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Stupro, il 'no' del Comune alla Cassazione

Approvata nella seduta di ieri una mozione per sensibilizzare sul problema.

La Spezia - “Favorire un lavoro capillare di prevenzione, di educazione al rispetto, di formazione alle nuove generazioni, promuovere tra le Istituzioni un atteggiamento rispettoso, in ogni azione quotidiana. della dignità della donna; altrimenti avrà poco senso recarsi il prossimo 8 marzo ad esprimere parole di solidarietà nei confronti del mondo femminile, ricordandone il ruolo fondamentale nella società. Manifestare il dissenso di questo Consiglio Comunale ai Giudici della Terza Sezione della Corte di Cassazione, in merito alla sentenza.”
E' la mozione approvata all'unanimità nella seduta di ieri in Consiglio Comunale a seguito del verdetto della Corte di Cassazione in cui si stabilisce una pena alternativa al carcere a discrezione del giudice per persone accusate di stupro di gruppo. Chi segue il caso in aula dovrà scegliere se sia più adatto il carcere, gli arresti domiciliari e o eventualmente la pena alternativa.
La Corte di Cassazione con questa sentenza stabilisce una nuova interpretazione della legge in materia di violenza sessuale. L'argomento inevitabilmente ha sollevato un polverone mediatico non indifferente, ché in molti non condividono la scelta e la mozione del consiglio comunale spezzino lo dimostra.
Per questa serie di motivi il consiglio Comunale ha stabilito un serie di iniziative volte alla sensibilizzazione sull'argomento. Nel testo della mozione il consiglio ribadisce come le violenze sessuali siano in continuo aumento e definisce 'un passo indietro indietro nell’acquisizione dei diritti delle donne, poiché viene delegittimata la gravità del reato di stupro di gruppo dando al giudice la facoltà di scegliere misure alternative e accostandosi quindi alla precedente sentenza della Corte Costituzionale, che nel 2010 diede al giudice a facoltà di utilizzare misure alternative al carcere nei casi di abuso su minore.”
Per il consiglio: “Questa sentenza della Cassazione ribadisce un indirizzo che da’ un brutto segnale alla società civile, alle donne in particolare e ridimensiona in maniera incomprensibile la gravità del terribile reato dello stupro di gruppo, disconoscendo totalmente il danno psicologico della vittima, Il fenomeno della violenza ha infatti, effetti psicologici, fisici, morali, economici sulla donna e sui suoi affetti”
Nel testo della mozione viene ribadito come: “Non è importante fare la graduatoria di quale è il maggiore incubo, se lo stupro singolo o di gruppo, se da parte del marito o degli amici, se in casa o per strada; che la violenza è un problema culturale da combattere su tanti fronti perché nessuna si può purtroppo dire immune e perché nessuna si deve sentire sola e abbandonata; stare dalla parte delle donne è combattere le discriminazioni e le violenze che si nascondono ogni giorno nella vita quotidiana. anche nella rappresentanza di genere nei posti chiave del potere economico, politico e sociale di questo paese.”
Martedì 7 febbraio 2012 alle 22:37:56






























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