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Tentato stupro accende consiglio: "Guerri impedisce di parlare"

La consigliera Pecunia (Italia viva) vuole rispondere al capogruppo Cenerini (Forza Italia) dai banchi del consiglio, il presidente dice no in punta di regolamento. "Chiederò responso al prefetto".

"Fatto personale"
Tentato stupro accende consiglio: "Guerri impedisce di parlare"

La Spezia - Caos e accuse incrociate hanno aperto il consiglio comunale spezzino di questa sera, tenutosi in videoconferenza, come ormai da prassi. Tutto è cominciato quando, subito dopo l'inno, la consigliera Pecunia (Italia viva), intervenendo sull'ordine dei lavori, ha chiesto al presidente Guerri di parlare per fatto personale. Una circostanza che ha preso un po' in contropiede il parlamentino del capoluogo, visto che il fatto personale di norma è una risposta a qualche affondo consiliare off limits. Ma, come detto, l'unica voce che fino a quel punto s'era sentita era quella del segretario per l'appello. L'arcano si è presto disvelato: l'esponente renziana intendeva replicare al capogruppo di Forza Italia Cenerini in merito al comunicato al vetriolo da questi vergato ieri in merito all'aggressione sessuale patita da una donna che faceva jogging in Via dei Pioppi. Un testo in cui, tra le varie cose, il responsabile provinciale degli Azzurri collegava episodi di varia criminalità a politiche a suo avviso sostenute da Pecunia e dalla segretaria della Cgil spezzina, Lara Ghiglione, che giusto stamani hanno annunciato querela verso il consigliere di maggioranza. Pecunia è partita in quinta – ma con una connessione da rivedere – per censurare “l'azione deprecabile” del capogruppo berlusconiano, e proprio questi ha vigorosamente invitato Guerri a vigilare sui meccanismi consiliari: “Su una questione esterna al consiglio il fatto personale non è possibile, altrimenti ognuno porta qua dentro quello che vuole. Se volete querelatemi, me ne frego”, ha tuonato Cenerini, che già oggi in una nota aveva chiarito il suo Je m'en fous. Così Guerri, recuperata la pagina utile del regolamento e sostenuto dal parere del segretario Sortino, ha stoppato Pecunia, che lo ha polemicamente invitato “a fare il presidente e non l'uomo di maggioranza”.

Il capogruppo Pd Raffaelli ha detto la sua sostenendo che “le norme spiegano che il concetto di esercizio delle funzioni di un amministratore pubblico va anche oltre la sfera dell'aula. Se al di fuori di questa vengono attribuiti a qualcuno pensieri difformi rispetto a quelli che ha, è chiaro che al rientro nell'assise si possa intervenire per fatto personale”. Lettura che non ha convinto il presidente Guerri. Dal canto suo Pecunia ha annunciato che “domani manderò una lettera ufficiale per spiegare che si è impedito a un consigliere di esprimersi in consiglio in merito a una grave offesa, che lei presidente, e anche il sindaco, non avete minimamente rimarcato. Siete vergognosi. Chiederò anche responso alla Prefettura dicendo che Guerri mi ha impedito di parlare”.

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