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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Giugno - ore 22.44

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Strette di mano e discontinuità per lo sprint finale di Manfredini

Il candidato del centrosinistra che si giocherà l'elezione al ballottaggio prende le distanze dal Pd e dall'amministrazione precedente: "La città è migliorata, ma deve cambiare il metodo. Stringerò milla mani al giorno e darò i miei contatti a tutti"

Strette di mano e discontinuità per lo sprint finale di Manfredini

La Spezia - Discontinuità e partecipazione viso a viso. Queste le armi che Paolo Manfredini ha deciso di impugnare per completare la missione dell'ultimo livello del gioco che lo vede contrapposto a Pierluigi Peracchini. Se il piano, che corre parallelo agli incontri con le forze del centrosinistra che hanno partecipato al primo turno e con il mondo delle associazioni, fallirà il 25 giugno sarà la data del game over per lui, per il centrosinistra spezzino e per il Partito democratico locale. Un Pd che ha constatato di aver perso l'appeal dei primi anni di renzismo e che si trova costretto a una battaglia di retroguardia, tentandole tutte pur di non incassare un'altra sconfitta, quella che, dopo la Waterloo delle Regionali, porterebbe inevitabilmente a quell'esame di coscienza che forse è davvero iniziato solamente nella notte dello scrutinio delle Comunali spezzine.

"Per questa seconda fase della campagna elettorale - ha annunciato questa mattina Manfredini dopo aver convocato la stampa nel point di Piazza del Bastione - ho deciso di insistere sulla partecipazione, sul colloquio con i cittadini e sul contatto diretto con loro, attraverso una azione specifica. Stringerò mille mani al giorno, consegnando a tutti gli spezzini che incontrerò un biglietto da visita con i miei recapiti: numero di telefono (366 6762770), indirizzo email (manfredinisindaco@gmail.com) e pagina Fb (paolomanfredinisindaco). Voglio trasmettere la mia volontà di essere un candidato che si mette in ascolto, anche attraverso il contatto fisico. Credo sia un messaggio importante per raccogliere quesiti, critiche e riflessioni con ogni canale possibile. E poi, se sarò eletto sindaco, questa pratica diventerà una consuetudine, attraverso momenti più strutturati e presidi sul territorio".

Iniziative di ascolto e partecipazione, dunque, per segnare una "importante discontinuità rispetto all'amministrazione precedente". Questa è la carta che Manfredini ha deciso di giocare.
"Farò esattamente quello che faccio a scuola: al mattino - ha spiegato Manfredini - la mia porta è sempre aperta per studenti, insegnanti e genitori, mentre al pomeriggio faccio le normali attività di un preside, quelle più amministrative. Cerco sempre di trovare tempo per i rapporti e i contatti umani, perché credo che la partecipazione, quella vera, sia indispensabile".

Nel frattempo proseguiranno i contatti e gli incontri con gli interlocutori politici che hanno partecipato alle elezioni, ma non solo. "Sto dialogando anche con il mondo associativo, quello del volontariato, quello di chi condivide il nostro progetto, insomma".
Le analisi post voto hanno evidenziato come l'astensione abbia inciso negativamente soprattutto per lui. Al ballottaggio Manfredini cercherà di metterci una pezza. "Non sono venuti a votare per disaffezione verso la politica e per la delusione? Ci metto la faccia, la mia credibilità di persona onesta, sincera e leale".

Un mettersi in gioco in prima persona che vuole far valere anche nel corso dei confronti che si svolgeranno nei prossimi giorni: domenica quello a bordo di Goletta verde, poi quello che sarà trasmesso su RaiTre e poi quello alla festa della Cisl. "Ora è il momento dei candidati sindaco, non più quello dei partiti che li appoggiano. Per questo sto chiedendo a Peracchini di accettare la sfida dei dibattiti tra me e lui".
Le tabelle dei flussi elettorali, per Manfredini, hanno evidenziato "il messaggio del rinnovamento. La città - ha ribadito - è cambiata in meglio in questi ultimi anni. Ma dobbiamo modificare lo stile dell'azione politica, ci deve essere rinnovamento. E ci sarà, anche su temi come la raccolta della spazzatura, sulla sicurezza e sulla cura dei quartieri. Possiamo migliorare, senza buttare via il buono che è stato fatto. Siamo in grado di interpretare il cambiamento, con umiltà e coraggio".
Parla al plurale, Manfredini, perché al suo fianco avrà una squadra sulla cui composizione sta già ragionando. Ma è ancora presto perché sveli qualche nome. "Il team della giunta deve obbedire alla caratteristica di profondo rinnovamento, anche attraverso una forte connotazione di civismo", ha concluso.

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