turbogas di fatto è l'unico modo per mollare l'attuale combustibile entro la fine del prossimo anno.

“Enel va contro aspettative e necessità del territorio – ha affermato il capogruppo Forcieri (Avantinsieme) -. Ci sono espressioni unanimi contro il gas, avreste dovuto tenerne conto. Quel che hanno chiesto i cittadini e i loro rappresentanti è cessare la produzione di energia da combustibili fossili nel nostro Golfo. E non vogliamo Enel abbandoni il territorio punto e basta, ma che, come fa in altre parti d'Italia e del mondo, partecipi a progetti di riconversione diversi dalla produzione di energia da fossili. Questo Golfo ha svoltato, vogliamo uno sviluppo diverso. Enel, che aveva messo la Montale tra le centrali da dismettere per poi cambiare idea, ora vuole avviare una centrale a gas che opererà per 20-30 anni mettendo un'ipoteca gigante sul territorio. Noi non siamo contrari a priori alla fase transitoria col gas, ma non a Spezia, sito delicato che non può sopportare oltre”. Rilanciata la battaglia per una Vallegrande dedicata precipuamente alla mobilità elettrica (“Enel stessa c'è dentro, ha fatto accordi con grandi case automobilistiche”), Forcieri ha rincarato: “Conoscete il Piano regolatore portuale? E il Puc? Il Piano territoriale di coordinamento? Tutti questi strumenti normativi indicano soluzioni diverse rispetto a quelle da voi immaginate. Un deposito per sottrarre traffici container? Guardate che parte dei contenitori va verso il Nord Europa non perché manchino gli spazi logistici, ma perché siamo carenti in infrastrutture viarie e ferroviarie. Fate meno propaganda e prestate più attenzione alla volontà espressa, e tradotta in norme, dagli enti locali. Mi auguro che anche il governo non manchi questo appuntamento nel rispetto della volontà del territorio di voltare pagina".

Non da meno lo scontento dei rappresentanti della maggioranza. “Parlate di dialogo e apertura, ma è l'esatto contrario di quanto avete fatto finora, avete fatto come vi pare infischiandovene del territorio - ha tuonato il capogruppo di Forza ItaliaCenerini -. Forse non avete preso atto del fatto che l'unica cosa che in questi anni ha unito maggioranza, opposizione e amministrazione è stato un chiaro no al turbogas. Ma ve ne fregate. Mi sento preso in giro. Sconvolgente come non rispondiate in merito al 'no' di una città intera”. “Nel luglio 2019, in commissione, Enel aveva detto che il sito della Spezia non era più strategico. Ora è diventato strategico? Come mai?”, si è domandato il consigliere totiano Biagi, osservando che “una relazione del professor Cristaldo dice che il gas non è nemmeno detto che inquini meno del carbone, anzi può avere effetti peggiori”. Pollice verso anche per Corbani (Spezia vince), che ha scandagliato la proposta di Enel con piglio da consigliere-ingegnere: “L'azienda vuole dare una quarta vita alla città convertendo l'ultimo gruppo a carbone, e il miglioramento sarebbe liberare spazi oggi occupati dall'infrastruttura, occupandoli in parte con produzione di energia da componenti ambientalmente interessanti (fotovoltaico e batterie, ndr). Componenti passive, con densità occupazionale limitata. Come del resto quella per l'ipotizzata area stoccaggio: un deposito, per quanto vestito a festa, deposito rimane. Lo spazio restante volete destinarlo al territorio strizzando l'occhio all'imprenditoria locale. Il punto è che la città vuole che l'area della centrale venga usata in modo compatibile con la qualità che il territorio spezzino si è creato in sessant'anni. Perché Enel, che è un colosso internazionale, non si allinea con le aspettative locali, cercando lei stessa – invece di chiederli a una piccola provincia - progetti che permettano di fare business con innovazione e alta densità occupazionale?”. Il consigliere si è preso un altro minuto per impallinare il progetto targato Logistics: “Parlate di lavorazioni, ma forse non vi siete presi la briga di indagare il tessuto industriale spezzino, storicamente legato ai 'grandi oggetti' e non adatto alle lavorazioni sui contenitori”. Netto il popolare Costantini: "Abbiamo detto chiaramente stop alla produzione di energia da combustibili fossili. E non ci servono altri container, ormai il Golfo sembra un Lego". "Spezia ha dato tanto ed Enel lo sa - ha concluso la leghista Cozzani -, ora basta. E il governo intanto che fa? Pensa di intervenire?".

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